Vini autoctoni pugliesi: la Cantina Torrevento in giro per l'Italia
A nord della Murgia barese, su un altopiano assolato e a poca distanza da Castel del Monte (Ba) - ineguagliato gioiello architettonico voluto da Federico II di Svevia - in un antico monastero del 1600 si trova una delle più interessanti realtà enologiche italiane: la Cantina Torrevento. L'azienda - fondata nel 1948 dal nonno dell'attuale proprietario Francesco Liantonio - con circa 5 milioni e mezzo di bottiglie prodotte annualmente (tutte Doc o Igt a sottolineare l'impegno verso la qualità) e 400 ettari di vigneto (200 di proprietà e 200 in gestione) predisposti per un razionale utilizzo delle moderne tecnologie, rappresenta la più grande
realtà privata della Puglia. Fino a oggi attiva soprattutto sui mercati esteri in cui commercializza circa il 75% della produzione, ha deciso di ampliare la presenza su quello nazionale in cui per scelta si rivolge all'area Horeca. Ha quindi avviato un ciclo di presentazioni nelle principali città italiane: a Milano l'incontro si è svolto al ristorante Santini, nome storico della ristorazione meneghina.
Ha aperto la degustazione un ottimo 'bianco”, ottenuto da Bombino bianco e Pampanuto, cui hanno fatto seguito un eccellente 'rosato” e tre 'rossi”: interessantissimi i due vini espressione delle 'uve di Troia” (o Nero di Troia), uno dei più affascinanti vitigni autoctoni pugliesi. Ha degnamente concluso l'incontro 'Dulcis in Fundo”, uno straordinario Moscato di Trani. I vini degustati hanno esaltato la mission della Torrevento: il recupero dei vitigni autoctoni pugliesi, vera espressione del territorio e patrimonio da valorizzare per disporre di prodotti inimitabili dalla concorrenza dei nuovi Paesi produttori. Altre importanti linee-guida dell'azienda sono il rigoroso rispetto della tradizione enologica e la scelta di una viticoltura biologica (ha anche ottenuto certificazioni a carattere europeo). Con l'occasione è stato illustrato il 'Progetto Altigrani”, espressione della volontà della Torrevento di perseguire la riscoperta e la rivalutazione dei più importanti giacimenti gastronomici pugliesi: la pasta di semola di grano duro non poteva mancare e anche in questo comparto è confermata la scelta di prodotti esclusivi per la ristorazione di qualità. Dall'incontro con i protagonisti è emersa l'immagine di un'azienda genuina che sviluppa i propri progetti con grande serietà, vera garanzia per quel mondo dell'horeca cui si rivolge.
Salvatore Longo
La nostra selezione:
Castel del Monte Riserva rosso Doc Vigna Pedale 2004 di Torrevento

