Assemblea federale della Fipe Accordo tra ristoratori e clienti
Liberalizzazioni regolate, applicazione di sanzioni nell’applicazione della legge per i ritardi di pagamento da parte della pubblica amminsitrazion e riduzione dell’Irap non appena saranno individuati i fondi di compensazione. Sono queste le risposte più importanti fornite all'assemblea della Fipe
Liberalizzazioni regolate; applicazione di sanzioni nell'applicazione della legge già esistente per i ritardi di pagamento da parte della pubblica amminsitrazione; riduzione dell'Irap non appena saranno individuati i fondi di compensazione. Sono queste le risposte più importanti fornite al presidente Fipe, Lino Enrico Stoppani (nella foto a destra), dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia (nella foto a destra), intervenuto alla 64° assemblea federale.
«I pubblici esercizi – ha spiegato Saglia – sono una parte importante della società, ne rappresentano la cultura e tradizione. è necessario avere nei loro confronti l'attenzione che meritano». Il sottosegretario, prima del suo intervento, ha contro siglato un protocollo d'intesa a sigillo di un'inedita e quanto mai originale e importante alleanza con i consumatori per evitare che episodi sporadici e disdicevoli come quello dei turisti giapponesi gettino discredito sull'intera categoria. A tale accordo si è giunti al termine di una tavola rotonda dal titolo 'Clienti ed esercenti: amici o nemici?” a cui hanno partecipato tre rappresentanti delle associazioni dei consumatori (Adiconsum, Federconsumatori e Movimento difesa del cittadino) e tre rappresentanti di Fipe. L'accordo vara una Commissione di conciliazione per i contenziosi tra i consumatori e le aziende dei pubblici esercizi (ristoranti, bar, ecc.), in alcune città campione, per un periodo sperimentale che dara' l'imput per il miglioramento dell'intesa. Le controversie, da risolvere in sede pre-giudiziale potranno riguardare la custodia dei beni dei clienti, i disservizi e inadempimenti delle prestazioni, la pubblicita', l'informazione e la trasparenza. Per Adiconsum è un primo passo per una maggiore tutela dei consumatori e verso la qualificazione delle aziende sane e l'isolamento di quelle che attuano pratiche commerciali scorrette.
Dopo aver dialogato con i consumatori, Fipe si è dunque rivolta alla politica. Il presidente Fipe, Stoppani, ha affrontato nel suo discorso le criticità maggiori del settore: processo di liberalizzazione con il recepimento della direttiva Bolkestein che di fatto rischia di sconvolgere gli assetti del settore e di compromettere la qualità dell'offerta gastronomica; riduzione dell'Iva per la ristorazione e il turismo; canoni e concessioni demaniali; attività di contrasto all'abuso di alcol; i ritardi di pagamento da parte della pubblica amministrazione; il problema mai risolto dei buoni pasto strangolato fra commissioni e sconti ai datori di lavoro e, infine, una revisione degli studi di settore e una politica di settore strategica che aiuti le imprese a superare la crisi e rilanci i consumi fuori casa. Il settore dei pubblici esercizi è formato da circa 200mila imprese della ristorazione commerciale e collettiva, dell'intrattenimento del turismo balneare che si rivolgono ogni giorno a 20 milioni di consumatori, creando una ricchezza superiore a 66 miliardi di euro all'anno.
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