Sulle colline moreniche del Canavese che rappresentavano, oltre 30 anni fa,  una delle zone più ricche d'Italia per la presenza della Olivetti, nasce uno degli storici vini bianchi, l'Erbaluce di Caluso, riconosciuto Doc già nel 1967 quando di  altri 'bianchi” non c'era neppure l'ombra. Oggi di Erbaluce se ne producono circa un milione e 300mila bottiglie, suddivise tra fermo, spumante e passito, che hanno origine da quasi 150 ettari. Questo bianco, il cui nome riporta alla leggenda di una ninfa del lago, sino agli inizi del ‘900 era chiamato Albaluce in quanto, al sorgere del sole, la luce attraversa il chicco rendendolo trasparente e di un bel colore paglierino. Da anni ha acquisito lo status di vino eccellente, ma il percorso per arrivare a questo risultato è stato lungo e pieno di sperimentazioni. Uno dei maggiori problemi è stato quello dell'acidità  spesso molto spiccata ma, ritardando la vendemmia e grazie alle tecnologie di cantina, è stato possibile col tempo  giungere a una migliore qualità.

 L'azienda agricola Cieck è nata nel 1985 quando Lodovico Bardesono e Remo Falconieri (oggi vicepresidente del Consorzio di tutela) decisero di unire i loro vigneti ai quali si aggiunsero  in seguito quelli di Domenico Caretto. L'azienda oggi coltiva 16 ettari sulle colline di Agliè, San Giorgio Canavese e Cuceglio producendo Erbaluce, Barbera, Nebbiolo, Freisa e Neretto di San Giorgio. I vigneti coltivati ad Erbaluce hanno il tradizionale impianto a pergola, quelli a bacca rossa l'impianto è a spalliera. Nel 2006 la Cantina ha vinto il primo premio al Forum degli spumanti di Valdobbiadene.

La Cantina Orsolani, datata 1894, è una delle più antiche del territorio. Oggi è diretta da Gian Luigi e da Angela, figli della terza generazione guidata da Gian Francesco. Coltiva 20 ettari di vigneti distribuiti nei comuni di Caluso, San Giorgio, Piverone, Mazzè e ha una produzione complessiva di 160 mila bottiglie, di cui il 30% esportate. Oltre a un particolare Erbaluce fermentato in fusti di rovere e affinato in bottiglia per oltre 12 mesi, la cantina produce il Cuveè tradizionale e il Gran Riserva secondo la migliore tradizione del metodo champenoise. Per quest'ultimo i mesi di rifermentazione in bottiglia, prima della messa in commercio, sono 48. Dal 2006 la Cantina, dopo aver ottenuto numerosi riconoscimenti, è entrata a far parte dei 'Grandi Cru d'Italia”.

L'azienda vitivinicola Santa Clelia di Mazzè negli ultimi anni, pur mantenendo fede ai canoni tradizionali della produzione, è stata completamente rinnovata. Il titolare, Sergio Dezzutto, che è anche presidente di un Consorzio che rappresenta 22 soci comprese 4 Cantine sociali, mira ad ampliare la produzione, ”viste le richieste del mercato sempre più favorevole agli spumanti”. L'obiettivo è anche quello di incrementare il numero delle bottiglie di ”Passito”, uno dei tre passiti storici d'Italia, ora limitate a meno di 50 mila unità. L'azienda produce anche il Carema Doc, un vino rosso di nicchia ottenuto da alcune varietà nobili di Nebbiolo.

L'ultima cantina da citare è la Cella Grande di San Michele, sul lago di Viverne, di proprietà di Fabrizio Ruzzon. L'azienda occupa la sede di un ex convento benedettino del XII secolo. Oltre al tipico Erbaluce produce Spumanti Brut con i metodi classico e charmat, e fa parte dell'Anima, l'Associazione nazionale italiana metodo classico autoctono, di cui è presidente Gian Luigi Orsolani.
Se il vino rispecchia un territorio si può dire che il Canavese è anche terra di castelli. Quello sabaudo di Agliè, del 1141, venne distrutto e modificato più volte. Dotato di un ampio parco oggi è tornato famoso perché qui hanno girato lo sceneggiato tv 'Elisa di Rivombrosa” ed è meta di numerosi curiosi. Da non dimenticare ad Agliè 'Il Meleto”, la residenza estiva del poeta Guido Gozzano,  qui  sepolto.
A Caluso, nel palazzo dei conti Valperga di Masino, ha sede l'Enoteca regionale  dei vini della provincia di Torino che opera per valorizzare i vini del territorio. Alcuni di recente approvazione (Valsusa, Canavese, Pinerolese e Collina Torinese), altri ormai affermati (Carema, Erbaluce di Caluso, Freisa di Chieri).

Marino Fioramonti