Con i consumi di frutta e verdura che si sono ridotti del 20% negli ultimi cinque anni gli italiani, soprattutto tra le giovani generazioni, abbandonano la dieta mediterranea proprio nel momento in cui arriva la conferma scientifica che riduce la mortalità per tutte le cause del 9%. è quanto afferma la Coldiretti nel commentare gli studi pubblicati sul B ritish Medical Journal analizzati dal team di Francesco Sofi, nutrizionista dell'Università di Firenze secondo il quale la dieta mediterranea nello specifico riduce del 13% l'incidenza del Parkinson e dell'Alzheimer, del 9% quella per problemi cardiovascolari e del 6% quella del cancro.

La ricerca condotta da un'equipe tutta italiana dimostra che seguire in modo scrupoloso la sana dieta mediterranea riduce del 6% il rischio di ammalarsi di cancro, del 9% il rischio di ictus e infarto e addirittura del 13% l'incidenza di malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson o l'Alzheimer. La condizione è però il rispetto rigido della dieta: tanta frutta e verdura, cereali, legumi e olio d'oliva; poca carne e latticini e in più l'uso moderato del vino ai pasti. Invece, alla luce dei dati diffusi dalla Fao, i dodici paesi che si affacciano sul Mediterraneo stanno abbandonando sane abitudini a tavola in favore di una dieta fatta di molta carne, grassi e prodotti alimentari conservati. Lo studio italiano ha permesso di elaborare una scala a nove valori, ciascuno corrispondente a un gruppo omogeneo di alimenti della dieta mediterranea: chi totalizza il massimo punteggio di nove e' virtuoso e correrà rischi minori di ammalarsi di malattie croniche e invalidanti.

In Italia l'allarme per l'abbandono della dieta mediterranea prosegue anche nel 2008 con un ulteriore calo dei consumi di frutta (-2,6 %), olio di oliva (-2,8 %), pane (-2,5%), vino (-0,9%) e verdura (-0,8%), sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen relativi al primo semestre. Pane, pasta, frutta, verdura, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani di conquistare il record della longevità con una vita media di 78,6 anni per gli uomini e di 84,1 anni per le donne, nettamente superiore alla media europea. Ma il futuro è preoccupante con un terzo dei ragazzi italiani obeso o in sovrappeso proprio per effetto soprattutto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate. Secondo un recente studio della Fao negli ultimi 45 anni la famosa dieta mediterranea basata sul consumo di frutta fresca e verdura è stata abbandonata e dal 1962 al 2002, in 15 Paesi europei esaminati, l'apporto calorico giornaliero e' aumentato di circa il 20%, passando da 2960 kcal a 3340 kcal. Ed in Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro, Malta ed Italia l'apporto calorico giornaliero è aumentato del 30%.


Il progetto "Educazione alla Campagna Amica” nelle scuole
La Coldiretti sta realizzando il progetto "Educazione alla Campagna Amica" che coinvolge oltre centomila alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano ad oltre tremila lezioni in programma nelle fattorie didattiche e agli oltre cinquemila laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. L'obiettivo - precisa la Coldiretti - è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell'agricoltura con i cibi consumati ogni giorno.

La dieta mediterranea come patrimonio Unesco
Un impegno che va sostenuto anche sul piano istituzionale dove è importante che si concretizzi la procedura, che vede insieme Spagna, Italia, Grecia e Marocco, per chiedere il riconoscimento della dieta mediterranea come patrimonio dell'Unesco. Un obiettivo che ha un valore straordinario per l'Italia che è il Paese simbolo di questo tipo di cucina e dove più radicata è la cultura alimentare fondata sui principi della dieta mediterranea con primati raggiunti nelle principali produzioni base come la frutta, verdura e pasta e il posto d'onore nella Ue per vino e olio di oliva, dietro rispettivamente alla Francia e alla Spagna.

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