Trionfa l'Italia dei Cabernet e dei Merlot nella nobile cornice di Villa Da Porto La Favorita, durante l'evento BCM: bordolesi, cabernet e merlot – terra, genio e stile italiani, tenutosi il 22-23 novembre a Monticello di Fara di Sarego, nei Colli Berici, a sud della città di Vicenza. è l'Italia coi suoi cabernet e merlot in purezza e in taglio bordolese ad aver spopolato al BCM 2008, la due giorni internazionale dedicata ai vini ottenuti da questi due vitigni, tra i più diffusi nel mondo, un evento tenutosi nella suggestiva Villa Da Porto La Favorita di Vicenza,realizzato dal Co.Vi.Vi – Consorzio Vini Vicentini 'Palazzo del Vino” e coordinato dal Consorzio di Tutela dell'Arcole Doc, che ha visto la partecipazione della Regione Veneto e di Veneto Agricoltura, della Provincia di Verona, della Provincia  di Vicenza, della Camera di Commercio di Vicenza, di Vicenza Qualità e l'associazione di ristoratori 'Le Buone Tavole dei Berici” .

 In mostra 298 etichette delle più blasonate bottiglie del panorama enologico italiano e mondiale. I vini:bordolesi, cabernet, merlot di grande prestigio in degustazione  a Villa La Favorita per lo straordinario evento ricco di momenti di approfondimento. Coinvolte  sedici regioni, con il Veneto capofila con 145 etichette, seguito dalla Toscana con 38, dal Friuli Venezia Giulia con 27, la Lombardia con 18, Emilia Romagna con 11, Trentino con 10 e Alto Adige con 8, poi le altre regioni, sempre con nomi illustri.

Talento, tradizione, dedizione, fortuna.  Tanti 'ingredienti” diversi, che hanno permesso a esponenti ed eredi di famiglie aristocratiche della nobiltà italiana di diventare produttori di successo di vino. Venti storie con un denominatore comune, i vini di taglio bordolese, riunite in un solo evento.
Dalle strette valli altoatesine agli aspri panorami dell'isola più grande del Mediterraneo, dalle fertili e irrigate campagne piemontesi alle dolci colline orlate di cipressi della Toscana, venti produttori di 'sangue blu” hanno guidato la degustazione delle 298 etichette di vini bordolesi: dalla Sicilia Diego Planeta; dall'Emilia Romagna Enrico Drei Donà; dalle Marche Aldo Maria Brachetti-Peretti; dalla Toscana Duccio Corsini, Alessandro Francois, Leonardo Frescobaldi, Luigi Malenchini, Marco Ricasoli Firidolfi, Luca Sanjust e Ginevra Veronesi Pesciolini; dall'Alto Adige Michael Goess-Enzeberg; dal Trentino Ruggero de Tarczal e Maria Josè Fedrigotti; dal Piemonte Alberto Cisa Asinari di Grésy; dal Veneto Lorenzo Borletti, Giordano Emo Capodilista, Giulio da Schio, Paolo Marzotto e Tommaso Piovene Porto Godi. Accanto a questi storici casati, anche alcune autorevoli firme della moda, a cominciare da Caprai e Salvatore Ferragamo. Tante storie diverse, ma quello che le accomuna tutte è il carisma dei protagonisti: il modo in cui sono riusciti – grazie anche al loro talento, alla loro tradizione familiare, pure a un pizzico di fortuna – a emergere con le loro produzioni enologiche, dando ai vini una particolare impronta e personalità. Storie, ad esempio, come quella del barone agrigentino Diego Planeta, 'eroe di due mondi” in quanto figura carismatica tra due generazioni: quella rappresentata dal padre – che fondò la cooperativa agricola Settesoli – e quella della figlia Francesca e dei  nipoti Alessio e Santi – per i quali ha creato, a metà degli Anni Ottanta, la Planeta. Continuando, quindi, la secolare tradizione degli avi, ma preparando in eredità ai figli un'azienda agricola pienamente al passo col ventunesimo secolo. Storie inattese ed insolite come quella del toscano Luca Sanjust, ex artista che, una volta fatta la scelta di gestire l'azienda vitivinicola di famiglia ha messo completamente da parte l'arte, scegliendo di non occuparsene più neanche per hobby e di dedicarsi interamente alla vite (ma facendo rientrare la creatività 'dalla finestra” – Sanjust ha infatti poi sposato un'artista). Racconti, altrimenti. Come quello di Lorenzo Borletti, personalità dalle mille sfaccettature che nella propria vita, prima di trovare la passione definitiva (ossia la produzione di ottimi vini), si è dedicato ad occupazioni molto diverse fra loro: gemmologo, fotografo, pilota d'aereo. Oppure, storie affascinanti come quella di Salvatore Ferragamo, che ha scelto di discostarsi dalla 'linea” di famiglia per recuperare un podere in declino: 'Il Borro”, in Toscana, oggi realtà agricola modello.
 In tutto questo, sempre il 'fil rouge” del vino, produzioni  enologiche di altissimo livello che, nella speciale occasione offerta da 'BCM”, sono state proposte al pubblico in degustazione dagli stessi produttori.
Un folto pubblico di appassionati, ristoratori e di curiosi ha confermato il successo di BCM 2008 che ha offerto per due giorni la possibilità di fare assaggi in grande stile. Le preziose etichette presenti rappresentano dunque, per l'appassionato degustatore, la possibilità di fare un autentico viaggio nel gusto, un cammino all'indietro nel tempo, fino alle radici della nobiltà europea. Originario del Bordeaux, la regione degli chateaux, dei cru e dei terroir, questo matrimonio di mosti fiore ci porta lontano nelle epoche e nell'arte enologica. Le prime testimonianze scritte del valore di questa regione risalgono al 1152, con le nozze di Eleonora di Aquitania con Enrico Plantageneto poi re d'Inghilterra nel 1154. Esperienza secolare che si tramuta in un taglio che, sapientemente dosato nei suoi due componenti, sa dare sensazioni complesse sia dell'esame olfattivo che gustativo. Assaporare un taglio bordolese, questa mescolanza di Merlot e Cabernet Sauvignon, qualche volta di Franc, è raccontare al proprio palato una tradizione vitivinicola di secoli.
Il tipico rosso rubino intenso, con riflessi granato, indice di invecchiamento e passaggio in legno, ci fanno capire da subito con che cosa abbiamo a che fare.
 
Soddisfatti anche gli organizzatori e i produttori che hanno seguito le degustazioni allestite negli ampi saloni della villa palladiana.
Particolarmente apprezzato dagli imprenditori del vino il format della manifestazione e l'ampio spazio dedicato all'aspetto storico e culturale che sta alla base della grande diffusione in tutto il mondo del merlot e del cabernet. Le degustazioni riservate alla stampa di settore e agli stessi produttori  ' di sangue blu”, condotte da Fabio Piccoli, qualificato giornalista del settore agroalimentare, sono state curate nei minimi dettagli dall'ufficio stampa Alpe Comunicazione di Alberto Pertile ed hanno permesso di toccare con mano la personalità dei vini proposti. Il grande lavoro di squadra e la condivisione degli obiettivi da parte degli enti e dei partner coinvolti sono stati alla base dell'indiscusso successo dell'evento.

L'Anteprima del Nero d'Arcole 2007 apre 'Bordolesi Cabernet Merlot” a Villa La Favorita

La terza edizione di BCM a Villa La Favorita di Monticello di Fara (Vicenza) si è aperta con un evento speciale: il Consorzio di Tutela dell'Arcole DOC ha presentato il primo 'Nero d'Arcole che punta ad essere il vino simbolo della Denominazione e che unisce la tecnica del taglio bordolese con il metodo dell'appassimento.
Durante la conferenza di presentazione, a cui è seguita la degustazione del 'prototipo annata 2006” e della prima annata ufficiale –il 2007 –è stato delineato il percorso della Doc Arcole che è passata dai 2000 ettari vitati degli anni ottanta ai 3500 ettari di oggi. Una DOC molto vasta (21 comuni delle Province di Verona e Vicenza e 1550 imprese attive) che ha dimostrato un grande dinamismo, modernizzando le tipologie di allevamento, le tecniche produttive, le varietà impiegate. Non più soltanto grandi quantità di Merlot e di Garganega, ma anche il Cabernet (Franc e Sauvignon), IL Carmenere, IL Pinot Grigio, Il Pinot  Bianco, lo Chardonnay.
Avevamo visto nascere del Nero d'Arcole attorno al 2004 e progressivamente il delinearsi attraverso un percorso di ricerca e sperimentazione (la zonazione, l'appassimento, le tipologie d'uve  impiegate). Quest'oggi, il Primo Nero d'Arcole che sarà imbottigliato a gennaio e presentato ufficialmente al Vinitaly 2009, ci ha convinto. Molto interessante la presenza prevalente del Merlot ( per disciplinare non può essere inferiore al 50%) unito ai cabernet (franc e sauvignon) e al carmenère.
L'appassimento viene effettuato per un periodo dai 30 ai 60 giorni, visto il potenziale alcolico delle uve. L'affinamento  è in legno grande (dai 12 ai 24 mesi). Il Nero d'Arcole che abbiamo assaggiato in anteprima (dell'azienda Bixio) sfoggiava un bel colore violaceo tendente al granato, un profumo intenso di liquerizia, prugna, marasca e leggero pepe, una buona persistenza gusto-olfattiva. E' ancora molto giovane…ma si farà.
Ha accompagnato l'anteprima alla stampa anche la presentazione del volume 'Terre d'Arcole” – La storia, i luoghi, le vigne, i vini. E se è noto che in queste terre Napoleone riportò una grande vittoria oltre due secoli fa, oggi, afferma il Consorzio, 'nell'Arcole DOC siamo in grado di proporre qualcosa che può presentarsi a testa alta di fronte a vini d'oltralpe ottenuti con analoghi vitigni”.

Mariella Belloni

Articoli correlati:
Vini aristocratici e nobili produttori: torna Bcm-Bordolesi Cabernet Merlot
Debutto fra Merlot e Cabernet per il nuovo Nero d'Arcole Doc