Con oltre 185 milioni di abitanti e una crescita dell'economia nel 2007 del 5,4%, il Brasile è la decima economia mondiale e grazie alla presenza della più grande comunità italiana all'estero (25 milioni di persone) il Paese rappresenta un interessante mercato di sbocco per i produttori di vino italiani. A confermarlo è Andrea Carpi (nella foto), amministratore unico di A.C. Marketing & Trade ed esperto di dinamiche dei  mercati internazionali. Il Paese non ha una lunga tradizione vitivinicola, ma il mercato delle bevande alcoliche in generale e del vino in particolare è in costante ascesa: negli ultimi 5 anni le importazioni hanno fatto registrare una crescita del 20% e si stima che nel corso del 2008 verranno consumati 57,5 milioni di litri di vino di cui il 74,7% sarà rappresentato da vino di importazione.

In questo scenario l'Italia con il 15,9% rappresenta, in volume, il terzo Paese importatore preceduta da Cile (32,7%) e Argentina (27,1%) e si colloca, a differenza degli altri due, nella fascia alta del mercato. Il trend delle importazioni di vino italiano è in crescita, tra il 2006 e il 2007 le importazioni sono cresciute del 29,4% in valore e del 15% in volume, dati che indicano che la qualità del prodotto italiano importato si sta alzando. In Brasile il consumo di vino è caratterizzato da una forte stagionalità, le vendite si concentrano nel periodo invernale (metà giugno-metà settembre) e le festività (Pasqua e Natale) e da una significativa concentrazione: il 50% del consumo totale interessa le regioni di San Paolo e Rio de Janeiro.

I consumatori di vino sono uomini e donne con un'età compresa tra i 30 e i 65 anni, i primi prediligono i vini fermi le seconde le bollicine. Ma la moda di bere vino, soprattutto di importazione, si sta diffondendo anche tra la popolazione tra i 25/30 anni, di ceto elevato, con una buona capacità di spesa, questi ultimi rappresentano il target di maggior interesse per i produttori italiani. I consumatori sono ancora immaturi e impreparati, non sono in grado di riconoscere i vini e la loro provenienza, il fattore prezzo e il brand giocano quindi ancora un ruolo determinante ma sta crescendo l'interesse verso il vino e sono in aumento i corsi e le conferenze.

Per ampliare le importazioni di vino i produttori italiani, in sinergia con gli importatori, devono investire su attività promozionali, comunicazione e degustazioni, puntando soprattutto sull'immagine del vino italiano, sulla tradizione e sulla cultura. In Brasile il vino viene venduto per il 70% nella Ggo, per il 20% in alberghi e ristoranti e il restante 10% nei negozi, nel corso degli ultimi mesi però nel Paese sono state emanate dure leggi che regolano il consumo di alcool degli automobilisti e che hanno portato ad un'immediata riduzione delle vendite di vino nei ristoranti (-35%).
I principali buyers per gli acquisti diretti di vino (43%) sono Pao de Azucar, Carrefour, Sonae, Casa Santa Luzia e Sendas mentre tra i distributori, un centinaio in tutto, i principali sono di San Paolo: Expand, Mistral e Interfood.


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