Parlano chiaro anche i risultati di uno dei nostri ultimi sondaggi: più del 39% dei ristoratori indica di scegliere internet come strumento di promozione ed oltre il 60% ritiene un sito web un'occasione per valorizzare il proprio locale.

Giuseppe IannottiAbbiamo chiesto a Giuseppe Iannotti (nella foto a sinistra), chef del ristorante-vineria Krèsios di Benevento (www.kresios.com), quali fossero i canali del web, tra sito personale e community, più utili a questa professione? «Diciamo questo: un sito personale senza un link in un social network viene visitato dai tuoi clienti e basta. E d'altra parte in un social network se non ci fosse un supporto esplicativo di un sito personale non avrebbe grossa risonanza. Vivono in simbiosi perfetta. La difficoltà che si incontra - ha aggiunto Iannotti, che nell'attività è affiancato dalla fidanzata Rita - è solo una: il tempo! Le giornate dovrebbero essere minimo 36 ore. Vorrei dedicare la giusta importanza ai miei clienti, al mio sito con l'aggiornamento costante delle news, senza dimenticarmi che essendo lo chef vorrei dedicarmi a nuove proposte, preparazioni nuove ogni 2-3 settimane. Sono lo chef patron, la fortuna sfortuna delle attività ricettive non è data solo sulla bellezza architettonica, ma soprattutto sul fatto che vendi un idea, e le idee sono delle persone».

Bruno Ferrari«Se parliamo di uno chef libero professionista - ha puntualizzato Bruno Ferrari (nella foto a destra) (www.brunoferrari.com) - ossia che svolge varie prestazioni come cuoco a domicilio, consulente, organizza corsi di cucina, si occupati di creazioni di buffet e altro allora, in questo caso, la visibilità nel web inizia ad essere più che necessaria. La visibilità che ho è prettamente mia personale – ha puntualizzato Ferrari - agli occhi di tutti, ma è anche ovvio che chiunque mi conosce si chiede dov'è che in questo momento presto servizio, quindi in questo caso viene pubblicizzata anche la struttura per cui lavoro.  Diciamo per farla breve che se si fa un buon lavoro di marketing e pubbliche relazioni si riesce ad acquistare molta più visibilità di quando si immagina».

Cinzia PanteriCinzia Panteri (nella foto a sinistra), che al fianco di Simone Nistri dirige il Ristorante da Simone di Colle di val d Elsa (Si) (www.ristorantedasimone.it) fino a qualche tempo fa ne capiva ben poco di web, l'approccio non è stato facilissimo, ma con pazienza ed impegno ha puntato sul presentare la propria attività attraverso diversi canali della rete: «Credo che internet ci permetta di non restare tra le quattro mura del ristorante. Fino ad un anno fa avevamo un sito, ma non dava, secondo me, le emozioni giuste. Era statico, non si poteva aggiornare e si poteva interagire. Da qui l'esigenza di creare un blog, aprire un profilo MySpace e poi Facebook. Ovvio che la mia esperienza da digiuna del web, nel vero senso della parola, è stata un pò macchinosa e più difficile di chi ogni giorno ha a che fare col internet. Un passo dopo l'altro ho cercato, tramite foto, ricette o eventi collegati in qualche maniera al ristorante, di creare curiosità».

Cosa significa dunque parlare di ristorazione in rete oggi? Significa poter farsi conoscere, attraverso spazi personali e spazi professionali, con siti internet, presenze nei social network (il solo facebook coinvolge ormai circa 8 milioni di italiani) o nelle vetrine più disparate (Yubuk, Cercaristoranti, Tripadvisor…). L'utilità? Gli operatori intervistati sembrano essere tutti d'accordo: non può esistere un'azienda senza volto.


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