Onav, 65 ma non li dimostra. Grande festa ad Asti tra vino e danza
La festa per i 65 anni dell’Organizzazione nazionale assaggiatori ha celebrato il connubio vino-danza, non a caso due delle espressioni più spontanee e presenti, pur con differenti declinazioni, in ogni tempo e popolo
Sarà la forza vitale di Vito Intini, la sua gioia di vivere e la passione che ne caratterizzano attività e carattere, ma l’Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori vino) non appare affatto - anche al critico più feroce - un’associazione imbalsamata che ripropone eventi ripetitivi, stantii e troppo spesso condizionati da interessi commerciali neppure troppo velati. Si veda per esempio la festa (perché di una festa si tratta e non di una celebrazione) per i 65 anni, giocata su un doppio binario: il vino è cultura, così come lo è qualsiasi espressione dell’ingegno e della creatività, e il vino fa parte della vita e della storia del Paese, cui arreca un non indifferente supporto economico.

Ecco allora che la grande festa ad Asti - città che nel lontano 1951 ha visto nascere l’Onav per lungimirante iniziativa della Camera di commercio e di alcune personalità del settore e tuttora sede nazionale dell’Associazione - ha celebrato il matrimonio tra vino e danza, non a caso due delle espressioni più spontanee e presenti, pur se con differenti declinazioni, in ogni tempo e in ogni popolo.
Al teatro Alfieri, infatti, è andata in scena una rappresentazione originale che dal grappolo al calice ha scandito le tappe più significative dell’Onav: dalla fondazione alla recente grande intuizione del progetto Convi-Consulta nazionale del vino italiano (sempre più fondamentale per il vino italiano), passando logicamente per le figure che con disinteresse e generosità l’hanno diretta. Cuore dello spettacolo, la coreografia originale “Dalla terra al bicchiere” scritta appositamente per l’Onav da Luca Rapis, allievo del grande Maurice Béjart, che si è ispirato al movimento del vino versato in un calice di cristallo: un movimento che vediamo usualmente, ma che solo la sensibilità di un artista può aver letto in chiave coreutica.
La seconda parte della mattinata è stata invece dedicata alla storia dell’Associazione, con le tappe fondamentali percorse sulle note delle arie legate nella nostra memoria ai momenti più importanti vissuti dal Paese negli ultimi 65 anni: testimonianza dell’indissolubile legame tra il vino e gli Italiani, significativamente sintetizzato nel claim “wine, passion & skill” recentemente lanciato dall’Onav.
Anche sul piano della più tradizionale delle attività legate alla cultura del vino, la degustazione, l’Onav ha interpretato il filo della storia che porta inesorabilmente (nonostante gli ostacoli e i muri eretti da alcuni stolti) all’integrazione tra i popoli e quindi alla conoscenza dei vini e della gastronomia che ne esprimono la quotidianità.
In quest’ottica, di grande rilevanza è stato “Pfalz Top Sweet Wines”, un evento articolato su due serate (a Genova e a Milano) in cui il presidente Intini ha raccontato il Palatinato (Pfalz), regione vinicola simbolo della Germania e patria di Riesling di straordinaria eleganza ed equilibrio tra acidità e dolcezza. Due serate eccezionali rese possibili dalla collaborazione del Consorzio del Palatinato con quattro tipologie di Riesling testimoni dell’accuratezza posta dai locali vignaioli nel realizzare questo loro gioiello: Auslese (vendemmia da grappoli selezionati), Beernauslese (vendemmia da acini selezionati), Trochenbeernauslese (vendemmia da acini appassiti selezionati) e dulcis in fundo gli Eiswein (prodotti con acini congelati nelle prime gelate invernali).

Ecco allora che la grande festa ad Asti - città che nel lontano 1951 ha visto nascere l’Onav per lungimirante iniziativa della Camera di commercio e di alcune personalità del settore e tuttora sede nazionale dell’Associazione - ha celebrato il matrimonio tra vino e danza, non a caso due delle espressioni più spontanee e presenti, pur se con differenti declinazioni, in ogni tempo e in ogni popolo.
Al teatro Alfieri, infatti, è andata in scena una rappresentazione originale che dal grappolo al calice ha scandito le tappe più significative dell’Onav: dalla fondazione alla recente grande intuizione del progetto Convi-Consulta nazionale del vino italiano (sempre più fondamentale per il vino italiano), passando logicamente per le figure che con disinteresse e generosità l’hanno diretta. Cuore dello spettacolo, la coreografia originale “Dalla terra al bicchiere” scritta appositamente per l’Onav da Luca Rapis, allievo del grande Maurice Béjart, che si è ispirato al movimento del vino versato in un calice di cristallo: un movimento che vediamo usualmente, ma che solo la sensibilità di un artista può aver letto in chiave coreutica.
La seconda parte della mattinata è stata invece dedicata alla storia dell’Associazione, con le tappe fondamentali percorse sulle note delle arie legate nella nostra memoria ai momenti più importanti vissuti dal Paese negli ultimi 65 anni: testimonianza dell’indissolubile legame tra il vino e gli Italiani, significativamente sintetizzato nel claim “wine, passion & skill” recentemente lanciato dall’Onav.
Anche sul piano della più tradizionale delle attività legate alla cultura del vino, la degustazione, l’Onav ha interpretato il filo della storia che porta inesorabilmente (nonostante gli ostacoli e i muri eretti da alcuni stolti) all’integrazione tra i popoli e quindi alla conoscenza dei vini e della gastronomia che ne esprimono la quotidianità.
In quest’ottica, di grande rilevanza è stato “Pfalz Top Sweet Wines”, un evento articolato su due serate (a Genova e a Milano) in cui il presidente Intini ha raccontato il Palatinato (Pfalz), regione vinicola simbolo della Germania e patria di Riesling di straordinaria eleganza ed equilibrio tra acidità e dolcezza. Due serate eccezionali rese possibili dalla collaborazione del Consorzio del Palatinato con quattro tipologie di Riesling testimoni dell’accuratezza posta dai locali vignaioli nel realizzare questo loro gioiello: Auslese (vendemmia da grappoli selezionati), Beernauslese (vendemmia da acini selezionati), Trochenbeernauslese (vendemmia da acini appassiti selezionati) e dulcis in fundo gli Eiswein (prodotti con acini congelati nelle prime gelate invernali).

