Nessun aiuto dalle istituzioni Per i cuochi l’obiettivo è fare squadra
Le istituzioni si stanno dimostrando sempre più indifferenti alle richieste del popolo. L'ultimo referendum ha mostrato una chiara risposta a questo Governo. Il settore della ristorazione ha bisogno di un gruppo-regia per la valorizzazione dell'attività dei cuochi e per avanzare nuove proposte
Quando le istituzioni e altri soggetti non rispondono alle domande che il popolo rivolge vuol dire che non si hanno argomenti per rispondere e sotto sotto mascherano un comportamento poco democratico, credendo che con la loro posizione attuale posso fare e disfare ciò che credono. Ma il popolo, che è sovrano e intelligente, sa come rispondere al silenzio delle Istituzioni, vedi il risultato dei Referendum, che è stata una sonora risposta a questo Governo. Non entro nel merito dei quesiti, ma bisogna che tutti ci facciamo un esame di coscienza e ritorniamo ad essere normali, i super eroi dei cartoni animati non possono convivere con la politica e i problemi della gente.Come tutti, veniamo giudicati. Non so se questo Governo alla fine avrà ancora i numeri e le argomentazioni per affrontare un'ennesima ed estenuante campagna elettorale, ma certamente avrà di fronte un'intera categoria - quella degli agricoltori e ristoratori - contro, semplicemente perché non ha fatto nulla di concreto, almeno fino ad oggi e a prova contraria. Il ministero delle Politiche agricole si è limitato a dare un contentino per far stare buone alcune aree del Paese, guarda caso tutte le aree da cui sia i precedenti Ministri che quello attuale provengono. Nulla in contrario, ma vige ancora una volta una vecchio metodo partitocratico della prima Repubblica.
I problemi del Paese sono ben altri e vanno affrontati con pianificazione e non soltanto regalando un paio di centinaio di euro, che non servono a nulla se non a rimandare il problema. Noi Italiani abbiamo un grande vizio ed errore: non sappiamo fare squadra, è questo uno dei nostri grandi mali. Tutti vogliono tutto e subito, tutti non vogliono cedere di un millimetro e alla fine ci si perde tutti, non sono un fan della Fiat né tanto meno un ammiratore di Marchionne, ma un italo-canadese è venuto in Italia a darci lezione di come si fa impresa. La Fiat, la nostra più grande Impresa italiana. Dico la nostra perché negli anni passati noi tutti abbiamo gratuitamente elargito fior di milioni di lire ed euro, ma con grande capacità imprenditoriale e voglia di fare squadra, il Marchionne è andato a casa degli americani e gli ha strappato in meno di un anno la loro casa automobilistica di punta, facendo scelte coraggiose e appoggiato sia dai sindacati sia dalla gente comune, quella stessa gente che oggi lavora, forse con meno salario, ma lavora!
Noi invece testardi e credendo di essere i migliori, ce ne freghiamo del Marchionne di turno e ci facciamo fregare quel poco di buono che abbiamo in Italia. Persino i francesi hanno ben inteso di che pasta sono fatti gli italiani, infatti la Parmalat, a breve, non solo parlerà francese ma anche se dai vertici della Lactis hanno assicurato che nulla cambierà, secondo voi i francesi spendono soldi senza trarne vantaggio? Ovvio che daranno priorità ai loro agricoltori, ma se stanno invadendo la Libia pur di portarsi a casa qualche litro di petrolio, anche lì ci stiamo facendo fregare.

L'Italia per colpa di questo suo modo presuntuoso e poco collaborativo sta perdendo terreno e non solo quello, per questo il mio invito, per l'ennesima vota, a creare un grande gruppo della categoria dei cuochi e ristoratori. Se non facciamo squadra ci ritroveremo con il culo a terra, scusate l'espressione, ma da conquistatori che eravamo siamo diventati un popolo di menefreghisti arroccati dentro le nostre roccaforti a difendere un orticello che domani se non stiamo attendi ce lo prendono senza che noi ce ne accorgiamo.
Il ministero delle Politiche agricole non vuole fare una politica seria, chi se ne frega, noi abbiamo un arma letale, lo abbiamo dimostrato mille e mille volte. Se oggi l'Italia è un Paese democratico è grazie a quello strumento del voto, grazie al gioco di squadra che abbiamo dimostrato anche nella tornata referendaria. Quindi il mio appello, e continuerò in tal senso, è di metterci intorno a un tavolo, tutte le associazioni, per creare una gruppo-regia per la valorizzazione-promozione e per avanzare proposte. Almeno per una volta nella nostra esistenza usciamo fuori dalle roccaforti e facciamo squadra! Altrimenti domani parleremo solo francese e americano e forse anche cinese!
* General manager de Il Villaggio - Jeddah (Arabia Saudita)
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