Nicholas Green era un bambino di 7 anni che una sera di 25 anni fa in auto si addormentò felice, cullato dalle voci dei genitori, per “risvegliarsi” in tante altre persone. Fu una vittima innocente, colpito da un proiettile durante un tentativo di rapina mentre era in Italia in vacanza con la famiglia. I suoi genitori, in un atto di grande amore, altruismo e solidarietà umana, vollero donare organi e cornee, che andarono a cinque malati italiani molto gravi (quattro dei quali adolescenti), alcuni sul punto di diventare ciechi. Quella straordinaria scelta, che commosse il mondo intero, scosse le coscienze degli italiani sortendo l’“effetto Nicholas”: nei dieci anni successivi alla sua morte, i tassi di donazione degli organi in Italia triplicarono, una crescita a cui nessun’altra nazione è andata vicino.

(Quando l’altruismo va oltre)
Quando l’altruismo va “oltre”

Questa storia, tanto tragica quanto dolorosa, mi fa pensare, seppur in altre modalità e in altri contesti, alle attività che la Fic ha messo in atto con il suo Dipartimento Solidarietà ed Emergenze, attraverso il suo presidente Roberto Rosati e tutto lo staff dirigenziale. Lo scopo è il perseguimento di finalità solidaristiche e di utilità sociale attraverso prestazioni assolutamente spontanee e volontarie degli associati Fic, le cui coscienze, e lo dico senza esagerazione, vanno oltre l’altruismo e la solidarietà umana.

È di pochi giorni fa la costituzione di un nuovo presidio regionale Dse Fic del Veneto, che ha visto protagonisti e artefici Nicola Andreetto di Verona e i delegati provinciali, atto ufficializzato durante una cena di gala a Castelfranco (Tv) alla presenza di numerose istituzioni nonché l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, presidente della Protezione civile Veneto.

Ai soci tesserati della nuova Dse Veneto vanno i migliori auguri di un buon operato, sempre spinto da quei valori antichi, consolidati in tutta la Federcuochi, che sono solidarietà, altruismo, amore e rispetto verso il prossimo, volani importanti che possono migliorare il futuro e il volto della nostra società. E a Nicholas e ai suoi genitori, da parte mia e della Fic, va una grande e doverosa ammirazione, unita alla più profonda stima. Un augurio di buon lavoro a tutti.