Fedagri su vino rosato da miscela La norma avrebbe provocato danni
Il presidente di Fedagri-Confcooperative Paolo Bruni ha commentato la decisione annunciata dalla UE di rinunciare alla proposta che autorizzava la produzione di vino rosè dalla miscela di vini bianchi e rossi, spiegando che la norma avrebbe provocato danni ingenti alle imprese del settore
ROMA - «Autorizzare miscele di vini bianchi e rossi per produrre vino rosé avrebbe causato seri danni economici a tutte le imprese e le cooperative che producono vini rosati con metodi tradizionali. Siamo contenti che l'Unione Europea abbia fatto marcia indietro senza dare il via libera ad una pratica attualmente vietata in ambito comunitario». Così il presidente di Fedagri-Confcooperative Paolo Bruni (nella foto), ha commentato la decisione annunciata dalla Commissaria Europea all'Agricoltura Mariann Fischer Boel di rinunciare alla proposta che autorizzava la produzione di vino rosé dalla miscela di vini bianchi e rossi.
«L'Italia si era prontamente opposta, insieme alla Francia – ha proseguito Bruni – all'immissione in commercio di vino rosato prodotto da miscele, che era stata proposta nei mesi scorsi dall'Unione Europea. Va dato atto al Ministro Zaia di aver efficacemente lavorato per scongiurare il rischio di una produzione di vini rosati a basso costo, senza alcun rispetto per la tradizione».
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