La relazione dell'Oiv rende noto che sotto l'equatore c'è un vigneto di quasi 900.000 ettari, pari all'11% del totale, capace di una produzione di quasi un quinto del potenziale mondiale e una quota export che nel giro di pochi anni è arrivata al 24%.
Una produzione 2008 di 51,4 milioni di ettolitri, in aumento del 5%. Un vigneto cresciuto in sei anni del 16%, a 891.000 ettari. Una quota export sul totale degli scambi mondiali che nello stesso periodo è passata dal 15 al 24%, per oltre 21,6 milioni di ettolitri, per lo più destinati in Regno Unito, Usa, Canada, Russia, Cina e Germania. è questa la fotografia dell'Emisfero Sud scattata dall'Oiv a Parigi, nel corso di una presentazione tenuta dal direttore generale Federico Castellucci.

Superfici. A partire dal quinquennio 1986/90 la superficie a vite dell'Emisfero Sud è andata crescendo notevolmente, passando da una quota sul totale mondo del 7% all'11% del 2007, che secondo i dati Oiv corrisponde a 891.000 ettari. Di questi, il 26% si trovano in Argentina, il 22% in Cile e il 19% in Australia. Il vigneto più dinamico è quello brasiliano, passato nel giro di sei anni (2001/07) da  69.000 a 100.000 ettari, con una crescita del 46%, mentre quello della piccola Nuova Zelanda è praticamente raddoppiato, a 30.000 ettari. Crescita costante per tutti gli altri 'big”: il Sudafrica (+7%), l'Argentina (+12%), il Cile (+8%) e l'Australia (+17%).
Produzione. I dati provvisori della vendemmia 2008 indicano una produzione in crescita del 5% per i nove Paesi presi in esame: Argentina, Sudafrica, Bolivia, Brasile, Cile, Perù, Uruguay, Australia e Nuova Zelanda. Un dato che tuttavia potrebbe subire qualche rettifica a seguito del calo produttivo del 10% segnalato nel Paese che fa circa un terzo della produzione totale dell'Emisfero, ovvero l'Argentina, data dall'Oiv in crescita dell'1,4% a 15,2 milioni di hl.
Resta comunque il fatto che il peso del Sud del mondo sulla viticoltura mondiale è andato crescendo negli ultimi anni: nel periodo 1986/90 era attorno al 13%, nel 2001 era al 16%, e dal 2005 è stabilmente sopra il 18%. Tralasciando la Bolivia, che ha una produzione minoritaria, il Paese che ha avuto una vera esplosione produttiva è la Nuova Zelanda, cresciuta in pochi anni di oltre il 217%. Crescite costanti dal 2001 anche per Sudafrica (+53%) e Cile (+56%), mentre l'Australia ha un andamento molto contrastato, capace di passare i 14 milioni di hl in un anno per scendere a poco più di 9 l'anno dopo.


Esportazioni. è il capitolo export quello che dà veramente conto dell'esplosione dell'Emisfero Sud come attore protagonista su scala mondiale. Nel quinquennio 1986/90 la quota sugli scambi mondiali era all'11,7%, nel 2001 era al 15%, per passare al 21% nel giro di tre anni e arrivare a sfiorare il 24% nel 2007. Un'irruzione, capitanata dai due maggiori esportatori in termini di volumi: Australia (+109% dal 2001 al 2007) e Cile (+97%), ma che ha visto ottime performance anche della Nuova Zelanda (+337%) e dell'Argentina (+308%), che pur producendo quasi il doppio rispetto al Cile, esporta poco più della metà in termini di volumi (3,6 milioni di ettolitri contro gli oltre 6 del Paese andino).
Maggiori destinatari dei vini del Sud del mondo sono il Regno Unito (oltre 5 milioni di hl nel 2007), Usa (3,5), Germania (1,4), Canada e Russia (1,1), Cina (poco sotto il milione di ettolitri).

Consumi. Una delle chiavi per spiegare questo doppio peso di Cile e Argentina nel capitolo export la si ricava dal raffronto dei consumi: con 11 milioni di ettolitri, l'Argentina detiene una quota di oltre il 40% del vino consumato nell'Emisfero Sud, contro poco più del 10% del Cile. E' evidente la necessità per questo Paese di rivolgersi all'estero per dar sfogo alla propria produzione interna. 
La parte relativa ai consumi è l'unica voce in negativo per l'Emisfero Sud: con un totale di circa 28 milioni di ettolitri nel 2007 (+2,5%), detiene una quota sul totale mondo dell'11,6%, che si è andata assottigliando rispetto al 13,4% del 1986/90 e al 12 del 2001 e 2002. Trend positivo costante per l'Australia (+22% dal 2001 al 2007 e una quota sul totale Emisfero Sud del 21%), Brasile (+7,2% nel 2001/07 e 12% di quota), Cile (+24%), mentre sono in calo Uruguay (-13%), Argentina (-7%) e Sudafrica (-10%).

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