Educazione alimentare nelle scuole Il progetto diventa programma
Dopo un anno di rodaggio, con sperimentazione in classi primarie di Lombardia, Lazio e Sicilia, il progetto di introduzione dell’educazione alimentare nelle scuole decolla. Con il nuovo anno scolastico tutte le classi 4ª e 5ª del Paese hanno avviato l’educazione alimentare quale materia a sé stante
L'anno scolastico 2009-2010 ha visto la sperimentazione pilota, positiva ed entusiasta, di alcune classi primarie di Lombardia, Lazio e Sicilia in merito al progetto per l'introduzione dell'educazione alimentare nelle scuole. Ora il progetto è diventato programma. Con il nuovo anno scolastico, infatti, tutte le 4ª e 5ª primarie del Paese hanno avviato l'educazione alimentare quale materia, interdisciplinare e trasversale alle altre, anche centralizzando e uniformando il grande lavoro già svolto in passato da alcuni istituti.
L'iniziativa è stata presentata alla fine del 2009 con un Programma e un Comitato tecnico scientifico 'Scuola e cibo” del Miur (ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca). Il lavoro ha coinvolto, nei diversi ordini della scuola, tante categorie economiche, sociali e culturali nel grande scenario dell'educazione alimentare per i giovani.
Innovazione, dunque, nel nuovo scenario didattico, con successive opportunità professionali in questi settori, anche con la prevista realizzazione di Expo 2015: sei mesi di eventi a Milano e in tutta Italia proprio sul tema dell'alimentazione. Lo stesso tema sarà affrontato, fra altri, già dal 150° anniversario dell'Unità d'Italia, valutando nell'insieme cibo e tradizioni del nostro Paese. Una migliore conoscenza degli scenari alimentari e dell'attività motoria ad essi collegata migliorerà la salute dei ragazzi, rallentando patologie e fenomeni negativi diffusi (sovrappeso, obesità e anoressia su tutti), spesso conseguenza di ridotte conoscenze dei percorsi del cibo e dell'acqua, dei loro valori, della sicurezza, della qualità dei prodotti 'made in Italy”, della stagionalità degli stessi e dell'importanza del territorio.
Una 'Generazione Expo” (per riprendere la definizione del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e della presidente di Expo Universale 2015, Diana Bracco) che potrà crescere, da qui al 1° maggio 2015 - data di inizio dell'Expo - più sana e con maggiori conoscenze dell'alimentazione. Per sé stessi e per le proprie famiglie, che con i ragazzi scambieranno, grazie ai docenti, informazioni ma anche tradizioni e cultura del cibo.
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L'iniziativa è stata presentata alla fine del 2009 con un Programma e un Comitato tecnico scientifico 'Scuola e cibo” del Miur (ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca). Il lavoro ha coinvolto, nei diversi ordini della scuola, tante categorie economiche, sociali e culturali nel grande scenario dell'educazione alimentare per i giovani.Innovazione, dunque, nel nuovo scenario didattico, con successive opportunità professionali in questi settori, anche con la prevista realizzazione di Expo 2015: sei mesi di eventi a Milano e in tutta Italia proprio sul tema dell'alimentazione. Lo stesso tema sarà affrontato, fra altri, già dal 150° anniversario dell'Unità d'Italia, valutando nell'insieme cibo e tradizioni del nostro Paese. Una migliore conoscenza degli scenari alimentari e dell'attività motoria ad essi collegata migliorerà la salute dei ragazzi, rallentando patologie e fenomeni negativi diffusi (sovrappeso, obesità e anoressia su tutti), spesso conseguenza di ridotte conoscenze dei percorsi del cibo e dell'acqua, dei loro valori, della sicurezza, della qualità dei prodotti 'made in Italy”, della stagionalità degli stessi e dell'importanza del territorio.
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