Dopo il Prosecco anche per il Moscato d'Asti è accordo vendemmia. Parziale soddisfazione per i produttori
A pochi giorni dal raggiungimento dell'importante accordo di filiera per stabilizzare il prezzo del Prosecco, ecco che a vendemmia già iniziata, nella serata di giovedì 4 settembre, è stato sottoscritto anche l'adeguamento dell'accordo per la vendemmia 2008 del Moscato d'Asti. Firma che è arrivata dopo un'estenuante trattativa e che ha lasciato un po' di amaro in bocca alla rappresentanza agricola dei Produttori di Moscato d'Asti. Da quanto è trapelato non è stato possibile ottenere di più, nonostante l'impeccabile trattativa condotta dal presidente della Produttori Moscato Giovanni Satragno.
I produttori puntavano almeno a recuperare l'incremento dell'inflazione ufficiale intervenuta nelle tre campagne dopo il 2005, secondo i dati Istat: +2,1%, +1,6% e +4%, che complessivamente porta ad un più 7,9 con l'interesse composto. Abbiamo dovuto invece accontentarci di un più 4,2%, oltretutto recuperato in parte abbassando di 0,25 euro il miriagrammo il versamento delle industrie al fondo collettivo del Consorzio. Le case spumantiere pertanto sopporteranno un onere aggiuntivo sul prezzo di soli 0,15 euro il miriagrammo (lire 290).
Di positivo c'è che, dopo tre anni, il prezzo si muove. Ma bisogna per contro anche annotare che quest'anno, stando alle prime partite già vendemmiate nell'alessandrino e nel nicese, la resa reale media ben difficilmente salirà oltre gli 85 quintali ad ettaro, quindi il reddito del vigneto non potrà salire in modo proporzionale. Infatti chi otterrà la resa massima, confermata in 95 quintali ad ettaro (10.000 metri quadrati) di superficie, potrà incassare un reddito di circa 9.500 euro, grossomodo quello dello scorso anno, che era calcolato con l'incasso della parte non a docg, quest'anno invece da non considerare. Vista la scarsa produttività di quest'anno dovuta alla primavera piovosa e fredda, il reddito agricolo è così destinato a scendere leggermente.
La resa citata di 95 quintali è stata accordata, in particolare, per venire incontro alla esigenze degli imbottigliatori, che, con fare troppo speculativo, hanno sbagliato i calcoli degli approvvigionamenti degli scorsi anni, vedendo esaurirsi le proprie scorte di mosti.
Comprensibili quindi i non entusiasmanti commenti a caldo dei rappresentanti della delegazione agricola del Produttori associati di Asti. Un Satragno alquanto perplesso ha comunque spiegato che la Produttori non se l'è sentita di rifiutare la propria firma alla mediazione proposta dall'assessore Mino Taricco.Ha valutato cioè come più positivo il disporre di un accordo per garantire una continuità di rapporti con la controparte, preservando il piano di rilancio dell'Asti, ma soprattutto mantenendo la possibilità di una intesa più avanzata per l'anno prossimo. Così è stato espressamente preso
l'impegno di riunire la commissione paritetica entro il prossimo febbraio, con la data ultima per fissare il prezzo 2009 del 30 aprile. La Produttori si è appellata a Taricco affinché nel 2009 non si arrivi a dover chiudere in tutta fretta ed a tutti i costi un accordo, senza la possibilità di una discussione esauriente.
Per i mosti si è ribaltato sul prezzo semplicemente l'aumento spuntato dalle uve, senza ritoccare i costi di trasformazione, ormai fermi dal 2004. Da comprendere quindi il comportamento del vice presidente della Produttori Romano Scagliola che, sino ad ora, non ha ritenuto di sottoscrivere l'accordo, evidenziando lo stato di sofferenza delle cantine cooperative. Un altro elemento da mettere a posto e non più dilazionabile.
Se si vuole dare un giudizio complessivo dell'accordo, usando un linguaggio sportivo, si può dire che hanno vinto i giovani leoni dell'industria, i loro managers cioé, che hanno visto premiata la loro dura e un po' cocciuta resistenza. Qualcuno un po' contrariato ha persino detto che li vuole aspettare al varco. Speriamo piuttosto che l'equilibrio possa presto spostarsi più a favore dei produttori viticoli, e soprattutto che non vengano perse fette di mercato. Da parte sua l'agricoltura i sacrifici li sta facendo.
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