Prezzo "politico" per la pizza almeno a Napoli? No grazie. La sfida al caro-prezzi lanciata dall'Associazione pizzaioli napoletani per servire fumanti margherite al costo 3,50 euro in tutte le pizzerie del capoluogo campano, se non in tutta la regione, viene respinta da altre associazioni di ristoratori partenopei. In particolare, l'Associazione verace pizza napoletana, istituita 25 anni fa e che fa capo ad Antonio Pace, presidente anche dei commercianti partenopei, in una nota lancia l'allarme sulle «tante le telefonate di protesta degli associati contro una politica dei prezzi che metterebbe in crisi le aziende».

«Questa scelta denota una totale mancanza di conoscenza sui costi di gestione di un'azienda - sottolinea Pace - sembra uno slogan tirato fuori da qualcuno per farsi facile pubblicità che crea un'aspettativa impossibile a realizzarsi. Stiamo parlando, ovviamente, di aziende sane, che agiscono nel pieno rispetto della normativa vigente, che pagano il proprio personale in base al contratto nazionale di lavoro, che emettono regolari fatture. Di fronte a costi di gestione fissi enormi, parlare di politica dei prezzi rappresenta un'autentica assurdità». «Abbiamo ricevuto moltissime telefonate di protesta dei nostri associati - ribadisce Massimo Di Porzio, presidente dell'Associazione dei Ristoratori di Napoli e Provincia - non dobbiamo dimenticare che sul prezzo di una pizza incide molto di più il fitto del locale del costo della mozzarella. Pensare, quindi, che il costo di una Margherita possa dipendere esclusivamente dal costo delle materie prime è un'assurdità».

fonte Agi

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