Rosé da mix di vini bianchi e rossi Bruxelles fa marcia indietro
L'Unione Europea ha deciso di non accogliere la proposta di autorizzare la produzione di vino rosato da vini da tavola bianchi e rossi. Grande soddisfazione di chi, noi di Italia a Tavola in prima linea, si è battuto fin dall'inizio contro una proposta che avrebbe leso produttori e consumatori
C'è grande soddisfazione per la decisione dell'Ue di non accogliere la proposta di autorizzare la produzione di vini rosati dalla miscelazione di vini da tavola bianchi e rossi. Una richiesta, quella che era stata avanzata a Bruxelles, che aveva scosso il mondo vitivinicolo italiano. I consorzi gardesani Garda Classico e Bardolino, in occasione dell'ultimo Vinitaly, avevo perfino attivato una sottoscrizione congiunta per contrastare quella che poteva essere una "truffa autorizzata" nei confronti dei produttori, tra questi anche quelli dell'Oltrepò, e per gli stessi consumatori.
Italia a Tavola, attraverso questi spazi, ha fin da subito supportato, in difesa della tradizione e della trasparenza nella distribuzione dei prodotti Made in Italy, l'idea di contrastare questa proposta che ha lasciato, nelle ultime settimane, col fiato sospeso gli operatori del settore.
A comunicare il dietrofront è stato il portavoce della Commissione Europea Michael Mann, responsabile dell'agricoltura a poche ore dalla riunione del comitato di gestione dove sono rappresentati gli stati membri. In realtà la decisione sul vino rosé avrebbe dovuto essere presa più in là, «ma la Commissaria europea Mariann Fischer Boel ha preso la sua decisione oggi, - come ha spiegato il portavoce - di fronte opinione crescente emersa nel settore per non cambiare le regole».
«Prendiamo atto con soddisfazione che Bruxelles rinuncia ad autorizzare le miscele di vini da tavola bianchi e rossi per produrre il vino rosato. è questa l'Europa che vogliamo, fondata sul rispetto delle identità, della qualità, della sicurezza alimentare e della tradizione».
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia (nella foto al fianco di Mariann Fischer Boel) commenta con queste parole la decisione dell'Ue, comunicata dalla Commissaria europea all'Agricoltura Mariann Fischer Boel, di rinunciare alla proposta di autorizzare la produzione di vino rosé per miscela di vini bianchi e rossi; proposta non condivisa da gran parte del mondo produttivo e che ha trovato la ferma contrarietà di Italia e Francia.
«La riapertura della discussione in Europa – ha detto ancora Zaia - sui metodi di produzione del vino rosato, e poi la rinuncia a portare avanti una riforma che avrebbe sancito la morte di un prodotto di grande storia e qualità come il vino rosato, è stata ottenuta soprattutto grazie all'intervento congiunto italiano e francese, due Paesi uniti dalla comune passione per il vino e per la cultura che ad esso è sottesa».
«Continueremo a lavorare con impegno e convinzione, aperti a ogni possibile intesa – ha concluso il Ministro - per costruire un'Europa reale, che non dia spazio a surrogati e pasticci di sorta e che faccia della valorizzazione e della tutela del patrimonio agroalimentare di qualità le fondamenta della sua politica agricola».
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