MILANO - Nel 2010, in un mutato panorama dei consumi, si è registrata una crescita complessiva del beverage dell'1,2% in valore e del 2% in termini di volume. Crescono gli alcolici del 4,7% e gli analcolici del 5,3% mentre le specialità birrarie moltiplicano l'offerta dei prodotti e si assiste a un ritorno della mixology classica.

Queste le novità della terza edizione dell'evento promosso dal network Barmood in collaborazione con Deloitte che si è tenuto presso l'Hotel 'Enterprise” di Milano. Molto ricca, come di consueto, l'agenda degli interventi che prevedevano apprendimenti su temi diversi, dai dati di consumo alla formazione manageriale, dal ritorno del 'classico” tanto caro ai bartender italiani alle tendenze nei locali alla moda.

Moderati da Paola Gallas, direttore responsabile di 'Barmood”, i lavori sono stati introdotti da due interventi di scenario. Il primo, di Dario Righetti di Deloitte, sul panorama internazionale del mondo del bere mix tra le turbolenze dei mercati e dei  consumi, il secondo, di Laura Dal Corso della Nielsen, dedicato ai consumi in Italia con particolare riferimento al canale Horeca.

Si è passati quindi a un intervento di taglio più formativo. Dopo il successo della sua partecipazione al workshop organizzato in marzo dal Tip Summit di Job in Tourism, Mauro Manni di 'Accademia del bere” ha tenuto una lezione sul tema del marketing applicato ai bar con esempi pratici. Quindi Leonardo Leuci, cofondeur del 'The Jerry Thomas Project”, ha analizzato il fenomeno della rinascita della mixology classica con la riscoperta dei grandi bartender e dei cocktail del passato, con suggestioni su quanto sta accadendo a livello nazionale e mondiale.

Se lo scorso anno era stato affrontato il tema del 'lusso” con interventi, tra gli altri, di Giorgio Fadda presidente di Aibes e di Domenico Avolio del Centro informazioni Champagne, quest'anno l'approfondimento è stato dedicato alle tendenze e ai consumi nei locali serali e notturni dove ogni sera vengono preparati numerosi drink. E che costituiscono un osservatorio privilegiato sulle tendenze e sulle dinamiche di consumo movimentando importanti volumi di vendita con problematiche non sempre semplici da gestire, come le normative sui limiti di alcol per i guidatori.

Nel corso del Convegno è stata presentata un'analisi dal titolo 'A che punto è la notte”. Fra i temi trattati anche alcuni spunti di riflessione emersi dal dibattito sul social network 'The Cybartender” sul ruolo delle associazioni di categoria. Sul valore economico dell'intrattenimento notturno c'è stata poi una relazione di Antonio Flamini, vice presidente del Silb-Fipe, mentre Oscar Cavallera, direttore di  ”Bar University” e docente del Politecnico di Milano, ha parlato dei cinque gradi del  cambiamento della notte.

Il convegno si è concluso con  una tavola rotonda alla quale hanno partecipato, oltre a vari relatori, anche  il presidente del  Classic Cocktail Club Michele Di Carlo, Marco De  Padova del Comitato pubblici esercizi di  corso Como, Stefano Rotta dell'Aspi con l'intervento di alcuni ospiti in sala.


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