In questi giorni inizia sulle colline di Langa la vendemmia delle uve rosse, mentre nel Roero sono pronte per essere raccolte anche l'Arneis e la Favorita a bacca bianca. Se l'uva Dolcetto è ormai giunta alla piena maturazione, il Barbera e il Nebbiolo hanno beneficiato di molti giorni di bel tempo, recuperando ampiamente il ritardo do vuto a una primavera difficile. Qualche grandinata estiva ha interessato solo piccolissime porzioni del territorio, che nel complesso promette una produzione di qualità incoraggiante e di poco inferiore a quelle medie (tra -5% e -10%).
Grazie al costante impegno dei viticoltori, che hanno lavorato molto anche nel mese di agosto, si è riusciti a controllare le malattie crittogamiche e la prolungata vigoria vegetativa dovuta alle condizioni climatiche che hanno caratterizzato luglio e agosto. Si spera quindi in una annata buona, nella quale l'impegno in vigna conterà molto e la variabilità delle esposizioni e della vocazionalità emergerà più che in altri anni.
 
Il presidente del Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero, Claudio Rosso, ammonisce: «Valutazioni più precise si potranno fare appena il mosto sarà nei tini e nelle botti. Occorre sempre tenere a mente, tuttavia, che i vini da invecchiamento dipendono anche dalle cure che i vigneron vi dedicano in cantina e dalle evoluzioni decise dal tempo: l'annata, a volte, si esprime al megLanga lio solo dopo parecchi anni e può riservare sorprese. Così è stato per le vendemmie '89 e '90 del Barolo, di cui si discusse molto, ma che bisognerebbe avere il coraggio di giudicare soltanto adesso, stappando le bottiglie ben conservate».
 
Mentre il Nebbiolo conclude il suo ciclo di maturazione, il Consorzio tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero si avvia a completare il lungo e faticoso lavoro di definizione delle menzioni geografiche aggiuntive per il Barolo (i cosidetti Cru), che già sono stati definiti per il Barbaresco. Entro l'autunno sarà inviata al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali la richiesta di modifica del Disciplinare di produzione per introdurre e ufficializzare i nomi storici delle varie posizioni del Barolo. Si tratta di un lavoro delicato, atteso da molto tempo. Il suo completamento segnerà una tappa storica nel processo di valorizzazione e salvaguardia di questo grande vino rosso italiano: uno dei primi a dotarsi di un Consorzio di tutela nel lontano 1934, subito dopo la nascita di quello dell'Asti Spumante.
Dal 1° settembre tutti i vini Doc di Langa e Roero (ad eccezione di Dolcetto d'Alba e Nebbiolo d'Alba, che tarderanno qualche mese) sono contraddistinti, così come le Docg, da una fascetta ministeriale che ne assicura l'autenticità e attesta che l'intero processo produttivo sia stato sottoposto a verifiche rigorose e dettagliate. Il Piano di controllo è una vera e propria certificazione, che passa attraverso il conteggio numerico di tutte le bottiglie prodotte. La procedura, già intrapresa da altre realtà italiane, è di responsabilità del Consorzio di tutela, che la realizza con la collaborazione della Provincia e della Camera di commercio di Cuneo, da tempo impegnate nelle attività di controllo a garanzia del consumatore.


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