A Roma al ristorante una carta dei vini tutta laziale
L'associazione Vigne del Lazio ha affidato ai ristoratori di Roma e provincia il compito di far conoscere ai consumatori le migliori etichette attraverso una speciale carta dei loro vini, abbinandoli nello stesso tempo ai piatti della tradizione romana
Continua il percorso di qualità e insieme di visibilità dei vini del Lazio, di grande qualità ma ancora lontani dal podio delle eccellenze blasonate. Le Vigne del Lazio, l'associazione dei 28 produttori che da dieci anni promuove i vini delle cinque province della regione, ha affidato ai ristoratori di Roma e provincia il compito di far conoscere ai consumatori le migliori etichette attraverso una speciale carta dei loro vini, abbinandoli nello stesso tempo ai piatti della tradizione romana. Non solo, l'associazione ha messo a disposizione anche una serie di enologi col compito di illustrare le caratteristiche di tutti i prodotti in lista.
è un'iniziativa già partita con successo in locali di fascia medio-alta di Roma e provincia, estesa poi anche a numerose enoteche. Positivo ed incoraggiante il primo bilancio dell'iniziativa, illustrata alla Città del Gusto dal presidente delle Vigne del Lazio, Fabrizio Santarelli, e da Paolo Zaccaria del Gambero Rosso (insieme nella foto). La lista comprende una cinquantina di etichette, un bianco e un rosso per ogni azienda associata. «Vantiamo uno standard qualitativo elevato, niente a fare con gli anonimi bianchi dei Castelli che scorrevano a fiumi e che non reggevano una stagione. Crediamo di essere riusciti a rifondare il concetto di vino di qualità nel Lazio, e questa lista può contribuire ad informare il consumatore», ha detto Santarelli. I vini delle aziende associate - 9 in provincia di Roma, 5 nel Frusinate,7 a Latina, 6 a Viterbo e una a Rieti - vengono sottoposti ogni anno ad un controllo organolettico effettuato dalla Commissione di degustazione di controllo (Cdc) composta da esperti indipendenti: tutto per stimolare i soci a migliorare sempre i loro prodotti.
Insomma, come ha detto Daniele Cernilli, le Vigne del Lazio hanno avuto il merito di costituire fin da subito una sorta di "nazionale vitivinicola" della regione. Grande afflusso di pubblico al successivo wine tasting e ai laboratori di degustazione, con gli esperti del Gambero e i membri dell' Associazione, dal titolo "I castelli Romani e Latina" e "I percorsi del Viterbese e la provincia di Frosinone".
Articolo correlato:
Vini del Lazio al Vinitaly 2009. La qualità che conta
Continua il percorso di qualità e insieme di visibilità dei vini del Lazio, di grande qualità ma ancora lontani dal podio delle eccellenze blasonate. Le Vigne del Lazio, l'associazione dei 28 produttori che da dieci anni promuove i vini delle cinque province della regione, ha affidato ai ristoratori di Roma e provincia il compito di far conoscere ai consumatori le migliori etichette attraverso una speciale carta dei loro vini, abbinandoli nello stesso tempo ai piatti della tradizione romana. Non solo, l'associazione ha messo a disposizione anche una serie di enologi col compito di illustrare le caratteristiche di tutti i prodotti in lista.
è un'iniziativa già partita con successo in locali di fascia medio-alta di Roma e provincia, estesa poi anche a numerose enoteche. Positivo ed incoraggiante il primo bilancio dell'iniziativa, illustrata alla Città del Gusto dal presidente delle Vigne del Lazio, Fabrizio Santarelli, e da Paolo Zaccaria del Gambero Rosso (insieme nella foto). La lista comprende una cinquantina di etichette, un bianco e un rosso per ogni azienda associata. «Vantiamo uno standard qualitativo elevato, niente a fare con gli anonimi bianchi dei Castelli che scorrevano a fiumi e che non reggevano una stagione. Crediamo di essere riusciti a rifondare il concetto di vino di qualità nel Lazio, e questa lista può contribuire ad informare il consumatore», ha detto Santarelli. I vini delle aziende associate - 9 in provincia di Roma, 5 nel Frusinate,7 a Latina, 6 a Viterbo e una a Rieti - vengono sottoposti ogni anno ad un controllo organolettico effettuato dalla Commissione di degustazione di controllo (Cdc) composta da esperti indipendenti: tutto per stimolare i soci a migliorare sempre i loro prodotti. Insomma, come ha detto Daniele Cernilli, le Vigne del Lazio hanno avuto il merito di costituire fin da subito una sorta di "nazionale vitivinicola" della regione. Grande afflusso di pubblico al successivo wine tasting e ai laboratori di degustazione, con gli esperti del Gambero e i membri dell' Associazione, dal titolo "I castelli Romani e Latina" e "I percorsi del Viterbese e la provincia di Frosinone".
Articolo correlato:
Vini del Lazio al Vinitaly 2009. La qualità che conta

