La dieta mediterranea è un bene prezioso che va tutelato e diffuso": questo in sintesi il giudizio espresso da Cia e da Coldiretti in merito alla candidatura della Dieta Mediterranea a "patrimonio culturale immateriale" dell'umanità presso l'Unesco. La candidatura è stata presentata congiuntamente dal ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali e dall'omologa spagnola Elena Espinosa, in occasione del VII Congresso internazionale sulla dieta mediterranea tuttora in corso a Barcellona.
Lungi dall'essere solo una corretta abitudine alimentare, la dieta mediterranea è l'emblema di "quei valori culturali, storici, produttivi, alimentari e sociali che risiedono in quei luoghi che una volta erano definiti culla della civiltà", sottolinea il presidente della Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.
Questo simbolo del bacino del Mediterraneo, e della cultura secolare dei paesi che vi si affacciano, merita una "piena valorizzazione a livello mondiale" - come evidenzia Politi - perché ha benefici diretti e comprovati sulla salute dell'uomo, dalla riduzione del colesterolo alle malattie cardiache alla fertilità.
è dunque arrivato il momento che la dieta mediterranea riceva il giusto riconoscimento ufficiale, e la candidatura all'Unesco va nella giusta direzione. è anche l'opinione della Coldiretti, la quale pone in luce il ruolo insostituibile del nostro paese quale produttore e vettore della cultura della dieta mediterranea. L'Italia, infatti, "è il paese simbolo di questo tipo di cucina, dove è più radicata la cultura alimentare fondata sui principi della dieta mediterranea".
Del resto, il 50 per cento della produzione alimentare italiana è coperto dagli alimenti (cerali, vino, ortofrutta, olio d'oliva) che stanno alla base della dieta mediterranea. Non è un caso, quindi, fa notare Coldiretti, che l'Italia abbia conquistato la leadership in Europa delle produzioni alimentari di qualità a denominazione o indicazione di origine protetta, con 167 Dop e Igp riconosciuti dall'Ue.
Grazie alla dieta mediterranea più classica - "pane, pasta, verdura, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari" - gli italiani hanno conquistato in Europa "il record della longevità" e il "primato dei meno grassi", conclude Coldiretti.
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