Istituito il Comitato di garanzia del Brunello: anche i "Saggi" a tutela della qualità
Riccardo Ricci Curbastro, Vasco Boatto e Fulvio Mattivi fanno parte del Comitato di garanzia, unico nel suo genere, istituito dal ministro Luca Zaia per coordinare e provvedere alle attività di controllo sulla produzione del vino Brunello di Montalcino. Nelle interviste che seguono, realizzate da Claudia Fortini, emerge il loro pensiero su ruolo e obiettivi del Comitato, che lavora in stretta collaborazione con il Consorzio di tutela e gli enti territoriali competenti in materia. Il sistema dei controlli funziona perfettamente, sottolineano, con grandi capacità di intervenire, isolare e punire chi non rispetta i disciplinari.
Riccardo Ricci Curbastro
Produttore di vino nell'azienda di famiglia in Franciacorta, è presidente di Federdoc, l'organismo interprofessionale che garantisce la tutela e la salvaguardia legale internazionale e che associa 90 consorzi di tutela dei vini, pari al 90% dei consorzi esistenti, per un numero complessivo di 180 vini di qualità prodotti in regioni determinate (Vqprd), che rappresentano l'80% della produzione vitivinicola nazionale.
Qual è il ruolo del Comitato di garanzia di cui lei fa parte?
Il nostro è un ruolo di consulenza nei confronti del Mipaaf e del ministro per verificare che tutto funzioni. Non a caso si parla di Comitato di garanzia. Quello che stiamo facendo, e faremo, è lavorare in stretta collaborazione con il consorzio e gli altri enti territoriali competenti in materia per gli interessi locali: Regione, Provincia, Camera di commercio, Comune. Ci sono infatti competenze diffuse, dovute al sistema di certificazione dei vini.
Il "caso Brunello" rischia di danneggiare altri prodotti del Made in Italy?
Resta ancora l'amarezza per un'informazione che è stata veicolata in maniera generica, non circostanziale e soprattutto non verificata, quando in fondo la vera notizia da dare, positiva, era che innanzitutto i controlli sulle Doc funzionano e che gli organi di sicurezza dello Stato hanno dimostrato capacità di intervenire, di isolare e di punire chi non rispetta i disciplinari. è importante contenere un danno d'immagine che potrebbe incidere sull'intera filiera vitivinicola. Il ministro Zaia è intervenuto subito, si è impegnato in prima persona. Ha rivelato un atteggiamento intelligente, deciso, che salva il Brunello e il vino italiano e soprattutto assicura ai consumatori un prodotto genuino. Zaia ha attuato un'azione diplomatica di ricucitura dei rapporti con gli Stati Uniti. Un mercato che non possiamo perdere.
Soluzioni?
Bisogna riconsolidare la fiducia del consumatore. C'è stato un danno d' immagine, adesso si tratta di capire se il sistema è sano e di correggere eventuali errori. Dobbiamo ricostruire quel rapporto che da decenni il mercato ha con chi acquista e ama il Brunello. I consumatori pretendono molto da un prodotto d'eccellenza. In tutto questo, i primi attori restano i produttori e il territorio.
Qual è l'importanza dell'area di produzione del Brunello?
L'importanza dell'area di produzione non è solo quella del Brunello ma è un po' tutta la Toscana. Una regione che è simbolo dell'enologia, anche se oggi è sempre più difficile emergere, perché ogni regione ha le sue eccellenze. Il Brunello di Montalcino ha una denominazione con una bellissima visibilità anche all'estero. I numeri non fanno che confermarlo. Per questo vino, negli ultimi anni, è stato un successo crescente di vendita sui mercati nazionali ed internazionali. Più del 60% viene venduta all'estero. è tra i vini italiani che meglio hanno saputo crearsi un ruolo di prim'ordine riuscendo ad essere il più conosciuto come immagine. Tanto che è traino anche per gli altri prodotti.
Gli interventi?
In questo senso gli interventi del Comitato di garanzia riguarderanno il rafforzamento dei sistemi dei controlli e una verifica del sistema attuale di certificazione e del piano dei controlli stesso. Il Brunello è un marchio molto importante. C'è la necessità di prestare grande attenzione alla qualità promessa e garantita al consumatore.
Vasco Boatto
Professore ordinario di Economia e politica vitivinicola presso il corso di laurea in Viticoltura ed enologia della Facoltà di Agraria dell'Università degli studi di Padova. Dal 2003 è direttore del Centro interdipartimentale di viticoltura ed enologia dell'Università di Padova, sede di Conegliano Veneto. è presidente del corso di laurea in Viticoltura ed enologia. Dal 2006 è direttore della Scuola di dottorato in Territorio, ambiente, risorse e salute dell'Università degli studi di Padova.
Qual è il valore del mercato americano per il Brunello?
I dati parlano da soli. Gli Stati Uniti sono un mercato importante per il Brunello di Montalcino, che qui esporta un quarto dell'intera produzione per un valore che supera i 30 milioni di euro. Ma è anche il principale mercato per tutti i vini italiani che hanno una funzione di traino per gli altri prodotti. In termini di sbocchi commerciali, tutto quello che suona italiano è simbolo di genuinità e di qualità. E ovviamente i consumatori pretendono garanzie assolute. è anche un mercato che a volte ci crea qualche difficoltà, perché vista la forte richiesta di 'Made in Italy” il fenomeno dell'Italian sounding è molto presente. I consumatori americani sono in continua ricerca di alimenti legati in qualche modo al nostro Paese. Per noi è un'opportunità. Ecco perché il lavoro svolto dal ministro Zaia e dai tecnici del ministero nell'affrontare questa situazione è stato importante.
Si può dire che Stati Uniti e Italia, si sono impegnati insieme per tutelare prima di tutto il consumatore?
Sì, il consumatore ma anche tutti i produttori onesti. I nostri prodotti agroalimentari italiani sono di grande successo e la richiesta del consumatore esige un'impeccabile serietà produttiva. C'è la necessità di prestare una forte attenzione alla qualità promessa. Stiamo parlando di marchi molto importanti. Non dobbiamo mai dormire sugli allori. Dietro l'errore o la furbizia di pochi c'è la serietà quotidiana di migliaia di produttori che hanno fatto la fortuna dell'agroalimentare italiano. Siamo un Paese serio. Non saremo arrivati dove siamo se i consumatori non ce l'avessero riconosciuto. Non si può bluffare. Sul mercato la serietà è un prerequisito quando si parla di qualità. Il Governo italiano, nel caso del Brunello, si è mosso in questo senso.
Dal Comitato dei garanti di cui lei fa parte arriveranno delle soluzioni?
Di certo arriverà un lavoro attento. In fondo stiamo operando da poco tempo. Il grande merito va al ministro Luca Zaia per aver affrontato rapidamente questa situazione e per aver messo in atto un intervento politico che ha rivelato il rapporto di lealtà che l'Italia ha con gli Stati Uniti. E l'ha fatto coinvolgendo gli enti territoriali. Anche se nei rapporti commerciali a volte si litiga, in questo caso sono prevalse le ragioni dell'intesa che lega il nostro Paese agli Stati Uniti. Va riconosciuta la capacità dell'azione del Governo, che ha saputo far prevalere il legame che ci unisce rispetto alla disputa commerciale. Italia e Stati Uniti, in questo caso, hanno dimostrato veramente di avere un grande rapporto di rispetto reciproco e di conoscenza. Si è vista la linea della continuità del gioco di squadra e delle buone relazioni, che hanno portato al superamento delle difficoltà.
Fulvio Mattivi
Laureato in Chimica industriale, è coordinatore del Dipartimento qualità agroalimentare della Fondazione Edmund Mach, dell'Istituto agrario di San Michele all'Adige (Tn). Opera soprattutto nel ramo della ricerca scientifica della chimica analitica dei prodotti agroalimentari, in particolare della filiera vitienologica e della chimica enologica.
In qualità di esperto del Comitato dei garanti, di quale ruolo si sente investito?
Essenzialmente della verifica dello stato dell'arte e della metodica scientifica dello stato varietale e geografica dei vini. Il nostro è un ruolo di consulenza. Esistono delle presunte violazioni in alcune partite di vino di Montalcino e la Magistratura sta indagando. Noi invece abbiamo un compito diverso: operiamo in un Comitato di garanzia che è il primo nel suo genere. Coordineremo e provvederemo, per il ministro e per il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali alle attività di controllo sulle produzioni del vino Brunello. Con questo decreto il ministro Zaia ci ha affidato il compito di verificare la piena rispondenza del piano dei controlli. Valutiamo dunque il metodo e la possibilità di fornire una consulenza per un ulteriore perfezionamento del sistema, tra l'altro già significativo, dei controlli.
Le priorità?
è necessario salvaguardare, a livello nazionale e tradizionale, la qualità delle nostre produzioni e soprattutto consolidare il rapporto con il consumatore. Gli Stati Uniti, costituiscono un mercato importante non solo per il vino ma per l'intero agroalimentare. C'è un'azione di Governo importante e su questa partita si sta lavorando. Una cosa è certa: assicurare la massima lealtà e trasparenza nei confronti del cittadino consumatore è una priorità assoluta per un paese che orienta i suoi prodotti sull'eccellenza qualitativa.
Gli obiettivi?
Trovare delle soluzioni e delle proposte costruttive nei tempi più rapidi possibili compatibili con la qualità dell'approfondimento, che deve essere assolutamente adeguata all'importanza del settore economico. Credo che sia importante dare un segnale agli operatori, far capire che si vuole fare in fretta ma non a scapito della qualità del lavoro. Si intende anche capire, se sono necessarie sperimentazioni o ulteriori ricerche, per verificare come portare lo stato dei controlli allo stato dell'arte della conoscenza scientifica. L'intenzione della Commissione è quella di lavorare in maniera collegiale. è un metodo che ci siamo dati tra di noi e con l'esterno.
Claudia Fortini
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