Riuscirà il sontuoso Crudo e il cotto di filetto di manzo irlandese con cilindro di polenta, pomodorini e prezzemolo a toccare il cuore e il palato dei giudici del Bocuse d’Or di Lione?

È questo il piatto di carne che presenterà Alfio Ghezzi,vincitore della Selezione italiana della competizione e cuoco della Locanda Margon di Trento, portabandiera della cucina italiana alla finale del più prestigioso concorso gastronomico internazionale che si svolgerà a Lione il 29 e 30 gennaio nell’ambito del Salone mondiale dell’alta ristorazione Sirha 2013.

Il piatto e la squadra che partirà per la Francia con la speranza di conquistare, o almeno di avere un incontro ravvicinato con la mitica statuetta d’oro per l’Italia sempre irragiungibile, sono stati presentati alla stampa a Trento alla Cantina Ferrari, l’azienda trentina che sostiene l’evento e che da sempre considera l’alta cucina un’ambasciatrice privilegiata del Trento Doc della Famiglia Lunelli.

In più Alfio Ghezzi è il cuoco del ristorante di casa Ferrari, la locanda Margon, nel verde dei vigneti delle colline. Alla presentazione sono intervenuti il presidente Ferrari e Surgiva Matteo Lunelli, il portabandiera Alfio Ghezzi, il presidente dell’equipe Giancarlo Perbellini, la promotion manager Daniela Neziosi dell’Accademia del Gusto, Carlo Spinetti dell’Associazione Promozione Territorio e John Keane dell’Italia Bord Bia che ha elogiato le qualità organolettiche e i benefici della sana carne dei pascoli irlandesi.

«Siamo orgogliosi che spetti a Ghezzi - ha detto Matteo Lunelli - di rappresentare il nostro Paese al Bocuse d’Or, perché la sua cucina raffinata valorizza i sapori e le tradizioni del nostro Trentino». La squadra in partenza per Lione, presieduta da Giancarlo Perbellini, patron dell’omonimo ristorante di Isola Rizza (Vr), è composta oltre che da Ghezzi, dal coach Frederic Garnier e dal diciassettenne e promettente commis Sebastiano Cont. A loro si aggiungono la promotion manager Daniela Neziosi, la designer Ylenia Agate e il fotografo Paolo Chiodini.



Per un mese l’intero staff si è allenato per 5 ore e 35 minuti al giorno, lo stesso tempo assegnato dal regolamento del concorso, sperimentando gli abbinamenti più consoni alla tradizione e al gusto italiano e traducendoli nel piatto presentato, il filetto irlandese, scelta obbligata per il nuovo regolamento, così come per il piatto di pesce saranno rombo e astice.

Altra novità: il filetto verrà presentato intero, non porzionato, adagiato su un un vassoio di acciao e plexiglass ispirato da un’idea dello stesso Ghezzi e realizzato da Ylenia Agate. La vivace composizione vuole rievocare i giardini all’italiana della Reggia di Caserta. La carne sarà abbinata a prodotti tipicamente italiani, come Olive Taggiasche, pomodorini vesuviani del Piennolo, polenta, Trentingrana e salsa di Barolo.

Molte le novità di questa edizione 2013 a cominciare dalla scelta obbligata dell’ingrediente base, carne o pesce, da presentare con tre guarnizioni diverse, fino a nuove regole sull'assegnazione dei punteggi. Da questa edizione infatti 20 punti andranno alla riconoscibilità geografica del piatto.

«Per questo – ha detto Alfio Ghezzi – abbiamo cercato di caratterizzare il piatto con prodotti tipicamente italiani, dal Nord al Sud, perché il patrimonio della cucina italiana è tutto nelle tradizioni regionali. Quasi d’obbligo inoltre pensare a una salsa, in questo caso di pomodoro, con leggera traccia di erbe e di lardo, se non ci si deve distaccare molto dalla tradizione francese e internazionale. Ci siamo molto preparati e cercheremo di fare del nostro meglio».

All'astice gli italiani abbineranno una sorta di salsa olandese fatta con le uova del crostaceo invece che con le uova. Ghezzi e la squadra tricolore a Lione dovranno vedersela con altri 23 finalisti in gara, risultato di un processo di selezione durato 18 mesi con 56 concorsi nazionale e tre continentali (America Latina, Asia e Europa).

A giudicarli saranno i 24 presidenti dei Paesi partecipanti. Quest’anno il presidente d’onore del Bocuse d’Or sarà l’italiano Enrico Crippa del ristorante Piazza Duomo Alba, su cui è da poco caduta la terza Stella Michelin. Chissà che si riesca a spuntarla contro gli agguerriti nordici ha che nelle ultime competizioni hanno monopolizzato attenzione e palati di questa kermesse internazionale prestigiosa, definita come i Giochi Olimpici della ristorazione.

La manifestazione nasce nel 1985 da un'idea di Paul Bocuse che dopo la seconda edizione del Salon des Métiers de Bouche, il futuro Sirha, volle creare un evento di portata internazionale dedicato alla ristorazione. Dopo due anni di lavoro si svolge così il primo campionato. L’Italia è arrivata 14 volte in finale, ma non è mai riuscita a portare a casa l'oro.

Ma chi è Alfio Ghezzi su cui sono state riposte tante speranze? Classe 1970, trentino, dal 2010 è capocuoco della Locanda Margon che già l’anno successivo al suo arrivo ha conquistato la prima Stella Michelin. Ha un grande passato dietro le spalle, con esperienze in importanti alberghi. Dopo anni dedicati alla docenza torna poi alla primaria vocazione a fianco di maestri come Gualtiero Marchesi e Andrea Berton.

«Con lui - ha detto Perbellini - presenteremo le nostre tendenze, in un confronto inedito tra cultura, tecnica e creatività». Chi ha detto che l'importante non è vincere ma partecipare?