Zaia chiude per decreto Brunellopoli. Ora tocca ai produttori presentare carte in regola...
MONTALCINO (Si) - Brunellopoli, almeno per la parte che riguarda i rapporti fra i governi italiano e statunitense è chiusa. «Siamo venuti a Montalcino a dire che qui la sicurezza alimentare è di casa. è questo il punto su cui abbiamo lavorato. Ringrazio l'ambasciatore Ronald Spogli per il lavoro che in queste settimane Italia e Stati Uniti hanno fatto insieme. Siamo qui per dire che noi siamo vicini ai produttori, a chi lavora seriamente, a chi è in difficoltà. Per mettere la parola fine su una vicenda che rischiava di far partire un domino pericoloso a livello internazionale per tutto l'agroalimentare italiano». Così il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia (nella foto a sinistra) ha presentato a Montalcino il decreto con cui si chiude il ‘caso Brunello' scongiurando il rischio di blocco delle esportazioni in Usa. «Questa mattina – ha spiegato il ministro - ho firmato un decreto realizzato lavorando fianco a fianco con Spogli. Sarà il Ministero, attraverso l'Ispettorato centrale per il controllo della qualità (Icq), a verificare e ad attestare la tracciabilità delle partite di vino Brunello di Montalcino destinate agli Stati Uniti. Abbiamo concordato un sistema di certificazione riconosciuto dall'Oiv, l'Organizzazione internazionale della vite e del vino».
Zaia ha quindi ribadito l'importanza di aver dato risposte serie e concrete in tempi rapidi: «Ho voluto affrontare questa vicenda personalmente, all'inizio forse anche in maniera energica. Ma l'ho valuto fare con il massimo rispetto per il Consorzio e per i 256 produttori di questa zona. Sono loro che hanno fatto di questo vino un simbolo dell'agroalimentare anche all'estero. Con la costituzione del Comitato di garanzie dei tre esperti poi, abbiamo voluto dire che, anche sul fronte dei controlli, il Mipaaf c'è e non si tira indietro. Sarà il Ministero il garante dei 7 milioni di bottiglie di Brunello di Montalcino che vanno nel mondo».
Sulle finalità dell'appuntamento voluto proprio nelle terre del Brunello, Zaia ha precisato: «Da quando sono ministro mi sono trovato ad affrontare diverse emergenze. Voglio continuare a farlo dalle aziende, stando in mezzo alla gente. Il mio è un mandato giocato sul campo». Poi una precisazione: «Oggi abbiamo voluto dire ai produttori che hanno creduto in questa zona e nella Docg, che hanno saputo portare il loro vino a traguardi inimmaginabili e agli agricoltori che ci hanno messo fatica e lavoro, che il mercato americano dove Montalcino esporta il 60 della produzione, e che vale 3 miliardi di euro per l'agroalimentare italiano, è ancora il loro mercato. Perché il Brunello negli Stati Uniti non è solo un cliente – ha sottolineato Zaia – ma è un ambasciatore. Perché l'Italia, con i suoi 49 milioni di ettolitri è il primo paese al mondo per la produzione del vino e dentro ad ogni bottiglia ci mette la qualità, i disciplinari seri di produzione, la garanzia più assoluta di sicurezza alimentare e la storia di ogni territorio».
Soddisfazione per il presidente Fabio Ceccherini
«Ritengo positivo il decreto del ministro per le Politiche agricole Luca Zaia che chiude la questione del blocco commerciale con gli Usa, primo mercato estero per il nostro Brunello - sottolinea Fabio Ceccherini, presidente della Provincia di Siena -. In queste settimane ho condiviso il lavoro svolto dal ministero che ha inteso coinvolgere il territorio nella risoluzione di questo problema. Adesso si tratta di proseguire nella concertazione per individuare tutte le soluzioni tecniche più idonee a risolvere i problemi aperti da questa vicenda. Le istituzioni locali non mancheranno di fare la loro parte. Così come non dobbiamo rallentare quelle azioni di comunicazione e promozione del prodotto, che rimane simbolo principale del made in Italy».
1 bottiglia su 4 va negli States
Con un giro d'affari di oltre 120 milioni di euro, 247 produttori e sette milioni di bottiglie vendute ogni anno per il 62% all'estero, il Brunello di Montalcino è considerato un simbolo del vino italiano nel mondo. Il 25% della produzione totale di Brunello è assorbito dagli Stati Uniti, seguiti dalla Germania (9%), dalla Svizzera (7%), dal Canada (5%), dall'Inghilterra e dal Giappone (3%). Una crescita si registra anche in mercati emergenti come sul fronte asiatico dove Cina, India e Corea hanno raddoppiato la domanda negli ultimi due anni. Nonostante la crisi d'immagine, il Brunello di Montalcino nei primi 6 mesi 2008 ha registrato un +47% di bottiglie vendute: si tratta, secondo quanto reso noto dal Consorzio, di 4.943.781 bottiglie della vendemmia 2003 commercializzate, con un saldo positivo di 1.595.750 bottiglie rispetto ai primi sei mesi del 2007.
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