Al via i corsi Junior in Lombardia. Onav per la cultura del bere di qualità
Sviluppando il principio che la lotta all’abuso degli alcolici deve essere basata sulla conoscenza del vino anche in rapporto alle possibili reazioni di chi ne fruisce e sulla cultura del bere di qualità e non in quantità, l’Onav dal 12 settembre avvia i corsi Junior in numerose province lombarde

Simonetta Carminati e Vito Intini (nella foto) hanno recentemente ribadito la particolare attenzione che l'attuale dirigenza dell'Onav riserva ai giovani e alle donne e l'impegnativa scelta di agire nella società con proposte precise rinunciando a rinchiudersi nel tranquillo orticello dell'analisi sensoriale.
Un tema che in questi anni ha creato grandi emozioni, ampliate da ondate mediatiche, è quello dei troppi incidenti, anche mortali, di cui i giovani sono vittime soprattutto nei fine settimana. Seguendo il principio 'Sbatti il mostro in prima pagina” si è criminalizzato chi meno ne ha colpa: il vino (creando anche pesanti problemi non solo a una componente importante della nostra economia, ma anche al comparto ristorativo) e si è trovata la soluzione in provvedimenti repressivi.
Non si vuol discutere sulla loro validità, ma l'Onav è giustamente convinta che la repressione da sola non sia sufficiente se non è accompagnata da un'azione culturale. Poiché ognuno deve operare in relazione alla propria attività l'Onav sta attivando iniziative finalizzate a «stimolare la propensione al bere consapevole avvicinando i giovani alla cultura del vino e della qualità» come ha dichiarato Simonetta Carminati in occasione della consegna del diploma di assaggiatrice a Monica Gamba (iscritta alla sezione di Bergamo) prima socia junior che simbolicamente impersona i mondi giovanile e femminile cui l'Onav rivolge particolare attenzione.Sviluppando il principio che la lotta all'abuso degli alcolici deve essere basata sulla conoscenza del vino anche in rapporto alle possibili reazioni di chi ne fruisce e sulla cultura di bere qualità e non quantità, l'Onav dal 12 settembre ha varato - accanto a quelli tradizionali aperti ai 'senior” - corsi Junior a Varese, Monza, Mantova, Como, Sondrio, Milano, Lodi, Bergamo, Pavia, Cremona e Brescia. Il loro scopo è infondere i presupposti per stimolare la competenza e la consapevolezza che sono alla base di un atteggiamento moderato nei confronti del vino (e degli alcolici in genere) mettendone in risalto anche il valore culturale per il Paese quale espressione delle diversità territoriali.
La loro importanza formativa ed educatrice è stata sinteticamente sottolineata dalla neodiplomata quando ha dichiarato: «Diventando assaggiatori si può comprendere meglio cosa si beve e come berlo. è importante che i giovani frequentino questo tipo di lezioni perché c'è chi beve senza apprezzare ciò che sta consumando: è fondamentale invece comprendere cosa ci sia dietro».
Il vino è da sempre il risultato di un lavoro complesso e il riflesso della cultura della società in cui vive: nel passaggio da alimento a componente edonistica la qualità è divenuta fondamentale e il vino - come tutte le cose belle e preziose - deve essere consumato a piccole dosi affinché si avveri la mission indicata nel XIII secolo da Tomaso d'Aquino: 'Il vino rende lieto il cuore dell'uomo”.
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