La Lega non ci sta: quella che era nata a Bergamo come una polemica tutta locale contro i venditori di kebab e gli esercenti che rimanevano aperti fino a tarda notte è arrivata anche nelle stanze del Pirellone. Portavoce de Carroccio è il consigliere regionale Daniele Belotti (nella foto) che l'altro giorno ha presentato una proposta di legge per discliplinare tutte le attività artigianali e non legate alla somministrazione di alimenti e bevande, in particolare quelle ubicate nei centri storici. Dalla parole si è quindi passati ai fatti: ora la proposta di legge sarà discussa in consiglio regionale, ma intanto i primi passi per un aggiornamento normativo sono stati compiuti.

Gli orari
«Questa proposta di legge - spiega il consigliere Belotti - nasce con l'obiettivo di sanare un vuoto normativo in materia di orari di apertura degli esercizi artigianali che producono e somministrano alimenti e bevande. Esiste infatti una normativa regionale sugli orari degli esercizi commerciali, nonché una legge che disciplina l'attività di somministrazione di alimenti e bevande, che non riguardano però quelle attività artigianali che svolgono comunque la produzione e somministrazione d i generi alimentari». Il riferimento del consigliere del Carrocio è ovvio: gelaterie, pasticcerie, yogurterie, piadinerie, pizzerie d'asporto, rosticcerie, ma soprattutto kebab: tutti esercizi di fatto esclusi dalle disposizioni in materia.

La decisione di modificare la legge, secondo Belotti, va «a tutela dell'esercizio delle attività economiche stanziate sul territorio lombardo perché è necessario anche tutelare i diritti della collettività». «Bisognare prendere atto infatti - prosegue Belotti - che le aperture prolungate nelle ore notturne di alcuni esercizi artigianali possono essere in contrasto con l'esigenza e il diritto dei residenti e dei turisti al riposo notturno, anche in considerazione che l'apertura di alcuni esercizi è spesso motivo e causa d'incontro di gruppi di avventori che, sostandosi e intrattenendosi a lungo nei locali in questione o nelle immediate vicinanze, diventano causa di disturbo all'ambiente e alla quiete pubblica. Con questa integrazione a modifica della legge 30 del 2003 'Disciplina delle attività di somministrazione di alimenti e bevande” si vuole quindi equiparare, per quanto riguarda gli orari di apertura al pubblico, i laboratori artigianali di produzione e somministrazione di alimenti ai pubblici esercizi.
Belotti lascia comunque intendere la possibilità di margini di autonomia: «Si è voluto disciplinare la materia nel rispetto dell'autonomia delle amministrazioni comunali che avranno la possibilità di permettere una apertura degli esercizi prolungata fino alle 3 di notte, valutata però l'opportunità di tale deroga, come ad esempio in presenza di un laboratorio collocato in zona industriale o lontano da aree residenziali».

L'ubicazione
La secoda proposta di legge presentata dalla Lega in Regione Lombardia è mirata a salvaguardare il tessuto socio-economico dei centro storici delle città e a contrastare l'apertura di nuove attività, ristokebab in primis. «é importante che il contesto urbano e il tessuto socio-economico non vengano pregiudicati con l'apertura di attività poco in sintonia con il contesto - spiega Belotti. Ad esempio fast-food, ristoranti cinesi, kebab, sexy shop, sono generi di attività commerciali che stonano pesantemente all'interno di un millenario borgo storico, come è tipico della realtà lombarda».
La proposta di Belotti prende spunto dalla legislazione in materia commerciale della Regione Toscana, in base al quale viene data la possibilità ai comuni (a Lucca il regolamento è in vigore da 5 mesi) di approvare programmi di intervento per la tutela e la valorizzazione dei centri storici al fine di tutelare il patrimonio edilizio esistente e nel contempo garantire alla popolazione residente e ai turisti i migliori servizi commerciali integrati con quelli di interesse pubblico.
In pratica i programmi possono contenere disposizioni in merito a specifiche prescrizioni per rendere compatibile la localizzazione e l'apertura degli esercizi di vendita con le caratteristiche particolari dell'area, ivi comprese disposizioni in ordine alla vendita di prodotti oggettivamente incompatibili rispetto alla caratterizzazione dell'area e alla sua funzione.


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