Bruno Trentini e Attilio CarlessoSOAVE (VR) - è misurato e sereno l'ottimismo che si respira in Cantina di Soave, l'indomani dell'approvazione del bilancio 2008-2009, che presenta un andamento, nel complesso, positivo. Si tratta infatti del primo bilancio dopo la fusione per incorporazione con Cantina di Montecchia, l'ultima operazione, in ordine di tempo (luglio 2008) finalizzata al consolidamento aziendale e alla differenziazione di prodotto. Questo quanto emerso nel corso della conferenza stampa di presentazione di bilancio che ha avuto luogo a Soave, il 3 dicembre.

Approvato quasi all'unanimità nel corso dell'assemblea di novembre il bilancio della storica casa vitivinicola veronese, per l'esercizio appena concluso, ha evidenziato un fatturato consolidato di 78 milioni di euro. Particolare soddisfazione per il fatturato dei vini a marchio azienda che da solo registra un incremento del 20% sul totale rispetto allo scorso esercizio.

Cantina di Soave - 2200 soci produttori, 6000 ettari di proprietà, un milione di quintali di uva prodotta, 27 linee di pigiatura, 4 linee di imbottigliamento, 12 appassitoi - ha raggiunto quest'anno, in tema di liquidazione delle uve, la cifra di 40.280.000 euro, per un prezzo medio di quasi 40,00 euro il quintale (iva esclusa), confermandosi principale azienda cooperativa vitivinicola di primo grado in Italia.

In tema di capitalizzazione aziendale il patrimonio netto raggiunge quest'anno gli oltre 46.000.000 di euro, a fronte di un cash flow di 5.844.000  di euro e un utile di esercizio di 7.272.600 di euro.

Il bilancio 2008-2009 di Cantina di Soave - l'azienda controlla oggi il 48% della produzione totale di Soave Doc, il 43% della produzione totale di Soave Classico, il 49% della produzione di Valpolicella Doc, il 70% della produzione di Lessini Durello - se confrontato col precedente evidenzia volumi differenti, con un aumento del patrimonio, una crescita del fatturato e un aumento della capacità aziendale di fare cash flow, a fronte comunque di una generale situazione economica complessa.

«Il bilancio di quest'anno - spiega Bruno Trentini (a sinistra), direttore generale di Cantina di Soave - presenta nel suo complesso molti elementi di positività, tuttavia abbiamo registrato, seppur in maniera decisamente minore rispetto ai prezzi di mercato, una diminuzione dei valori unitari dei prezzi delle uve, con effetti sulla vendemmia appena chiusa e sull'esercizio in corso. Questa tendenza al ribasso nella remunerazione delle produzioni agricole fa si che molte aree viticole italiane abbiano una produzione lorda vendibile non in grado di coprire i costi di produzione. La nostra zona non rientra in tale condizione ma subisce comunque un livellamento verso il basso dei prezzi. Solo la struttura organizzativa delle cantine sociali - ribadisce il direttore generale - ha permesso ai produttori di veder sostenuto il prezzo delle loro uve nell'ultima vendemmia. Da oltre dieci anni infatti Cantina di Soave ha scelto di rafforzare la sua strategia di marca, come risposta ad un mercato sempre più competitivo, dove anche le DOC iniziano a manifestare segni di debolezza strutturale».

Ogni 100 bottiglie vendute da Cantina di Soave, 63 sono a marchio aziendale e di queste il 50% finisce all'estero. Il rafforzamento commerciale che rende oggi Cantina di Soave azienda leader in Italia nella produzione e commercializzazione dei vini a denominazione veronese prosegue anche all'estero, sostenuto da importanti premi e riconoscimenti internazionali quali il recente successo al Mundus Vini - il più importante concorso enologico internazionale che si tiene in Germania - dove l'azienda ha conquistato due medaglie d'oro con i suoi Soave Duca del Frassino e Soave Villa Rasina.
Si inserisce all'interno della strategia di rafforzamento commerciale e di differenziazione di prodotto anche la recente costituzione della società Cantina di Soave USA, con sede a Clinton nel Massachusetts.

In tema di mercati esteri Cantina di Soave mantiene salde le sue posizioni (la quota export copre il 60% del totale)  e dei 40 paesi in cui è presente con le proprie tipologie, si conferma ad oggi per importanza la Germania che assorbe il 38% della quota totale delle esportazioni, seguita da Gran Bretagna col 35%, dai Paesi Scandinavi con 14%.

«Le prospettive per il futuro - evidenzia Attilio Carlesso (a destra), presidente di Cantina di Soave - sono meno fosche di quello che possono sembrare e prova ne è il fatto che Cantina di Soave proprio negli ultimi anni, grazie ad una importante politica di differenziazione dei brand, ha saputo penetrare i mercati esteri in maniera capillare, sia per quanto riguarda la distribuzione moderna, sia per quanto concerne il canale della ristorazione e dei negozi specializzati. Attendiamo ora di vedere gli sviluppi per quanto riguarda il mercato americano».

Da Soave agli Stati Uniti: nasce Cantina di Soave Usa
Si chiama Cantina di Soave Usa ed è la nuova struttura commerciale che Cantina di Soave, storica casa vitivinicola di Verona, ha costituito negli Stati Uniti, mercato strategicamente importante per le produzioni dell'azienda. Cantina di Soave Usa, con sede a Clinton, vicino a Boston, nel Massachusetts, assicurerà una presenza importante e diretta dell'azienda veronese nel mercato americano.

La nascita di Cantina di Soave Usa rappresenta una nuova fase di ampliamento e di sviluppo per l'azienda che, attestatasi leader tra le cooperative di primo grado in Italia, si conferma anche prima azienda nella produzione e nella commercializzazione dei vini a denominazione veronese. Dopo un percorso di crescita e di sviluppo, attraverso una mirata politica di acquisizioni e fusioni che ha portato Cantina di Soave a produrre il 43% del Soave Classico, il 48% del Soave Doc, il 49% del Valpolicella Doc ed il 70% del Lessini Durello, la casa vitivinicola veronese passa ora ad una nuova fase di crescita che la vede direttamente attiva negli Stati Uniti.

La nascita di Cantina di Soave Usa risponde alla chiara esigenza dell'azienda di garantire ai propri soci la meritata soddisfazione per le loro produzioni, un risultato perseguibile solo con una mirata ed attenta strategia commerciale che oltre alla politica della differenziazione di marca include oggi l'ampliamento dei mercati esteri con l'inserimento della piazza statunitense.

Le strategie che Cantina di Soave andrà a porre in atto oltre oceano si basano su una importante analisi di mercato che evidenzia la percezione del Soave nei consumatori americani e come obbiettivi si prefigge di creare consapevolezza sul Soave tra i più giovani consumatori di vino; di ampliare l'offerta del Soave nei canali di distribuzione; di creare attrazione verso il prodotto, al fine di accrescere i margini di crescita e di diffusione del Soave stesso in quel mercato.

Saranno due i livelli di comunicazione: il primo più mirato e sofisticato che riguarderà la stampa e gli operatori di settore; il secondo più immediato e di impatto che sarà invece rivolto al pubblico e al consumatore generico.

La costituzione della nuova società commerciale si prefigge quindi di rispondere alle esigenze del consumatore americano che per cultura, stile di vita e gusto, è molto differente da quello europeo ed italiano.

«Fatta della qualità delle nostre produzioni un prerequisito - evidenzia Bruno Trentini - una politica commerciale accorta è oggi l'unica via per assicurare all'azienda, e quindi ai soci, soddisfazione in termini economici. Da sempre Cantina di Soave ha fatto della differenziazione dei brand un suo cavallo di battaglia, sia per quanto riguarda il mercato nazionale sia per quello estero. Da quest'anno, grazie a Cantina di Soave USA, inseriamo un nuovo tassello nell'ambito della diversificazione delle produzioni e dei mercati. Una scelta dalla quale, pur con la dovuta cautela, ci attendiamo risultati concretamente positivi».