Un passo avanti sui buoni pasto Meno commissioni per gli esercenti
Nelle gare di appalto per l’assegnazione del servizio sostitutivo di mensa, nel bando dovranno essere indicati la commissione massima da applicare ai pubblici esercizi e i tempi di pagamento (da non superare) da parte delle società emettitrici al momento della riconversione in denaro dei buoni
Gli esercenti che accettano buoni pasto possono tirare un sospiro di sollievo. Nelle prossime gare di appalto per l'assegnazione del servizio sostitutivo di mensa, nel bando dovranno essere indicati la commissione massima da applicare ai pubblici esercizi e i tempi di pagamento (da non superare) da parte delle società emettitrici al momento della riconversione in denaro dei buoni pasto. Sono questi, assieme alla regolamentazione dei servizi aggiuntivi, i punti salienti stabiliti nel documento stilato dall'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici a cui Fipe e le strutture ad essa associata si erano rivolte con più audizioni proprio per mettere ordine nel settore. Va ricordato che il mercato dei buoni pasto riguarda due milioni e mezzo di lavoratori, genera un fatturato da circa 2,5 miliardi di euro e che la prossima gara per l'assegnazione dei buoni pasto per la pubblica amministrazione (gara Consip buoni pasto 6) è alle porte. Il parere dell'Authority dunque imporrà condizioni precise nella stesura del bando di gara.
«Si tratta di un primo passo importante – commenta il presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani – verso un mercato e un servizio migliore per tutti. Con questo provvedimento, agli esercenti non potranno essere imposte commissioni insostenibili, né tali commissioni potranno essere gravate dai famigerati servizi aggiuntivi, vere e proprie vessazioni ingiustificate».
L'Avcp stabilisce, infatti, che i servizi aggiuntivi, cioè una serie di prestazioni a pagamento che venivano imposte a posteriori a bar e ristoranti convenzionati, rientrino nella procedura di gara e non debbano riguardare prestazioni di vario genere, ma essere strettamente attinenti al servizio fornito. Nel testo dell'Avcp si legge: «al fine di evitare che i costi degli elevati ribassi presentati in sede di offerta economica vengano traslati sulla rete di esercizi convenzionati, mediante modifiche delle commissioni di rimborso giustificate in ragione della fruizione di servizi aggiuntivi, è opportuno rimarcare l'assoluta facoltatività degli stessi. I servizi aggiuntivi, infatti, non possono, in alcun caso, essere imposti alla rete degli esercenti o costituire condizione per l'ingresso o la permanenza nella rete stessa».
Maggiore chiarezza è stata fatta anche sugli accordi di convenzionamento. Sempre l'Avcp ribadisce, infatti, che gli accordi tra emettitori ed esercenti possano essere stipulati e modificati esclusivamente in forma scritta con specifica accettazione delle parti.«Diamo atto volentieri all'Authority – sostiene con soddisfazione Franco Tumino, Presidente Anseb, l'associazione degli emettitori buoni pasto aderente a Fipe-Confcommercio - di aver fondamentalmente corretto i propri precedenti orientamenti che hanno purtroppo aiutato un forte imbarbarimento del mercato negli appalti. L'atto di indirizzo lascia tra l'altro libere le stazioni appaltanti di escludere del tutto i servizi aggiuntivi dalla gara; una svolta su questo piano è dunque realmente possibile».
Per Anseb, tuttavia, non si tratta di una vittoria su tutta la linea. «Non altrettanto soddisfatti – prosegue Tumino – possiamo essere nei confronti di un altro problema e di un'altra parte della Determinazione, quella che riguarda le formule di attribuzione dei punteggi. Anseb aveva chiesto indicazioni chiare che evitassero gare al massimo ribasso, anche quando vengono fatte con il metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa che prevede cioè la attribuzione di punteggi troppo premianti per i ribassi. Una situazione a cui si è giunti con le modifiche introdotte dal Governo due anni fa alle gare di questo tipo. Su questo punto, a nostro avviso l''Authority non è stata tanto coraggiosa. Ci auguriamo che in un prossimo atto di carattere generale sulle gare nel settore dei servizi vorrà esprimersi con maggiore determinazione».
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