Dal baratto all'acquisto diretto Il mercato del vino non conosce regole
C'è chi si scambia bottiglie, senza guardare al vero valore dello scambio, chi salta la mediazione del punto vendita e compra direttamente dal produttore, come i Gruppi di acquisto sparsi nel Paese. Di questo e altro, insieme alle nuove tendenze dello shopping del vino, se ne parlerà a Vinitaly
La crisi che rende più "leggero" il portafoglio di molti appassionati di vino spinge ad aguzzare l'ingegno: le nuove tendenze dello shopping del vino, dal baratto ai gruppi di acquisto, saranno al centro di Vinitaly dal 2 al 6 aprile a Verona.
Il baratto delle etichette
Una delle mode che si sta diffondendo è il baratto: dal nord al sud le bottiglie vengono scambiate, acquistate, cedute con l'unico imperativo di mettere d'accordo le parti, senza guardare tanto ai reali prezzi, quanto alla soddisfazione reciproca. E poco importa se si baratta una bottiglia di grande valore per una meno costosa: l'importante è che venga ripagato il valore affettivo o il desiderio di quel vino, magari inseguito da sempre e mai trovato, o semplicemente la voglia di cambiare o rinnovare la propria cantina senza spendere un soldo. Per intercettare questa tendenza si moltiplicano siti specializzati, blog e forum dove gli enonauti possono trovare o inserire annunci per scambiare le proprie etichette.
I Gruppi di acquisto del vino
Altra tendenza sempre più consolidata tra i nuovi stili di consumo è quella dei Gav, i Gruppi di acquisto del vino, formati da quegli enoappassionati che preferiscono "saltare" la mediazione del punto vendita: formati mediamente da 5-10 persone, di solito informatissime su quello che accade nel mondo del vino, si rivolgono direttamente ai più importanti produttori italiani e stranieri (francesi in primis). Sono spesso veri e propri "monomaniaci" di una specifica tipologia di vino: dai patiti dello Champagne agli innamorati del Pinot Noir, dai fan del Barolo ai 'Brunellisti”, si incontrano nelle proprie case o sul web, mettono in condivisione le proprie conoscenze, e poi incaricano i membri del gruppo che hanno il migliore rapporto con il produttore prescelto di andare in "missione" a recuperare le bottiglie in azienda, con la ritualità quasi "sacra" di un vero e proprio pellegrinaggio nel luogo di nascita dei loro vini-culto.
I Gav possiedono caratteristiche peculiari: ogni gruppo d'acquisto nasce con motivazioni proprie. Più diffusi al nord e al centro Italia, composti da uomini, ma anche da donne, di età tra i 35 e i 55 anni, di reddito medio, sono animati dalla passione per il buon bere ed hanno trovato in questa pratica il modo di far "fruttare" al massimo anche un piccolo budget destinato al vino. Non sono solo gli acquirenti, tuttavia, ad aguzzare l'ingegno: anche i venditori si danno da fare, e così spesso è proprio qualche enotecario lungimirante che organizza i clienti interessati per spingerli a conoscere le meraviglie dell'enologia mondiale, ospitando i gruppi di acquisto o promuovendone di nuovi, perché solo attraverso la conoscenza e l'esperienza diretta si può allargare la diffusione del buon bere.
Fonte: Agi
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