Etichette sempre più trasparenti: dopo i solfiti, gli allergeni indicati con pittogrammi
Ancora una volta la soluzione adottata dall'Unione europea fa discutere, anche se stavolta – nonostante il quasi ovvio parere contrario degli industriali del vino – offre il vantaggio di rendere più chiaro il rapporto fra produttore e consumatore. Al centro dell'attenzione è in particolare la obbligatoria segnalazione in etichetta (a partire dal 1° giugno 2009) della presenza di 'allergeni” nel vino. Una A, che simboleggia appunto 'allergene”, bella grande e distinguibile dovrà essere obbligatoriamente riportata in etichetta. L'etichetta sarà inscritta dentro un cerchio in cui, a seconda dell'additivo utilizzato, andrà indicato anche il termine grano, latte o uova, accompagnati dai relativi simboli (si vedano pittogrammi in fondo).
A partire dal 1° giugno del prossimo anno, quindi (per quelli imbottigliati in precedenza si procederà fino all'esaurimento scorte), questo sarà il logo che contraddistinguerà i vini prodotti secondo una direttiva che i produttori già conoscono, la numero 68 del 2007, che aveva inserito nella lista degli additivi e degli ingredienti potenzialmente allergenici i derivati di grano, uova e latte, imponendone l'indicazione obbligatoria in etichetta insieme ai solfiti, che già da tempo figurano sulle etichette dei vini.
Il regolamento della Commissione (che deve peraltro terminare l'iter di approvazione) va a modificare il regolamento numero 753/2002, relativo alla designazione e presentazione dei vini europei, inserendo appunto l'obbligatorietà dell'indicazione in etichetta nel caso si siano utilizzati uno o più di questi derivati per la produzione (qui si potrebbe anche usare il termine fabbricazione) del vino.
Il pittogramma non sarà la sola forma di indicazione obbligatoria per i produttori: l'alternativa è scrivere 'contiene latte” oppure, a seconda del derivato, 'caseina”, 'caseinato di potassio” o 'lactalbumina”, mentre per le uova, oltre alla parola 'uova”, si potrà indicare 'ovalbumina”, albumina di uovo” o 'lisozima”, sempre preceduti dalla parola 'contiene”. Lo stesso dicasi per le proteine vegetali, che andranno indicate come 'grano” oppure come 'prodotto a base di grano”.
In aggiunta alla dizione 'contiene solfiti”, quindi, le complicazioni di questo nuovo sistema di etichettatura potrebbero aumentare se il produttore dovrà tradurlo nelle varie lingue dei Paesi in cui esporta il prodotto. Sul retro etichetta, infatti, rimarrebbe ben poco altro da scrivere.
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