Successo per il Pesto day Il giro del mondo del piatto “doc”
Quasi mille cuochi, in 70 Paesi, il 17 gennaio, hanno cucinato il Pesto genovese, piatto ufficiale dell'International day of italian cuisines. Da Hong Kong a New York da Stoccolma alla Nuova Zelanda un'ola che ha coivolto i cuochi italaini nel mondo. Assegnati anche gli Oscar della cucina italiana
Qual è la gloria di Dante appresso a quella del Pesto genovese? Per descrivere quanto è successo nell'ultima Giornata mondiale delle Cucine italiane (Idic – International day of italian cuisines) del 17 gennaio scorso è quasi d'obbligo parafrasare il grande Giuseppe Prezzolini - che scrisse qualcosa del genere a proposito degli spaghetti e del loro avvento nella vita degli americani.

Quasi mille cuochi, in 70 Paesi, hanno cucinato il Pesto genovese autentico, piatto ufficiale di una giornata di cui sono stati protagonisti innanzitutto gli associati a itchefs-gvci, il network di culinary professional che promuove l'evento (www.itchefs-gvci.com).
La salsa cruda più famosa del mondo - e per questo anche la più taroccata – per un giorno ha rappresentanto non solo la cucina, ma anche la cultura italiana, agli occhi di persone di ogni nazionalità che di Dante, Alessandro Manzoni, ma anche di Umberto Eco, non hanno forse mai sentito parlare. Per questo la Idic, giunta alla sua quarta edizione, non è solo una promozione di base della cucina e dei prodotti made in Italy ma ormai anche un grande evento culturale.
Non so se ne era cosciente Paolo Pancotti, che essendo a Hawke's Bay in Nuova Zelanda, è stato probabilmente il primo a spadellare trofie e trenette, inaugurando così un'ola ideale che ha attraversato il mondo e si è conclusa idealmente a Los Angeles, forse con il personal chef Alberto Lazzarino.
Il Pesto genovese che il 17 gennaio scorso hanno mangiato migliaia di clienti nei ristoranti aderenti alla Idic è stato come - e forse più di - un libro, un dvd, un film o un sito web, nel quale leggere facilmente la storia, anzi le storie, le sensazioni, la cultura materiale, i ricordi dei luoghi dove il piatto è nato e dove si consuma al meglio.
Non solo Genova e la Liguria, con i loro ingredienti - basilico e extravergine Riviera Ligure Dop - ma l'Italia intera, quella, si, dei pinoli siciliani, dell'aglio di Vessalico e del Grana Padano stagionato indispensabili per fare un grande Pesto, ma anche quella che celebra nel 2011 i 150 anni dall'Unità della nazione. Il Pesto Genovese, al pari delle Tagliatelle al ragù bolognese, degli Spaghetti alla Carbonara e del Risotto alla Milanese, è uno di quei piatti che l'Italia l'hanno veramente unita, almeno a tavola e nell'immaginazione dei popoli del mondo.
Dalle Alpi al Lilibeo, innanzitutto, ma anche da Stoccarda alla mitica Broccolino (Brooklin), a La Boca di Buenos Aires, dove il Pesto lo portarono gli emigrati, da Tokyo a Bangkok, o a Hong Kong dove oggi lo preparano cuochi qualificati partiti dall'Italia.
L'anteprima Idic a New York e a Singapore
Come negli anni scorsi la Idic 2011 è stata aperta a New York con un'anteprima di due giorni (12 e 13 gennaio) organizzata all'Italian culinary academy di Manhattan, diretta da Cesare Casella, leader itchefs-gvci negli Usa. Il fitto programma di eventi ha incluso laboratori su prodotti tipici italiani e un lancio per i media dove il Pesto è stato preparato da Andrea Della Gatta, presidente del Consorzio del Pesto Genovese. Durante il lancio c'è stato un collegamento con Genova dove era in corso una conferenza stampa di presentazione dell'evento, organizzata dalla Regione Liguria e dall'assessore all'Agricoltura Giovanni Barbagallo e con la presenza di Gino Razzano, cuoco di yacht con base a Montecarlo, in rappresentanza del network itchefs-Gvci. Tra gli eventi dell'Anteprima della Grande Mela, Paolo Monti, executive chef del Gruppo Gaia di Hong Kong, ha cucinato uno squisito pranzo per il lancio del Programma di tracciabilità e Alta Qualità dell'olio extravergine di oliva italiano, promosso dal Consorzio nazionale degli olivicultori.
Alajmo & Bottura per gli Oscar della cucina italiana
La Idic è anche un momento per promuovere la cultura enogastronomica in generale e per questo per il secondo anno si sono assegnati gli Italian cuisine worldwide awards, gli Oscar della cucina italiana, durante una cena di gala preparata da Massimiliano Alajmo, il cuoco tristellato Michelin de Le Calandre di Rubano (Padova). Tra i premiati per gli Usa, gli chef Paul Bartolotta e Mario Batali, il ristoratore Tony May e Dorothy Cann Hamilton, direttrice dell'International Culinary Center di New York.
Due dei dieci oscar assegnati quest'anno sono andati ai ristoratori Beppe de Vito e Roberto Galetti di Singapore. Le esclusive statuette in ceramica di Faenza, realizzate dallo scultore Goffredo Gaeta, sono state loro consegnate, proprio a Singapore, nel corso di un pranzo preparato da Massimo Bottura, dell'Osteria Francescana di Modena, al ristorante Forlino dove di recente è arrivato il presidente del Gvci Mario Caramella come chef patron.
Mario Caramella ha coinvolto Bottura in una simpatica simbolica preparazione del Pesto Genovese, il primo della Idic 2011. E l'ha fatto proprio mentre si collegava in video Skype con New York con Alajmo, Casella, Monti e tutti i partecipanti alla Chef's Night Out organizzata all'Italian culinary academy. La presenza nelle celebrazioni della Idic 2011 di Massimiliano Alajmo e Massimo Bottura, due dei cuochi italiani contemporanei più rappresentativi, ha un significato speciale. è una maniera di collegare il network itchefs-Gvci, impegnato nel mondo a difendere la cucina italiana autentica e tradizionale, alle espressioni più moderne e di eccellenza della stessa in Italia.
La grande ola del Pesto e il Campionato
La celebrazione vera e propria è comunque stata quella del 17 gennaio. In contemporanea con la grande ola del Pesto genovese a cui hanno partecipato centinaia di cuochi (vedi la mappa su www.itchefs-gvci.com/IDIC2011), gli associati itchefs-gvci di quattro città hanno ospitato eventi speciali e, soprattutto, le eliminatorie del Campionato mondiale del Pesto genovese al mortaio (www.pestochampionship.it).

Itchefs-gvci aveva infatti un accordo di collaborazione con l'associazione Palatifini di Genova che ogni due anni organizza la finale del campionato nel capoluogo ligure. Ha iniziato lo chef savonese Giulio Vierci a Sapporo, in Giappone. Poi è toccato a Pietro Rongoni, nel suo ristorante Aromi Italiani di Mosca (Russia), dove ha ospitato il cuoco genovese Salvatore Perrone del Consorzio del Pesto genovese, e la giuria presieduta da Mauro Cavallero di Palatifini (con Alfredo Zini, vicepresidente nazionale della Fipe, giurato speciale). Contemporaneamente a Rio de Janeiro, Francesco Carli, executive chef del Copacabana Palace Hotel, e Elena Ruocco, chef consulente del Sitio do Moinho, hanno organizzato nello stesso Hotel una raffinata cena ligure preparata dal Guest Chef Claudio Pasquarelli, del ristorante Claudio di Bergeggi, preceduta dalle batterie di qualificazione al Pesto Championship, coordinate da Roberto Panizza, l'ideatore del Campionato. Due giorni prima, Panizza era stato a New York a presiedere la giuria dell'eliminatorie nella Grande Mela. Più o meno alla stessa ora a Buenos Aires, Donato De Santis, il cuoco più conosciuto del Sudamerica (grazie ai suoi programmi sul canale El Gourmet) faceva un grande e simbolico omaggio al Pesto Genovese a La Boca, la piccola Genova dell'Argentina. Anche nella Capitale del Tango si sono svolte le eliminatorie del Campionato del Pesto, con Sara Dipaolo a presiedere la giuria.
Non si sono ancora spenti i riflettori sul Pesto e già ci chiedono quale sarà il piatto della Idcic 2012. Già, quale sarà? è presto per deciderlo, ma questa curiosità diffusa è un altro segno del successo di questa iniziativa.
*direttore international day of italian cuisines 2011
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Quasi mille cuochi, in 70 Paesi, hanno cucinato il Pesto genovese autentico, piatto ufficiale di una giornata di cui sono stati protagonisti innanzitutto gli associati a itchefs-gvci, il network di culinary professional che promuove l'evento (www.itchefs-gvci.com).
La salsa cruda più famosa del mondo - e per questo anche la più taroccata – per un giorno ha rappresentanto non solo la cucina, ma anche la cultura italiana, agli occhi di persone di ogni nazionalità che di Dante, Alessandro Manzoni, ma anche di Umberto Eco, non hanno forse mai sentito parlare. Per questo la Idic, giunta alla sua quarta edizione, non è solo una promozione di base della cucina e dei prodotti made in Italy ma ormai anche un grande evento culturale.
Non so se ne era cosciente Paolo Pancotti, che essendo a Hawke's Bay in Nuova Zelanda, è stato probabilmente il primo a spadellare trofie e trenette, inaugurando così un'ola ideale che ha attraversato il mondo e si è conclusa idealmente a Los Angeles, forse con il personal chef Alberto Lazzarino.
Il Pesto genovese che il 17 gennaio scorso hanno mangiato migliaia di clienti nei ristoranti aderenti alla Idic è stato come - e forse più di - un libro, un dvd, un film o un sito web, nel quale leggere facilmente la storia, anzi le storie, le sensazioni, la cultura materiale, i ricordi dei luoghi dove il piatto è nato e dove si consuma al meglio.
Non solo Genova e la Liguria, con i loro ingredienti - basilico e extravergine Riviera Ligure Dop - ma l'Italia intera, quella, si, dei pinoli siciliani, dell'aglio di Vessalico e del Grana Padano stagionato indispensabili per fare un grande Pesto, ma anche quella che celebra nel 2011 i 150 anni dall'Unità della nazione. Il Pesto Genovese, al pari delle Tagliatelle al ragù bolognese, degli Spaghetti alla Carbonara e del Risotto alla Milanese, è uno di quei piatti che l'Italia l'hanno veramente unita, almeno a tavola e nell'immaginazione dei popoli del mondo. Dalle Alpi al Lilibeo, innanzitutto, ma anche da Stoccarda alla mitica Broccolino (Brooklin), a La Boca di Buenos Aires, dove il Pesto lo portarono gli emigrati, da Tokyo a Bangkok, o a Hong Kong dove oggi lo preparano cuochi qualificati partiti dall'Italia.
L'anteprima Idic a New York e a Singapore
Come negli anni scorsi la Idic 2011 è stata aperta a New York con un'anteprima di due giorni (12 e 13 gennaio) organizzata all'Italian culinary academy di Manhattan, diretta da Cesare Casella, leader itchefs-gvci negli Usa. Il fitto programma di eventi ha incluso laboratori su prodotti tipici italiani e un lancio per i media dove il Pesto è stato preparato da Andrea Della Gatta, presidente del Consorzio del Pesto Genovese. Durante il lancio c'è stato un collegamento con Genova dove era in corso una conferenza stampa di presentazione dell'evento, organizzata dalla Regione Liguria e dall'assessore all'Agricoltura Giovanni Barbagallo e con la presenza di Gino Razzano, cuoco di yacht con base a Montecarlo, in rappresentanza del network itchefs-Gvci. Tra gli eventi dell'Anteprima della Grande Mela, Paolo Monti, executive chef del Gruppo Gaia di Hong Kong, ha cucinato uno squisito pranzo per il lancio del Programma di tracciabilità e Alta Qualità dell'olio extravergine di oliva italiano, promosso dal Consorzio nazionale degli olivicultori.
Alajmo & Bottura per gli Oscar della cucina italiana
La Idic è anche un momento per promuovere la cultura enogastronomica in generale e per questo per il secondo anno si sono assegnati gli Italian cuisine worldwide awards, gli Oscar della cucina italiana, durante una cena di gala preparata da Massimiliano Alajmo, il cuoco tristellato Michelin de Le Calandre di Rubano (Padova). Tra i premiati per gli Usa, gli chef Paul Bartolotta e Mario Batali, il ristoratore Tony May e Dorothy Cann Hamilton, direttrice dell'International Culinary Center di New York.
Due dei dieci oscar assegnati quest'anno sono andati ai ristoratori Beppe de Vito e Roberto Galetti di Singapore. Le esclusive statuette in ceramica di Faenza, realizzate dallo scultore Goffredo Gaeta, sono state loro consegnate, proprio a Singapore, nel corso di un pranzo preparato da Massimo Bottura, dell'Osteria Francescana di Modena, al ristorante Forlino dove di recente è arrivato il presidente del Gvci Mario Caramella come chef patron.
Mario Caramella ha coinvolto Bottura in una simpatica simbolica preparazione del Pesto Genovese, il primo della Idic 2011. E l'ha fatto proprio mentre si collegava in video Skype con New York con Alajmo, Casella, Monti e tutti i partecipanti alla Chef's Night Out organizzata all'Italian culinary academy. La presenza nelle celebrazioni della Idic 2011 di Massimiliano Alajmo e Massimo Bottura, due dei cuochi italiani contemporanei più rappresentativi, ha un significato speciale. è una maniera di collegare il network itchefs-Gvci, impegnato nel mondo a difendere la cucina italiana autentica e tradizionale, alle espressioni più moderne e di eccellenza della stessa in Italia.
La grande ola del Pesto e il Campionato
La celebrazione vera e propria è comunque stata quella del 17 gennaio. In contemporanea con la grande ola del Pesto genovese a cui hanno partecipato centinaia di cuochi (vedi la mappa su www.itchefs-gvci.com/IDIC2011), gli associati itchefs-gvci di quattro città hanno ospitato eventi speciali e, soprattutto, le eliminatorie del Campionato mondiale del Pesto genovese al mortaio (www.pestochampionship.it).

Itchefs-gvci aveva infatti un accordo di collaborazione con l'associazione Palatifini di Genova che ogni due anni organizza la finale del campionato nel capoluogo ligure. Ha iniziato lo chef savonese Giulio Vierci a Sapporo, in Giappone. Poi è toccato a Pietro Rongoni, nel suo ristorante Aromi Italiani di Mosca (Russia), dove ha ospitato il cuoco genovese Salvatore Perrone del Consorzio del Pesto genovese, e la giuria presieduta da Mauro Cavallero di Palatifini (con Alfredo Zini, vicepresidente nazionale della Fipe, giurato speciale). Contemporaneamente a Rio de Janeiro, Francesco Carli, executive chef del Copacabana Palace Hotel, e Elena Ruocco, chef consulente del Sitio do Moinho, hanno organizzato nello stesso Hotel una raffinata cena ligure preparata dal Guest Chef Claudio Pasquarelli, del ristorante Claudio di Bergeggi, preceduta dalle batterie di qualificazione al Pesto Championship, coordinate da Roberto Panizza, l'ideatore del Campionato. Due giorni prima, Panizza era stato a New York a presiedere la giuria dell'eliminatorie nella Grande Mela. Più o meno alla stessa ora a Buenos Aires, Donato De Santis, il cuoco più conosciuto del Sudamerica (grazie ai suoi programmi sul canale El Gourmet) faceva un grande e simbolico omaggio al Pesto Genovese a La Boca, la piccola Genova dell'Argentina. Anche nella Capitale del Tango si sono svolte le eliminatorie del Campionato del Pesto, con Sara Dipaolo a presiedere la giuria.
Non si sono ancora spenti i riflettori sul Pesto e già ci chiedono quale sarà il piatto della Idcic 2012. Già, quale sarà? è presto per deciderlo, ma questa curiosità diffusa è un altro segno del successo di questa iniziativa.
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