Qualità e territorio, Carletti rivendica l’orgoglio del Nobile
Orgoglio dei produttori, qualità e tipicità. Sta in queste tre parole la chiave del successo del Vino Nobile di Montepulciano e garantire un futuro. «La tipicità è la nostra arma vincente», dichiara il presidente del Consorzio Federico Carletti (nella foto). «Il mondo del vino non può seguire le mode e il
mondo della moda non fa bene la vino. Vanno bene le collaborazioni, ma sottoporre il vino alla logica del fashion non serve e anzi è negativo. Soprattutto in momenti di crisi come questo quando serve al contrario una valorizzazione di tradizioni e radici». L'occasione è stata quella della 15a edizione dell'Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano, che costituisce la seconda tappa della settimana di presentazione delle nuove annate dei tre grandi vini toscani (Chianti Classico, Nobile e Brunello).
Forte di 1.207 ettari che l ‘anno scorso hanno garantito 6.900.000 bottiglie con fascette di Nobile e 2.538.000 di Rosso, i produttori di Montepulciano Nobile affrontano con sicurezza l'attuale crisi economica, convinti che una scrematura dei consumi, se proprio necessaria, non potrà che fare bene ai prodotti di qualità, fra cui il loro vino si colloca di diritto. Il Nobile si presenta del resto forte di un buon livello qualitativo e di piacevolezza non comune per i Sangiovesi troppo giovani. L'annata 2006 e la Riserva 2005 che sono state presentate in piazza grande sembrano all'altezza delle sfide e analogamente il 2008, secondo i tecnici, si presenta come un'annata da 4 stelle. In proposito Lorenzo Cotarella, amministratore delegato del gruppo Antinori (che produce Nobile con l'azienda La Braccesca) ha ricordato come il 2008 sia stato uno degli anni più secchi degli ultimi tempi e (vedi PDF allegato) con un più elevato tasso di acidità e un indice dei polifenoli attorno al livello 70, condizioni che dovrebbero garantire un buon invecchiamento del Nobile che avrà uno stile e un carattere più tipico: equilibrio tra freschezza, aromaticità e ruvidezza, con meno livello di dolcezza. Una particolarità che per Cotarella costituisce la tipicità più vera di un vino di Sangiovese dove le vibrazioni dei tannini e la spina di acidità sono fra loro quasi in competizione.
«Usciamo da un'annata molto difficile», ha puntualizzato per parte sua Carletti, «la crisi ha colpito anche il nostro settore che inevitabilmente risente, inoltre, della contrazione del turismo. Le prospettive per il 2009 sono a dir poco incerte a causa dell'eccesso di offerta e dell'incredibile che c'è sui mercati, ma per chi, come noi, ha un prodotto d'eccellenza che è espressione di un'altissima qualità, ma è doveroso considerare la situazione come un'opportunità per consolidare i nostri punti di forza che sono proprio la qualità e la tipicità. Per uscire dalla crisi c'è una ricetta, investire in qualità e nella promozione di un prodotto fortemente legato a un territorio di un inestimabile valore artistico, paesaggistico e culturale. Il Vino Nobile si è affermato e può continuare ad avere successo perché è un prodotto irripetibile; dunque centrale deve essere il rispetto delle regole insieme all'orgoglio ed alla convinzione che animano i produttori. Dobbiamo (e possiamo) realizzare un vino di qualità unica e irripetibile e alla stesso tempo confrontabile con le migliori produzioni enologiche del mondo. Per questo abbiamo proprio in questi giorni lavorato sui disciplinari di produzione, in particolare per il Vin Santo, un prodotto assolutamente unico e che anche per questo occorre anzitutto tutelare e poi valorizzare perché è espressione tipica di tradizione e di territorio».
Nel suo intervento Carletti ha non ha nascosto le vicende giudiziarie che hanno coinvolto i vini toscani, e marginalmente anche un produttore di Montepulciano, per sospetti di truffa, insistendo sulla qualità che può essere l'unica arma per vincere anche il clima di sospetto. «Meglio ridurre un po' la produzione - dice - ma rispettare tipicità e regole, così da avere un orgoglio da parte di tutti i produttori che sanno di operare in una squadra che condivide valori e procedure. Grazie alla coesione che c'è fra i nostri soci non possiamo che essere ottimisti». Una strategia che in inserisce in un progetto di valorizzazione del territorio che vede in prima fila anche il Comune di Montepulciano. Una collaborazione che ha concreti effetti sull'economia e sul turismo e che non caso, come ha ricordato il sindaco Massimo Della Giovanpaola, si concretizzerà a breve nell'avvio di una ristrutturazione della Fortezza della città, grazie al contributo di molte cantine, così da avere nuovi spazi alle iniziative di promozione della cultura e delle ricchezze enogastronomiche.
Alberto Lupini
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«Usciamo da un'annata molto difficile», ha puntualizzato per parte sua Carletti, «la crisi ha colpito anche il nostro settore che inevitabilmente risente, inoltre, della contrazione del turismo. Le prospettive per il 2009 sono a dir poco incerte a causa dell'eccesso di offerta e dell'incredibile che c'è sui mercati, ma per chi, come noi, ha un prodotto d'eccellenza che è espressione di un'altissima qualità, ma è doveroso considerare la situazione come un'opportunità per consolidare i nostri punti di forza che sono proprio la qualità e la tipicità. Per uscire dalla crisi c'è una ricetta, investire in qualità e nella promozione di un prodotto fortemente legato a un territorio di un inestimabile valore artistico, paesaggistico e culturale. Il Vino Nobile si è affermato e può continuare ad avere successo perché è un prodotto irripetibile; dunque centrale deve essere il rispetto delle regole insieme all'orgoglio ed alla convinzione che animano i produttori. Dobbiamo (e possiamo) realizzare un vino di qualità unica e irripetibile e alla stesso tempo confrontabile con le migliori produzioni enologiche del mondo. Per questo abbiamo proprio in questi giorni lavorato sui disciplinari di produzione, in particolare per il Vin Santo, un prodotto assolutamente unico e che anche per questo occorre anzitutto tutelare e poi valorizzare perché è espressione tipica di tradizione e di territorio». Nel suo intervento Carletti ha non ha nascosto le vicende giudiziarie che hanno coinvolto i vini toscani, e marginalmente anche un produttore di Montepulciano, per sospetti di truffa, insistendo sulla qualità che può essere l'unica arma per vincere anche il clima di sospetto. «Meglio ridurre un po' la produzione - dice - ma rispettare tipicità e regole, così da avere un orgoglio da parte di tutti i produttori che sanno di operare in una squadra che condivide valori e procedure. Grazie alla coesione che c'è fra i nostri soci non possiamo che essere ottimisti». Una strategia che in inserisce in un progetto di valorizzazione del territorio che vede in prima fila anche il Comune di Montepulciano. Una collaborazione che ha concreti effetti sull'economia e sul turismo e che non caso, come ha ricordato il sindaco Massimo Della Giovanpaola, si concretizzerà a breve nell'avvio di una ristrutturazione della Fortezza della città, grazie al contributo di molte cantine, così da avere nuovi spazi alle iniziative di promozione della cultura e delle ricchezze enogastronomiche.
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