Importante accordo di filiera dei produttori per stabilizzare il prezzo del Prosecco
Importante accordo di filiera (voluto fortemente dal Consorzio) per stabilizzare il prezzo del Prosecco, i cui tendenziali rialzi costanti rischiamo di mettere fuori mercato le bollicine più di tendenza, soprattutto fra i giovani. Nei giorni scorsi c'è stato in particolare un'intesa, che forse si potrebbe anche definire storica, fra 10 cooperative della zona e alcune tra le più importanti aziende private di produzione e imbottigliamento, con l'obiettivo di mantenere bloccato il prezzo del Prosecco sia Doc che Igt. Il tutto per dare certezza di guadagno e remunerazione ai piccoli produttori di uva (che per lo più conferiscono il prodotto alle cooperative) e a chi compra il vino per imbottigliarlo per lo più per i mercati esteri.
A sottoscrivere l'accordo sono state in particolare le cooperative Cantina viticoltori Ponte di Piave, Cantina Colli del Soligo, Cantina sociale di Codognè, Cantina sociale di Fontanelle, Cantina sociale di Mareno, Cantina sociale di Oderzo, Cantina sociale di Vazzola, Cantina sociale di Vittorio Veneto, Cantina dei produttori di Orsago, Cantina produttori di Valdobbiadene. A queste coop si aggiungono 11 aziende private: Cantine Riunite, Carpenè Malvolti, Casa vinicola Botter, Casa vinicola Canella, Contarini Vini e Spumanti, La Gioiosa, La Masottina, Mionetto, Valdo Spumanti, Vinicola Serena e Zardetto Spumanti.
L'intesa giunge in un momento particolarmente cruciale per il territorio, alle prese con una vendemmia che, secondo il Consorzio tutela del vino Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, «sarà ricordata come l'annata più difficile dell'ultimo decennio, caratterizzata da molti cambiamenti climatici ed eventi atmosferici eccezionali. La primavera faceva prevedere un'annata molto abbondante – afferma il direttore Giancarlo Vettorello (nella foto) - ma il maltempo di inizio estate e le grandinate di luglio hanno ridotto la produttività, riassestandola sulla media. E grazie al bel tempo di queste ultime due settimane, le uve hanno dimostrato una notevole capacità di recupero e un eccezionale accumulo di zuccheri, che unito ad un tenore acidico che si mantiene elevato, grazie alle buone escursioni termiche tra giorno e notte, presenta le condizioni ideali per la nostra denominazione».
Se la qualità dunque è prevista buona, la quantità, continua la nota consortile, si attesterà sulla media dell'area e questo permetterà di mantenere prezzi costanti. «Lo scorso anno, a causa di un'euforia del mercato che ha fatto crescere la Doc con ritmi a due cifre, i prezzi delle uve erano andati alle stelle – commenta il presidente Franco Adami - quest'anno invece è previsto un riassestamento dei prezzi con valori medi simili al 2006. Il mercato oggi non consente infatti impennate dei prezzi e la situazione congiunturale è nota a tutti».
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