Il Burgundy Grand Cru festeggia 50 anni: fiore all'occhiello della cristalleria Riedel
Il Burgundy Grand Cru festeggia quest'anno il suo 50° compleanno e caposaldo della famosa linea soffiata a bocca 'Sommeliers” ancora oggi è il best seller di sempre della Riedel. è il calice per eccellenza ed è il più elegante e raffinato mai prodotto. Disegnato nel 1958 da Claus Riedel, nona generazione della famiglia di vetrai che ha rivoluzionato i principi della degustazione, il sontuoso contenitore non è solo bello, ma è lo strumento necessario per apprezzare un grande vino dell'enologia mondiale, il Pinot nero, in tutte le sue espressioni migliori, ma anche i Grand Cru della sua patria, la Borgogna, quelle del Nuovo Mondo e naturalmente quelle italiane. Come i Pinot neri dell'Alto Adige, dell'Oltrepo Pavese e di molte altre titolate zone
vinicole d'Italia.
Prezioso e 'grande” (dal volume totale di 1050 cc) come i vini che deve contenere, ha una forma inconfondibile caratterizzata da una particolare arricciatura del bevante in prossimità dell'orlo, sottilissimo. Ciò favorisce un ingresso e un impatto del vino con la lingua e il palato tale da esaltare le caratteristiche di un rosso potente ma elegante, con un giusto equilibrio fra componente tannica (amara) e frutto. Il grande volume, ovviamente il calice va riempito con solo 80-100 cc, permette agli aromi finissimi e vellutati del Pinot nero di venire fuori alla grande, in tutta le loro complessità e sfumature. Come ogni bicchiere della linea Sommeliers, anche questo è realizzato singolarmente in cristallo soffiato a bocca e lavorato a mano dai maestri vetrai della Riedel nella fabbrica di Kufstein nel Tirolo austriaco.
Un po' di storia...
Claus Riedel ebbe la fondamentale intuizione della storia Riedel e dell'intera storia del design del vetro alla fine degli anni '50. Rivoluzionò, infatti, letteralmente lo stile dominante dell'epoca, quello dei bicchieri pesanti, dal vetro spesso, intagliato e colorato. Il suo era invece uno stile essenziale, sobrio. Il vetro liscio, sottile, puro. Il gambo lungo. Il responso del mondo del design, dei musei e anche dei consumatori più evoluti fu entusiastico. I continui riconoscimenti e i premi indicavano che una nuova era stava iniziando. Claus Riedel fu il primo uomo al mondo a riconoscere la netta influenza della forma del recipiente nella percezione sensoriale delle bevande alcoliche. Il suo primo bicchiere fu del 1957, e già allora Riedel, che credeva nella filosofia estetica Bauhaus ('l'obiettivo finale di qualsiasi attività artistica è l'architettura”, in cui la forma segue la funzione), abbandona i tradizionali calici colorati, intagliati e decorati. Produce la linea Bruxelles, poi la linea di 7 bicchieri Exquisit, con steli alti, dimensione più ampia, linea leggera, perfetta trasparenza del bevante, in cristallo leggero soffiato a bocca, per poter apprezzare il vino. Nel 1959 la linea 'Exquisit' fu scelta dal Museo del vetro Corning di New York come 'il bicchiere più bello del mondo”. Incredibile, ammirandolo oggi in esposizione, come sia ancora attuale e moderno.
Del 1958 è la realizzazione del bicchiere Borgogna Grand Cru (Pokal Hoch), ancora oggi il più capace di tutti, 1050 cc. E pensare che agli inizi, alcuni ridevano di questo calice. L'opera di Riedel, da allora, avrebbe influenzato per sempre l'aspetto dei bicchieri da vino. Ancora oggi il professor Claus Riedel è considerato come il designer del vetro più influente del XX secolo, tanto che è l'unico ad avere le sue 'opere' nella collezione permanente del Museo di Arte Moderna di New York (nel 1975 erano ben 127). Altri bicchieri di Riedel si trovano poi al Victoria & Albert Museum di Londra. Il suo capolavoro, la pietra miliare, fu però la linea completa Sommeliers, sviluppata con l'insostituibile collaborazione di alcuni dei migliori sommeliers professionisti italiani dell'AIS e presentata ufficialmente nell'ottobre del 1973 a Orvieto, in occasione del loro Congresso nazionale. Fu una rivoluzione: erano i primi bicchieri - all'inizio una decina - progettati ciascuno in funzione delle diverse caratteristiche organolettiche e varietali di specifici vini. è in quell'anno, tra l'altro, che entra in azienda il figlio Georg J. Riedel, attuale proprietario e general manager.
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