Sabato 2 luglio presso la Contadi Castaldi di Adro (Bs), una delle più interessanti aziende franciacortine, si è svolta la cerimonia di consegna del diploma a tutti gli appassionati che hanno frequentato (superando l'esame conclusivo) i tanti corsi organizzati dall'Onav Lombardia nella prima parte dell'anno. L'evento rientrerebbe nella routine dell'attività di un'Associazione particolarmente vivace e attiva se uno degli attestati consegnati non fosse emblematico del suo principale impegno per i prossimi mesi e della scelta di agire nella società con proposte precise e rinunciando a rinchiudersi nel tranquillo orticello dell'analisi sensoriale.



Si tratta del diploma consegnato a Monica Gamba (nella foto mentre riceve l'attestato da Vito Intini, consigliere nazionale e delegato Onav di Milano), prima Socia Junior (iscritta alla sezione di Bergamo) che impersona i mondi giovanile e femminile destinatari di iniziative finalizzate a «stimolare la propensione al bere consapevole avvicinando i giovani alla cultura del vino e della qualità, un mondo che anche le giovani donne approcciano sempre più», come ha dichiarato Simonetta Carminati, presidente Onav Lombardia.

L'importanza formativa ed educatrice di corsi come quelli dell'Onav incentrati soprattutto sulla conoscenza del vino anche in rapporto alle possibili reazioni di chi ne fruisce è stata icasticamente sottolineata dalla neodiplomata quando ha dichiarato: «Diventando assaggiatori si può comprendere meglio cosa si beve e come berlo. è importante che i giovani frequentino questo tipo di lezioni perché c'è chi beve senza apprezzare ciò che sta consumando: è fondamentale invece comprendere cosa c'è dietro».

E per dare concretezza alla decisione di impegnarsi contro l'abuso degli alcolici e divulgare una corretta cultura del bere finalizzata alla qualità e non alla quantità l'Onav con la stagione dei corsi che inizierà il 12 settembre accanto a quelli tradizionali aperti ai 'senior” ne ha varato alcuni Junior a Varese, Monza, Mantova, Como, Sondrio, Milano, Lodi, Bergamo, Pavia, Cremona e Brescia. Il loro scopo è infondere i presupposti per stimolare la competenza e la consapevolezza che sono alla base di un atteggiamento moderato nei confronti del vino (e degli alcolici in genere) mettendone in risalto anche il valore culturale per il Paese quale espressione delle diversità territoriali.

Il vino in ogni epoca è stato il risultato di un lavoro complesso e il riflesso della cultura della società in cui vive: nel passaggio per tutti da alimento a componente edonistica della vita la ricerca della qualità è divenuta fondamentale e il vino - come tutte le cose belle e preziose - deve essere quindi consumato a piccole dosi e con piena coscienza di cosa si sta sorseggiando.