In riferimento all'articolo di Matteo Scibilia relativo alla figura dei cuochi di oggi, forse vittime di un circo mediatico, riportiamo il commento del gestore di un ristorante di Rapallo (Ge), d'accordo con Scibilia nel ribadire che anche quei cuochi, magari modesti perché lontani dai riflettori, ma ugualmente abili, devono essere tutelati dai governi.


Caro Matteo,
mi permetto di chiamarti per nome in modo confidenziale anche se non ci siamo mai conosciuti. Ho letto, come sempre faccio, i tuoi articoli, su Italia a tavola. Beh credo che dentro al tuo pezzo di febbraio ci sia veramente un concentrato di verità enorme. Mi presento. Sono un cuoco ristoratore (uno di quei 10mila) e lavoro in cucina, sala, ufficio, ecc. a tempo pieno dal 1972, nei 13 anni precedenti lo facevo da studente. Mi trovo a Rapallo (Ge).

In soldoni tu dici: in Italia o fai il cuoco figo, tv, gare ecc. o fai il cuoco sgrigno da quattro palanche con qualità sotto i tacchi (mangiatene quanto ne volete di sta roba tanto non ci vuole niente a prepararla e son tutti costi bassissimi!) o sei uno come me che si sbatte e di brutto per mantenere alta la qualità di quello che cerco, preparo e servo e nel frattempo devo stare con i prezzi ridotti all'osso perchè sennò non mi si fila nessuno e resto solo uno "caro" e basta.

Benché ammiratore di Petrini perchè nel bene o nel male penso che abbia fatto un lavoro unico, devo concordare con te che il cibo buono non se lo possono permettere tutti. E fino a che i governi faranno il gioco delle industrie con regole assurde che solo le industrie possono rispettare quelle persone continueranno sempre a non potersele permettere e saranno sempre del gatto, perché se si aiuta solo l'industria e si da addosso al piccolo, lui soccombe e roba buona se ne trova sempre di meno. Questa é la realtà.

Le industrie comandano in tutti i campi dell'alimentare: agricoltura, allevamento, regole sanitarie. Tutto nelle loro mani. E io (noi) a rincorrere delle belin di leggi che manco ci spiegano! Tutto ciò ha un risultato: che nei Paesi dove sono ormai stra abituati a mangiare male e industriale e dove si é appiattita verso il basso la qualità, si arriva a pensare di mangiar meglio! Evviva! Io nel mio piccolo e per le mie capacità continuerò a combattere contro i mulini a vento che in questo paese si moltiplicano ogni giorno.

Se vedemmu.
Ciao, Fausto