Mangiare frutta e verdura si sa fa bene alla salute. Ma c'è di più: dai laboratori britannici del John Innes Centre di Norwich arriva il pomodoro viola che allunga la vita. Nel senso più ampio del termine, si è scoperto e creato in laboratorio un pomodoro dalle proprietà anticancro. Il pomodoro viola è frutto del progetto 'Flora”, che ha visto la collaborazione tra John Innes Center di Norwich e l'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Umberto Veronesi.
Di seguito
Pubblichiamo un servizio grazie alla collaborazione con www.oliovinopeperoncino.it
 
L'esperimento ha permesso di ottenere un pomodoro con una proprietà antiossidante pari al triplo di un pomodoro normale: dopo aver isolato i geni di un 'bocca di leone”, più precisamente quelli che conferiscono il colore viola al fiore, sono stati inseriti nella codificazione genetica della pianta del pomodoro, questi hanno permesso lo sviluppo di antocianine, degli antiossidanti del gruppo dei flavonoidi, di cui il vino rosso ne è ricco. Una polvere ottenuta dai  pomodori ogm è stata somministrata a topi di laboratorio carenti di proteina P53, una proteina fondamentale nella prevenzione dei tumori. Una media di 142 giorni di vita dei topi alimentati normalmente entra in forte contrapposizione con i 182 giorni medi di vita dei topi alimentati con la polvere di pomodoro viola. Questo studio è un altro traguardo della ricerca dei cibi-farmaco anticancro, ovvero il 'Progetto Flora” a cui partecipa l'”Ieo”, l'istituto europeo di oncologia di Umberto Veronesi.
Pier Giuseppe Pelicci, direttore della ricerca dello Ieo, dice: «Senza esagerare con la fantasia, si tratta di un importante passo avanti nello studio degli antiossidanti, dei flavonoidi in particolare. Considerati una valida arma di prevenzione nei confronti di alcuni tipi di cancro».

Con il progetto "Tom - Antho" invece, Università della Tuscia di Viterbo, Scuola superiore Sant'Anna, Università di Pisa e Università di Modena e Reggio Emilia riuniscono in un superalimento non ogm i benefici dell'ortaggio e dei frutti di montagna che contengono elevate dosi di antiossidanti, nello specifico, di antocianine. Il loro pomodoro si chiama 'Sun-Black” che però conserva una polpa di colore rosso e che mantiene inalterato il sapore, è un supernutriente e può quindi garantire benefici alla salute. Si tratta del risultato di una ricerca che non ha fatto ricorso a tecnologie di ingegneria genetica (ogm), esiste infatti un possibile ingresso del "sun black" nel circuito commerciale.

Raffaele Rendina


Di seguito la notizia sul pomodoro "Sun black" pubblicata il 22 luglio 2008

Per combattere i radicali liberi arriva il "pomodoro nero"
Si tratta di un pomodoro ma quando matura la sua buccia assume una colorazione viola tendente al nero, grazie alla presenza degli antociani, pigmenti che si trovano in alcuni vegetali, come l'uva nera e i mirtilli. Gli antociani sono potenti antiossidanti, utili a contrastare la formazione dei radicali liberi e, quindi, a  rallentare il processo di invecchiamento. "Sun black", come è stato ribattezzato questo "pomodoro nero", che però conserva una polpa di colore rosso e che mantiene inalterato il sapore, è un supernutriente e può quindi garantire benefici alla salute. Si tratta del risultato di una ricerca che non ha fatto ricorso a tecnologie Ogm, nella consapevolezza che tali alimenti non incontrano, al momento, il favore dei consumatori italiani. Il "sun black" e' stato concepito nell'ambito del progetto interuniversitario "Tom - Anto", finanziato dal ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e coordinato dal professor Pierdomenico Perata, ordinario di fisiologia vegetale alla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa. Al progetto partecipano le università di Pisa (referenti scientifici il dottor. Fernando Malorgio e il professor Alberto Pardossi), Modena e Reggio Emilia (referente scientifico è il professor Nicola Pecchioni) e della Tuscia di Viterbo (referente scientifico è il professor Andrea Mazzucato).
Il "sun black" unisce in un unico alimento le componenti nutrizionali di più frutti. Il team di ricercatori è partito da una constatazione: che l'aspettativa di vita è aumentata grazie anche all'aggiunta, in alimentazione, di molecole capaci di prevenire le malattie e di migliorare la qualità del metabolismo, rallentando l'accumulo di radicali liberi. Il risultato ottenuto rappresenta un'ulteriore conferma della vitalità della ricerca condotta in Italia: con circa 150mila euro è stato infatti possibile un risultato che potrebbe modificare in maniera significativa l'alimentazione umana.
Per il progetto si confermano due obiettivi: uno propedeutico rispetto alla ricerca agroalimentare e a un possibile ingresso del "sun black" nel circuito commerciale; il secondo sta nello studio dei geni coinvolti con il processo di produzione di antociani per migliorare ulteriormente, senza ricorso a ogm che non incontrerebbero l'approvazione dell'opinione pubblica, la componente nutrizionale degli alimenti.

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