Tutto quello che abbiamo scritto sino ad ora sul business plan è servito a fornire le informazioni inerenti la professionalità necessaria per lo sviluppo dell’idea: il mercato, le persone coinvolte, i mezzi e le attrezzature necessarie, ecc. Si tratta ora di calcolare e stilare, sulla base di queste informazioni, un bilancio previsionale. Questa è l’unica parte del business plan a non dover essere discorsiva, ma basarsi essenzialmente sui numeri e su indici che diventano estremamente significativi per monitorare la situazione contingente o le potenzialità aziendali inespresse.

Il conto economico è il prospetto che riporta la visione gestionale complessiva annuale, caratteristica ed extra-caratteristica. È sicuramente il prospetto aziendale più conosciuto e forse il più significativo: esso evidenzia in estrema sintesi la capacità o l’incapacità dell’impresa di vendere, acquistare o produrre in modo profittevole.



La differenza tra i ricavi e le varie voci di costo, distinte tra variabili e fisse ma aggregate secondo la loro destinazione (produzione, commercializzazione, gestione amministrativa, ecc.) evidenzia come, procedendo nel ciclo economico, l’impresa stessa è in grado o meno di rispondere a quel requisito di economicità e quindi di profittabilità che è essenziale per la riuscita di qualsiasi forma di attività imprenditoriale.

Quali sono le caratteristiche fondamentali del conto economico? I punti cardine del conto economico sono rappresentati da:
  • ricavi netti, che segnalano il volume di vendite ottenuto nell’esercizio considerato;
  • margine lordo di contribuzione, che evidenzia l’ulteriore economicità della fase distributiva e commerciale e che rappresenta, per altro, l’apporto della vendita alla copertura dei costi fissi;
  • reddito operativo, che indica la bontà della gestione caratteristica, indipendentemente da come l’azienda si è finanziata, e costituisce il valore prodotto dall’azienda per la remunerazione del capitale sociale, del capitale di terzi (se è presente) e dell’erario;
  • reddito netto, che segnala la capacità dell’impresa di generare valore da assegnare ai detentori di quote societarie.

Sinteticamente possiamo definire il margine di contribuzione come i ricavi netti delle vendite (consumo di materie prime e semilavorati + altri costi variabili); il reddito operativo come il margine di contribuzione dato da costi strutturali industriali + costi fissi commerciali + costi fissi amministrativi; e il reddito netto come l’utile pre-tax (reddito operativo meno compensi finanziari e straordinari) meno le imposte.