Nel cielo del Lugana si è accesa una nuova stella. è quella dell'azienda agricola F.lli Fraccaroli che col suo Lugana Doc Superiore Vigna Campo Serà 2004 (affinato solo in acciaio) si è aggiudicata la Stella del Garda 'Le età del Lugana” istituito 4 anni fa per premiare e sostenere l'impegno dei produttori decisi a puntare sulla qualità di vino longevo del Lugana. Superando 3 anni di selezioni alla cieca di una commissione di giornalisti del settore, il Lugana di Fraccaroli ha permesso al consorzio di illuminare maggiormente il suo firmamento dopo che l'anno scorso il concorso aveva terminato il suo primo ciclo triennale promuovendo, per la prima volta, a stelle del Garda 2007 l'azienda Cà Lojera della famiglia Tiraboschi (con un Lugana 2003 vinificato in acciaio) e l'azienda agricola Ottella della famiglia Montresor (con un Lugana Superiore 2003 affinato in legno).Luigi Fraccaroli riceve La stella del Garda da Francesco Montresor

Anche quest'anno, dunque, c'è stata la dimostrazione che un Lugana di 4 anni può reggere benissimo il passare del tempo, ed anzi migliorare. E proprio l'esempio della Vigna Campo Serà di Fraccaroli ne è un esempio, con una freschezza e sapidità che sarebbe interessante poter verificare fra qualche anno. Del resto basta pensare alla piacevolezza di due vini presentati fuori concorso come il Molce 2000, Lugana Doc Superiore affinato il legno di Ottella o al freschissimo Il Rintocco 1996 Lugana Doc affinato in acciaio della Marangona…

Per il Lugana, come andiamo ripetendo da tempo, la scommessa della longevità sembra dunque vinta. L'importante è approfittare di questo momento e vendere. Il Concorso, nato 4 anni su iniziativa dell'allora presidente Paolo Fabiani, e poi proseguito sotto la guida del successore Francesco Montresor, ne è un esempio. E sembra che le cantine della zona lo abbiano finalmente capito. Basti pensare che quest'anno è aumentato il numero delle aziende bresciane e veronesi partecipanti al concorso (19) e dei vini presentati. Alla selezione del primo anno su 23 Lugana, la giuria ne ha passati ad esempio all'anno prossimo ben 12. Ancor più interessante l'esito dei vini che venivano ripresentati, sempre alla cieca, per il secondo anno: su 13 ben 7 hanno passato il turno e l'anno prossimo concorreranno per poter ricevere le Stelle del Garda, che saranno assegnate, o meno, solo in base al giudizio della giuria sulla piacevolezza del vino al terzo anni di selezione. Ed è interessante osservare come fra quelli promossi quest'anno per il primo anno o per il secondo anno figurino di fatto quasi tutti i più noti e qualificati produttori di Lugana. Per concludere ricordiamo che, coem di consueto, la cerimonia di consegna della Stella del Garda ha offerto l'occasione per verificare sul campo l'alta gamma di abbinamenti con l'alta cucina offerti dal lugana. Stavolta la prova sul campo è stata fatta all'Ortica di Manerba (Bs) dove il cuoco stellato Piercarlo Zanotti ha dato prova delle sue qualità passando con disinvoltura e capacità dal pesce alla carne.

Alberto Lupini

 Il vincitore della Stella del Garda 2008

F.lli Fraccaroli:      Vigna Campo Serà 2004, Lugana Doc Superiore (affinato in acciaio)

I Lugana che l'anno prossimo concorreranno per la Stella del Garda

Tenuta Roveglia: Tenuta Roveglia 2005, Lugana Doc (affinato in acciaio)
                         Vigne di Catullo 2004, Lugana Doc Superiore (affinato in acciaio)

Provenza:            Tenuta Maiolo 2005, Lugana Doc (affinato in acciaio)
                          Molin 2005, Lugana Doc Superiore (affinato in acciaio)

Monte Cicogna:    Il Torriore 2003, Lugana Doc (affinato in acciaio)

Selva Capuzza:    Podere Selva Capuzza 2005, Lugana Doc Superore (aff. in legno)

Ottella:               Molceo 2005, Lugana Doc Superiore (affinato in legno)

I Lugana che hanno superato l'esame del primo anno

F.lli Fraccaroli:      Vigna Campo Serà 2006, Lugana Doc Superiore (affinato in acciaio)
                          I Fraccaroli 2006, Lugana Doc Superiore (affinato in legno)

Tenuta Roveglia: Filo di Arianna 2005, Lugana Doc Superiore (affinato in legno)

Zenegaglia:         Zenegaglia 2006, Lugana Doc (affinato in acciaio)

Feliciana:            Feliciana 2006, Lugana Doc (affinato in acciaio)

Ottella:               Le Creete 2005, Lugana Doc (affinato in acciaio)

Santa Cristina:    Vigneto Massoni 2005, Lugana Doc (affinato in acciaio)

Civielle:              Cios 2003, Lugana Doc Superiore (affinato in legno)

Le Morette:         Benedictus 2006, Lugana Doc (affinato in legno)

Cantine Avanzi:   Sirmione 2006, Lugana Doc Superiore (affinato in legno)

Marangona:        Marangona 2006, Lugana Doc Superiore (affinato in Legno)

Olivini:               Demesse Vecchie 2005, Lugana Doc Superiore (affinato in legno) 

Quando l'età vale qualità come in Francia
Dopo avere superato la Francia sul piano delle esportazioni, il vino italiano potrebbe strappare ai cugini d'Oltralpe anche un altro primato: quello dei 'grandi” vini bianchi che crescono di qualità al pari della longevità. L'esperienza del netto miglioramento negli ultimi anni del Lugana ne è un esempio concreto a cui dimostrano di credere con convinzione i più qualificati produttori del piccolo territorio nella zona sud del Garda, fra le province di Brescia e Verona, che oggi offrono alla ristorazione un vino di grande livello e longevità.

Il longevo clone Turbiana conferma l'intuizione di Veronelli
Un tempo si diceva e si credeva che il Lugana andasse bevuto giovane e fresco, possibilmente d'annata, come la gran parte dei vini bianchi italiani. Fra i dissenzienti c'era solo il grande amico dei produttori di Lugana, Luigi Veronelli, che incitava soprattutto i giovani a produrre il loro  Lugana per poi dimenticarlo per qualche anno in cantina prima di commercializzarlo: «troverete grandi sorprese ed infinite soddisfazioni», diceva. Ed ancora una volta aveva ragione.
A confermare le intuizioni di Veronelli orai c'è anche la scienza con l'individuazione di un clone di Trebbiano particolarmente longevo. Grazie a un progetto coordinato dal Consorzio del Lugana, dall'Università statale di Milano, dal Centro vitivinicolo di Brescia e dall'assessorato provinciale dell'Agricoltura di Brescia il disciplinare del Lugana non fa infatti più riferimento al tradizionale Trebbiano di Soave (chiamato in loco Trebbiano di Lugana) ma al 'Turbiana”, denominazione che circola da sempre nella Lugana e che ora caratterizza ufficialmente il clone del vitigno individuato con precisione. Il genoma del Turbiana è diverso dal Trebbiano veronese, come è diverso dal Verdicchio marchigiano, anche se tutti e tre fanno riferimento al Petit Manseng dei Pirenei, caratterizzato dalla longevità che assicura ai vini. Tutti gli altri cloni della famiglia dei Trebbiani derivano invece dall'Ugni blanc.

Due tipologie per il fermo
Di tipologie di Lugana se ne fanno forse troppe. Base e superiore (entrambi affinati in legno o in acciaio), spumante (Charmat e Metodo Classico) e passito.
Per restare ai vini in concorso per le 'Stelle del Garda” ricordiamo le caratteristiche principali del fermo, tenendo presente che il Lugana Doc è il vino base della piramide qualitativa del Lugana, quello che ha fatto la fortuna dei vignaioli della Lugana, che per questo motivo gli sono particolarmente affezionati, come lo si è con il figlio primogenito.

 Il base elegante
Anche nella sua versione più semplice, il Lugana Doc è un vino elegante, particolare, con un tocco di alta nobiltà e una volta che viene bevuto non viene dimenticato. II suo colore è giallo paglierino con riflessi verdognoli che appaiono se il vino ha pochi mesi; ha invece tendenza al giallo leggermente dorato in seguito all'affinamento.
Al naso ha un profumo delicato, sempre gradevole e caratteristico, con fragranze di fiori bianchi di primavera, a volte anche piuttosto marcate e agrumate. II sapore è piacevolmente fresco, vivace, morbido, armonico, con una possibile leggera percezione di legno e di frutta gialla, come la mela Golden, l'albicocca, la pera e l'ananas, oppure sfumature di citronella con finale che può sfociare nella pesca gialla. A volte si può cogliere anche un delicato sentore di mandorla amara, oppure una più giovanile e particolare nuance di gomma americana.
II Lugana si serve a una temperatura di 8-10°C e si può abbinare con grande facilità: dal prosciutto crudo al risotto con pesce di lago, dagli antipasti di mare al luccio in salsa.

Il ricercato superiore
II Lugana diventa superiore se viene sottoposto a un periodo di affinamento di almeno dodici mesi, a decorrere dal primo di ottobre dell'anno di produzione delle uve. Prodotto di rara eleganza e struttura, può tranquillamente rivaleggiare con qualunque bianco blasonato. Dal colore paglierino o verdolino con tendenza al giallo dorato con l'invecchiamento, questo particolare vino ha un profumo delicato e gradevole, ed un sapore morbido, armonico, corposo, con possibile leggera percezione di legno.
La sua gradazione minima è di 12°C, un po' più alta rispetto al Lugana 'base”, anche se spesso lo standard previsto viene facilmente superato dai vignaioli e presenta sensazioni olfattive e degustative più ricche di sfaccettature che ne permettono l'abbinamento anche a vari tipi di di carne e formaggi, oltre che con alcuni piatti a base di pesce.