Dopo aver affrontato, il mese scorso, come valutare il conto economico, ovvero il prospetto che riporta la visione gestionale complessiva annuale di un’impresa, è il momento ora di occuparci dello stato patrimoniale. Esso è il prospetto che fotografa, in un preciso istante, ciò che l’impresa possiede e ciò di cui l’impresa è debitrice. Evidenzia quindi i beni materiali e immateriali di cui l’impresa dispone (impianti e macchinari, automezzi, brevetti, terreni, fabbricati, diritti, prodotti in magazzino, crediti verso clienti, denaro in cassa, altri crediti, ecc.), che sono classificati come impieghi o attività, e i valori di cui l’impresa è debitrice (debiti verso le banche, debiti per altri finanziamenti, debiti verso fornitori, debiti verso l’erario, debiti per mutui, debiti verso il personale dipendente, debiti verso gli azionisti sotto forma di capitale sociale, riserve o utili da distribuire, ecc.), che sono classificati come fonti o passività.



In generale, il concetto di base è che l’impresa si trova in equilibrio quando le attività sono quantitativamente uguali alle passività più il patrimonio netto; è per questo motivo che lo stato patrimoniale spesso comunemente è chiamato “bilancio”. Il collegamento tra conto economico e stato patrimoniale si verifica nell’attribuzione del reddito o perdita dell’esercizio al patrimonio netto.

Il reddito netto dell’esercizio evidenzia di quanto è aumentato il valore del patrimonio netto dell’impresa a seguito di una gestione economica, mentre, per contro, la perdita di esercizio evidenzia di quanto il patrimonio netto dell’impresa diminuisce a seguito di una gestione non economica.

Nell’analisi dello stato patrimoniale sono tre i parametri che rivestono enorme importanza:
  • Margine di tesoreria: è dato dalla differenza tra la somma delle liquidità immediate e delle liquidità differite e le passività correnti. Una differenza positiva testimonia che l’impresa è in grado di fronteggiare le passività a breve termine con le proprie risorse;
  • Capitale circolante netto: è dato dalla somma di liquidità immediate, liquidità differite e realizzazioni. Un dato positivo per l’azienda è dato dalla differenza positiva tra il capitale circolante netto e le passività correnti: ciò significa che con il capitale circolante si coprono parzialmente o totalmente anche le passività a medio/lungo termine;
  • Margine di struttura netto: è dato dalla differenza tra il capitale netto (capitale sociale + le riserve + l’eventuale utile) e le immobilizzazioni tecniche; se esso è positivo, è un dato importante per l’azienda, che riesce in questo caso a finanziare interamente le immobilizzazioni.