Il manifesto della cucina italiana di Ragusa protagonista del 5° Pellegrino cooking festival
Non esiste una cucina nazionale italiana. è da questa provocazione che prende il via il 5° Pellegrino cooking festival, la celebre kermesse enogastronomica ideata da Cantine Pellegrino che si svolge il 19 e 20 settembre all'insegna delle migliori espressioni della cucina italiana, nei due luoghi sacri del gruppo, le cantine di Marsala e quelle di Pantelleria (Tp). Con una grande novità: per la prima volta è una casa vinicola a promuovere un manifesto di tutela della nostra cucina, con un decalogo già sottoscritto da alcuni dei più grandi chef italiani. Il teorizzatore di questo concetto è Martino Ragusa, autorevole giornalista enogastronomico siciliano che ha redatto il primo manifesto della cucina nazionale italiana, che verrà presentato in anteprima nelle due giornate del festival.
«La cucina italiana è affetta da 3 mali», afferma Martino Ragusa (nella foto a sinistra). «Il primo è un complesso di inferiorità. I nostri prodotti di eccellenza riforniscono le ricette di chef d'avanguardia di tutto il mondo che poi noi copiamo. La seconda malattia è il difetto di identità fuori dai confini. Il terzo male è il provincialismo dal quale la cucina italiana cerca di emanciparsi scopiazzando quella degli altri. Il mio manifesto vuole semplicemente provare a mettere d'accordo gli italiani», conclude Ragusa, «convincerli che tutti hanno del buono e possono unirlo al buono di altri per raggiungere un 'ottimo” che ci rappresenti tutti come meritiamo».
Marsala è ancora una volta la culla di un movimento spontaneo che come 150 anni fa con la spedizione dei Mille, intende, attraverso il manifesto della cucina nazionale, creare una matrice comune per dare vita a un vero e proprio statuto condiviso sia dai protagonisti che da tutti gli amanti della vera cucina made in Italy. Non solo sfide e provocazioni però. Il Pellegrino cooking festival è anche quest'anno l'eccellente occasione per riunire grandi maestri della cucina italiana e internazionale e celebrare nel migliore dei modi la tradizione culinaria che ci rende unici nel mondo.
«Le serate di venerdì e sabato infatti ci offriranno come sempre la fortunata possibilità di gustare piatti straordinari, potendo così apprezzare quello che risultata essere l'interpretazione più brillante della nostra cucina», conclude Benedetto Renda, a.d. della società. «Come sempre, il festival sarà un momento di festa e di degustazione dei vini Pellegrino e Duca di Castelmonte. Il Pellegrino cooking festival si chiuderà idealmente al Vinitaly, con la presentazione del libro delle ricette che ci avranno accompagnato in queste preziose giornate».
«Questo era già il presupposto sul quale era nato il nostro Pellegrino cooking festival: la volontà di noi, famiglia proprietaria da sempre delle nostre cantine, di farci promotori di innovazione e di sviluppo, nel rispetto - religioso - delle tradizioni», commenta Pietro Alagna, presidente del gruppo. «Dopo avere esplorato stili e cucine diverse, abbiamo sentito forte il desiderio di raccogliere la tradizione del nostro Paese, così ricca di storia e cultura e divulgarla attraverso i suoi piatti». Facendo cimentare ai fornelli non solo gli chef, ma anche alcuni importanti giornalisti. Protagonisti delle due serate 10 tra i più grandi chef italiani e internazionali.
Venerdì 19 settembre:
• Maurizio Somma, Ristorante il Tasso, Sorrento (Na), con il piatto 'Paccheri al regno delle due Sicilie”
• Mario Pozzi, Trattoria del Glicine, Cernobbio (Co), con il piatto 'Gamberoni a spasso per l'Italia”
• Ferruccio Girelli Consolaro, Ristorante il Nido delle Cicogne, Sandrà di Castelnuovo del Garda (Tv) , con il piatto 'Maialino croccante in tavolozza di colori”
• Beppe Giuffrè, Ristorante Giardino Eden, Trapani, con il piatto 'Babà nazionale”
• Jan Dahdji, Ristorante Ekebergrestauranten, Norvegia, con il piatto 'Vitello e tonno uniti in salsa”
Sabato 20 settembre:
• Denis Matiuzzi, Ristorante Alle Marcandole, Salgareda (Tv) , con il piatto 'Vellutata di patate e crostacei con croccante nero”
• Franco Tornese, Ristorante Il Villino, Lecce, con il piatto 'Fusione di cotture dei sapori mediterranei”
• Giovanni Guarnieri, Ristorante Don Camillo, Siracusa, con il piatto 'Rosso e Giallone”
• Yasuhiko Shige, Ristorante Cucina Siciliana Archimede, Tokio-Japan, con il piatto 'Involtino di triglia ripieno di riso in salsa di vongole”
• Karl Mainey, Ristorante The Crown Inn, Yorkshire-England, con il piatto 'Celebrazione di fine estate”
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Martino Ragusa lancia un nuovo Manifesto della cucina italiana
«La cucina italiana è affetta da 3 mali», afferma Martino Ragusa (nella foto a sinistra). «Il primo è un complesso di inferiorità. I nostri prodotti di eccellenza riforniscono le ricette di chef d'avanguardia di tutto il mondo che poi noi copiamo. La seconda malattia è il difetto di identità fuori dai confini. Il terzo male è il provincialismo dal quale la cucina italiana cerca di emanciparsi scopiazzando quella degli altri. Il mio manifesto vuole semplicemente provare a mettere d'accordo gli italiani», conclude Ragusa, «convincerli che tutti hanno del buono e possono unirlo al buono di altri per raggiungere un 'ottimo” che ci rappresenti tutti come meritiamo».Marsala è ancora una volta la culla di un movimento spontaneo che come 150 anni fa con la spedizione dei Mille, intende, attraverso il manifesto della cucina nazionale, creare una matrice comune per dare vita a un vero e proprio statuto condiviso sia dai protagonisti che da tutti gli amanti della vera cucina made in Italy. Non solo sfide e provocazioni però. Il Pellegrino cooking festival è anche quest'anno l'eccellente occasione per riunire grandi maestri della cucina italiana e internazionale e celebrare nel migliore dei modi la tradizione culinaria che ci rende unici nel mondo.
«Le serate di venerdì e sabato infatti ci offriranno come sempre la fortunata possibilità di gustare piatti straordinari, potendo così apprezzare quello che risultata essere l'interpretazione più brillante della nostra cucina», conclude Benedetto Renda, a.d. della società. «Come sempre, il festival sarà un momento di festa e di degustazione dei vini Pellegrino e Duca di Castelmonte. Il Pellegrino cooking festival si chiuderà idealmente al Vinitaly, con la presentazione del libro delle ricette che ci avranno accompagnato in queste preziose giornate».
«Questo era già il presupposto sul quale era nato il nostro Pellegrino cooking festival: la volontà di noi, famiglia proprietaria da sempre delle nostre cantine, di farci promotori di innovazione e di sviluppo, nel rispetto - religioso - delle tradizioni», commenta Pietro Alagna, presidente del gruppo. «Dopo avere esplorato stili e cucine diverse, abbiamo sentito forte il desiderio di raccogliere la tradizione del nostro Paese, così ricca di storia e cultura e divulgarla attraverso i suoi piatti». Facendo cimentare ai fornelli non solo gli chef, ma anche alcuni importanti giornalisti. Protagonisti delle due serate 10 tra i più grandi chef italiani e internazionali.
Venerdì 19 settembre:
• Maurizio Somma, Ristorante il Tasso, Sorrento (Na), con il piatto 'Paccheri al regno delle due Sicilie”
• Mario Pozzi, Trattoria del Glicine, Cernobbio (Co), con il piatto 'Gamberoni a spasso per l'Italia”
• Ferruccio Girelli Consolaro, Ristorante il Nido delle Cicogne, Sandrà di Castelnuovo del Garda (Tv) , con il piatto 'Maialino croccante in tavolozza di colori”
• Beppe Giuffrè, Ristorante Giardino Eden, Trapani, con il piatto 'Babà nazionale”
• Jan Dahdji, Ristorante Ekebergrestauranten, Norvegia, con il piatto 'Vitello e tonno uniti in salsa”
Sabato 20 settembre:
• Denis Matiuzzi, Ristorante Alle Marcandole, Salgareda (Tv) , con il piatto 'Vellutata di patate e crostacei con croccante nero”
• Franco Tornese, Ristorante Il Villino, Lecce, con il piatto 'Fusione di cotture dei sapori mediterranei”
• Giovanni Guarnieri, Ristorante Don Camillo, Siracusa, con il piatto 'Rosso e Giallone”
• Yasuhiko Shige, Ristorante Cucina Siciliana Archimede, Tokio-Japan, con il piatto 'Involtino di triglia ripieno di riso in salsa di vongole”
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