Il Piemonte, terra di eccellenza enologica, possiede una invidiabile varietà di vitigni autoctoni e tra questi il Ruchè, che si sta facendo conoscere nel mercato enologico. Oggi chiunque arrivi nei comuni del Ruchè (nel Moferrato astigiano) può godere di un paesaggio suggestivo, tranquillo e silenzioso, dove l'occhio si perde in colori che cambiano ad ogni stagione. Proprio da queste colline proviene la vera e propria risorsa del territorio, che basa la propria economia sulle   aziende agricole, sulle cantine e sul turismo enogastronomico. Il frutto del territorio è un vino dal profumo intenso, leggermente aromatico, fruttato, con varianze secche o amabili, ma comunque armonico e talvolta leggermente tannico, come nella media dei vini piemontesi.

Vitigno singolare, con una vegetazione molto rigogliosa e difficile da gestire, produce una forte quantità di germogli secondari, le cosiddette femminelle. Per generazioni è stato relegato a produzione secondaria nell'azienda agricola dove la Barbera e il Grignolino costituivano la produzione più importante. Quando il vino era la bevanda tradizionale del pasto di persone, contadini e operai, impegnati in pesanti fatiche fisiche, il Ruchè, con il suo grado alcolico elevato e la sua morbidezza, poteva solo essere il vino della domenica e della conversazione, non certo il vino dell'intermezzo quotidiano. Anche se coltivato e vinificato da generazioni di produttori, solo recentemente si è scoperto che il Ruchè ha caratteristiche sensoriali intense e particolari, caratteristiche che, fra i vitigni autoctoni, immediatamente piacciono al consumatore.

Fu il compianto parroco di Castagnole Monferrato (At), don Giacomo Cauda, insieme con alcuni produttori di Castagnole Monferrato, a credere nel successo di questo vino: circa 25 anni fa ne diffusero la produzione, confortati dalla richiesta di mercato. Da allora i numeri sono stati in crescita costante, comprovati dai dati produttivi della Camera di commercio di Asti che registra le produzioni dei vini Doc. I dati produttivi, che registrano crescite di tutto rispetto, mostrano appieno le potenzialità di questo nobile vino. Infatti, si è passati dalle poche migliaia di bottiglie di vent'anni fa alle attuali Marco Maria CrivelliLuca Ferraris400mila bottiglie/anno, con una previsione di 700mila pezzi circa a partire dalla vendemmia 2010. Cifre piuttosto esigue se rapportate ai volumi produttivi di tanti altri vini o alla produzione di molte aziende vitivinicole di media grandezza, ma interessanti se pensiamo alle dimensioni estremamente ridotte della maggior parte delle aziende agricole di queste zone, gestite principalmente a livello famigliare.

Ma sono molte le bottiglie che rappresentano l'eccellenza della zona di produzione del Ruchè, poiché diversi produttori hanno creduto in questo prodotto e ne hanno fatto la produzione di punta della loro azienda vitivinicola. In rapporto all'area circostante, la zona della Doc Ruchè di Castagnole Monferrato, (che aderisce al Consorzio di tutela dei vini d'Asti e del Monferrato) ha nettamente una maggiore incidenza di aziende con giovani imprenditori. Oggi questo vino ha raggiunto ormai le più importanti ed ambite vetrine del mondo, da Milano a New York, da Londra a Tokyo, passando per Roma, Parigi, Berlino ed altre innumerevoli città. Fra i produttori più attivi ricordiamo (nelle foto a destra, in senso orario) Luca Ferraris, Marco Maria Crivelli (che è anche responsabile della Commissione tecnica del Ruchè di Pierfrancesco GattoFranco CavalleroCastagnole Monferrato), Pierfrancesco Gatto e Franco Cavallero (Cantine Sant'Agata).

Lucio Tordini

In occasione di 'Vin di...vino”, la festa in onore del ventennale del Ruchè Doc, il ristorante 'La Braja” di Montemagno (At) ha offerto una cena di gala con degustazione di 18 vini Ruchè dei produttori della zona, molti dei quali erano presenti alla cena.

Elenco dei vini degustati:

Ruchè di Castagnole Monferrato 2007
1. Bersano 'San Pietro” - Nizza Monferrato
2. Cantina Sociale di Castagnole Monferrato - Castagnole Monferrato
3. Cantine Sant'Agata '9.99” - Scurzolengo
4. Cantine Sant'Agata 'Na Vota” - Scurzolengo
5. Cantine Sant'Agata 'Pro Nobis” - Scurzolengo
6. Ferraris Luca 'Bric d'Bianc” - Castagnole Monferrato
7. Gatto Pierfrancesco 'Vigna Caresana” - Castagnole Monferrato
8. Poncini - Castagnole Monferrato
9. Tenuta dei Re - Castagnole Monferrato

Ruchè di Castagnole Monferrato 2006
10. Agricola San Marziano - Viarigi
11. Borgognone Francesco 'Vigna del Parroco” - Castagnole Monferrato
12. Bricco delle Belle Donne di Piero Bruno - Castagnole Monferrato
13. Cantina Sociale di Castagnole Monferrato 'selezione Terre dei Roggeri”
14. Cascina Terra Felice 'Bricco della Rosa” - Castagnole Monferrato
15. Crivelli Marco - Castagnole Monferrato
16. Dezzani 1934 'Montiò” - Cocconato
17. Marengo Massimo - Castagnole Monferrato

Ruchè di Castagnole Monferrato 2005
18. La Mondianese - Montemagno

 

Le nostre selezioni:
Ruchè di Castagnole Monferrato Na Vota di Cantine Sant'Agata



Caratteristiche organolettiche
La caratteristica principale del Ruchè di Castagnole Monferrato è l'immediatezza: basta un assaggio e lo si apprezza subito, di qualunque regione o nazionalità sia il consumatore.
Colore: rosso rubino
Profumo: intenso, da giovane fruttato e floreale, vengono percepite la rosa e l'ortica, con la maturazione il fruttato lascia spazio a note di spezie
Sapore: secco, armonico e vellutato
Conservazione: da consumarsi preferibilmente giovane o dopo breve affinamento
Temperatura di servizio: 18-20°C

Caratteristiche tecniche
Uve: Ruchè 100% o con il 10% di Barbera o Brachetto
Grado alcolico: sempre molto elevato, superiore al 13% (minimo di legge 12%)
Acidità totale minima: 4,5 g/l
Provenienza delle uve della Doc: Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo, Viarigi (provincia di Asti)
Terreni: franco-limosi, con forte percentuale di calcare
Produzione massima per ettaro: 90 quintali di uva
Vinificazione: tradizionale con macerazione condotta con rimontaggi e follature

RuchèProfilo del Ruchè
Il Ruchè di Castagnole Monferrato è un vino cui è stata riconosciuta la Doc dal 1987 (DPR del 22/10/1987). Deve essere ottenuto dalle uve provenienti dal vitigno 'Ruchè” per almeno il 90%. Possono concorrere alla produzione di detto vino anche le uve dei vitigni Barbera e/o Brachetto presenti nei vigneti, fino ad un massimo del 10%. Secondo il disciplinare (art. 6) è un vino di colore rosso rubino non troppo carico e con leggeri riflessi violacei, talvolta anche tendenti all'aranciato. Il profumo è intenso, persistente, leggermente aromatico, fruttato, con sapore secco o amabile, armonico, talvolta leggermente tannico, di medio corpo con leggera componente aromatica. Si consiglia di consumarlo giovane o dopo un breve affinamento. L'uva è caratterizzata da grappolo medio-grande o grande, con ali ben sviluppate; acino medio piccolo, sferoidale o ellissoidale; buccia molto pruinosa pruinosa di colore blu-nero violetto.

Dati produttivi
19882007-2008
10 ha iscritti all'Albo 56 ha iscritti all'Albo
Produzione di vino (da denuncia uve) di 390 hlProduzione di vino (da denuncia uve) di 3.000 hl
Aziende e/o partite piccoleAziende e/o partite medio-piccole
Più del 50% delle uve conferito a Cantine SocialiQuasi l'80% delle produzioni sono vinificate da aziende
private che acquistano le uve e/o che vinificano le proprie