Al recente Simposio tecnico sugli spumanti a Valdobbiadene (Tv), il vice presidente del Comitato nazionale vini Michele Zanardo ha sottolineato come l'impegno dell'attuale compagine tecnica del comitato sia indirizzata a dare un taglio semplificativo alle diverse norme, sburocratizzare il più possibile le procedure di cantina e accorpare in poche leggi tutte le regole, in sintonia con la nuova Ocm e con il regolamento applicativo collegato che anticipa già ulteriori elementi e scelte programmatiche che la Ue intende portare aventi anche dopo il 2013, ad iniziare da una liberalizzazione ulteriore.

 Sulla base di queste importanti considerazioni e suggerimenti, i diversi docenti e relatori presenti del settore economico e del mercato, hanno ragionato in termini di soluzione e di proposta. è emerso che è indispensabile riformulare una nuova normativa nazionale sui vini di qualità e di territorio, cioè le attuali Docg e Doc (che la Ue definisce come Vqprd e che classifica in termini di procedure e di azioni come Dop e Igp, come già avviene per tutti gli altri prodotti alimentari). Infatti non è possibile adeguare le esistenti leggi, occorre accorpare e semplificare la quantità di norme e formulare una legge quadro che comprenda tutta la filiera e tutte le categorie in un'ottica di strumenti semplificati per le imprese produttrici e di designazione e presentazione delle etichette in modo chiaro e forte per dare al consumatore finale pochi ma fondamentali messaggi. è fondamentale mantenere i diritti acquisiti della filiera produttiva, ma secondo le nuove norme comunitarie e quindi, salvaguardando e tutelando sempre più le scelte delle denominazioni di origine fatte nel 1963. Semplificare le etichette vuol dire favorire il consumo, nuovi canali e nuovi Paesi. Questo in un'ottica di difesa delle Docg-Doc e Igt rispetto ai vini da tavola generici.
 
Al Simposio è anche emerso l' obbligo di prevedere, nella nuova legge quadro, capitoli e articoli dedicati ai vini spumanti italiani, chiarendo diverse soluzioni e alternative oggi esistenti che non danno informazioni certe al consumatore, anzi consentono eccessivi margini di interpretazione, favoriscono chi intende produrre ai limiti e determinano anche una 'confusione” di valore di mercato. In alcune relazioni e interventi dalla platea di dottorandi e ricercatori è stata evidenziata la necessità di semplificazione e flessibilità delle norme, di riduzione degli oneri a carico delle imprese in termini di numero dei soggetti ed enti che 'possono” eseguire controlli in ogni momento in azienda e sul mercato (cioè, ricerca in tempi brevi di semplificazione burocratica e di individuazione di un unico soggetto per ogni tipologia di controllo). Nello specifico per i vini spumanti visto lo sviluppo 'trasversale e nazionale” delle diverse etichette sul mercato (sono 268 le Docg-Doc italiane su 342 totali, che possono produrre almeno una tipologia di spumante ma senza alcuna corretta scelta di metodo, di sapore, di uvaggio).

è stata avanzata la proposta di un minimo di norme chiare in merito a origine, produzione, metodo, sapore e denominazione dei vini spumanti da inserire nelle nuove norme come alcuni parametri miliari e solidi. Anche norme certe - è stato detto - aiutano lo sviluppo e il successo economico commerciale dei nostri spumanti. è stato anche avanzata la necessità di un forte chiarimento ministeriale sul termine 'Talento metodo Classico” come unico marchio identificativo. è stato anche rimarcata la necessità di chiarire una volta per tutte se il termine 'spumante” è un termine di classificazione tecnica o di 'individuazione merceologica e commerciale” perché il consumatore ha bisogno di leggere sull'etichetta che cosa compera. Se i vini spumeggianti Docg e Doc possono fare a meno di tale termine, che sia sancito in modo legislativo e diffuso. La legge deve sancire chi lo vuole e non lo vuole.
 
Anche i consorzi di tutela devono essere artefici e soggetti primari di questa semplificazione di ruoli e di informazione al consumatore, è emerso in modo chiaro: i consorzi sono chiamati a fare tutela per legge e valorizzazione della Dop-Igp, non certo sono deputati a fare promozione e pubblicità per i soli marchi di impresa che partecipano a eventi. Ha ragione al 100% chi ha affermato - è stato detto - che non è opportuno e utile che enti, soggetti, istituzioni diverse facciano promozione dello stesso vino, nello stesso mercato, nello stesso paese,nello stesso anno a distanza di giorni (è già avvenuto in tante occasioni per diverse Docg-Doc italiane). è opportuno che ogni competenza sia affidata a un unico ente, che chi fa controlli in vigna sia sempre lo stesso ente su tutto il territorio nazionale; chi controlla i vini sul mercato segua per tutti i prodotti la stessa procedura. Infine i vini Docg italiani, il nostro fiore all'occhiello e i nostri cru, hanno bisogno di un ente di tutela che sia la punta di diamante, che le Docg siano espressione di un valore assoluto, di un valore aggiunto, di un valore anche venale superiore rispetto che di soli aspetti burocratici ed amministrativi. Un segnale importante è emerso dal 4° Simposio tecnico sugli spumanti italiani che potrebbe non cadere nel vuoto.


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