A ogni vino il suo calice: parola di Riedel, "re del cristallo"
Se è vero che 'la vita è troppo breve per bere del vino cattivo”, lo è anche 'per berne uno buono in un bicchiere sbagliato”. Così, perlomeno, sostiene Georg Riedel, il 're del cristallo”, titolare dell'omonima centenaria azienda con sede a Kufstein, in Tirolo, che fattura 122 milioni di euro l'anno - saliti a 240 da quando, nel 2004, ha
acquisito anche i marchi Nachtmann-Spiegelau.
La storia di quest'azienda leader nel settore della cristalleria di lusso comincia nella Boemia del 17esimo secolo, con Johann Christoph Riedel, capostipite di una famiglia di vetrai: un appellativo che ancora oggi il suo discendente Georg, esponente della decima generazione, con fine understatement non disdegna di attribuire a se stesso. In realtà, i Riedel semplici 'vetrai” non lo sono più da un bel pezzo, ma fu soprattutto con Claus Riedel (padre di Georg) che l'azienda si lanciò nel business della cristalleria di lusso; fu quando, nel 1958, venne creato il Burgundy Grand Cru, il primo di una linea di calici in cristallo soffiati a bocca e lavorati a mano, i 'Sommeliers”.
In un'epoca in cui sulle tavole troneggiavano pesanti bicchieri in vetro colorato, più o meno sfaccettati e dalle linee un po' barocche, la purezza e l'essenzialità di un calice perfettamente liscio e trasparente, con uno stelo lungo e sottile rappresentò un'autentica rivoluzione, non solo nell'approccio alla degustazione ma anche da un punto di vista estetico, al punto che oggi Claus Riedel è considerato il designer del cristallo più influente del ventesimo secolo. E, oggi come ieri, il bicchiere resta 'l'altoparlante del vino”, come lo definisce lo stesso Georg Riedel; lo stesso vino bevuto in calici di differente forma cambia in maniera netta, perdendo o acquistando in piacevolezza. Provare per credere. Per questo i modelli dei calici Riedel sono così numerosi: ogni tipologia di vino richiede il suo. E sarebbe un peccato sprecare un ottimo prodotto in un bicchiere che ne mortifica le doti anziché esaltarle.
Elisabetta Tosi
Articolo correlato:
Black Tie, stelo nero per la linea dei calici da sommelier Riedel

