Maxi operazione contro la 'ndrangheta. Sequestrato il Cafè de Paris a Roma
Il Cafè de Paris di via Veneto a Roma, storico locale della Dolce Vita, è stato sequestrato dai carabinieri del Ros e dalla Guardia di finanza nell'ambito di un'operazione che è in corso nella capitale contro la 'ndrangheta. Sigilli anche al Georgés e ad altri noti ristoranti del centro storico
Riportiamo da Corriere.it
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ROMA - Il Cafè de Paris il noto locale di via Veneto, a Roma, è stato sequestrato dai carabinieri del Ros e dalla Guardia di finanza nell'ambito di una operazione che è in corso nella capitale contro la 'ndrangheta, perchè collegato alla cosca Alvaro. Lo storico locale della "Dolce Vita", fu svenduto nel 2005 per 250mila euro a un barbiere calabrese che in realtà, secondo gli inquirenti, sarebbe un uomo della cosca Alvaro-Palamara. Il Cafè de Paris è stato sequestrato, insieme ad altri beni sempre a Roma, società, attività commerciali, abitazioni e automobili di lusso per un valore complessivo di oltre 200 milioni di euro.
IL BOSS ASSUNTO COME CUOCO - Risultava assunto come aiuto cuoco in uno dei ristoranti, ma in realtà sarebbe la mente dell'organizzazione. Secondo gli inquirenti, Vincenzo Alvaro aveva costituito una vera e propria holding nel settore della ristorazione romana, colpita da un maxisequestro. Le forze dell'ordine e la magistratura ritengono di aver accertato la rete di 12 società intestate a prestanome che gestiva noti ristoranti di Roma. Sigilli anche per diversi beni mobili e immobili (tra cui quattro appartamenti in zone residenziali di Roma) e auto di lusso. Tutte le persone coinvolte sarebbero riconducibili ad Alvaro, reggente della cosca di Cosoleto (in provincia Reggio Calabria), "mente operativa" della cosca nella capitale dal 2001. Oltre al "Cafè de Paris", che ha dato nome all'omonima operazione Direzione nazionale antimafia, sigilli anche a un altro noto locale, il Georgès. Sequestrati poi tutta una serie di bar e ristoranti del centro di Roma: da via Colonna Antonina, a due passi da Montecitorio, a via Leonida Bissolati nei pressi della nota piazza Barberini
LA PUNTA DI UN ICEBERG - «Il sequestro conferma che Roma è uno dei punti dove le cosche criminali, non solo quelle calabresi, trovano sviluppo sotto il profilo economico e per il reimpiego dei profitti illeciti. Questa operazione è la punta di un iceberg» ha detto il procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, commentando l'operazione Cafè de Paris. «è vero che le attività illecite sono al Sud - ha spiegato il procuratore antimafia - ma il reinvestimento dei profitti avviene al Centro e al Nord». Plaude l'operazione anche il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano: «è una conferma che lo Stato, grazie a una più efficace legislazione, è in grado di soffocare ogni tentativo della criminalità di ramificarsi in aree lontane dai territori d'origine e in settori solo apparentemente più nascosti».
IL CAFè DE PARIS RESTA APERTO - «Il bar ha riaperto la sua attività, anzi ci scusiamo con i clienti per il ritardo di dure ore e anche per questa pubblicità». è quanto ha affermato il vice direttore del Cafè de Paris, Marcello Scofano, in merito all'operazione della Guardia di finanza e dei carabinieri del Ros che ha portato al sequestro dello storico locale di via Veneto perchè risultato nella disponibilità della cosca Alvaro della 'ndrangheta. «Le forze dell'ordine - ha aggiunto - stanno facendo i dovuti accertamenti, ma il caffè è aperto ai clienti». Molti avventori sono infatti già all'interno del locale, riaperto verso le 10 invece che alle 8 come è consuetudine, e i dirigenti dell'esercizio hanno dato disposizione ai fornitori di scaricare il materiale. Sul posto diverse auto della Guardia di finanza e dei carabinieri.
Corriere.it
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ROMA - Il Cafè de Paris il noto locale di via Veneto, a Roma, è stato sequestrato dai carabinieri del Ros e dalla Guardia di finanza nell'ambito di una operazione che è in corso nella capitale contro la 'ndrangheta, perchè collegato alla cosca Alvaro. Lo storico locale della "Dolce Vita", fu svenduto nel 2005 per 250mila euro a un barbiere calabrese che in realtà, secondo gli inquirenti, sarebbe un uomo della cosca Alvaro-Palamara. Il Cafè de Paris è stato sequestrato, insieme ad altri beni sempre a Roma, società, attività commerciali, abitazioni e automobili di lusso per un valore complessivo di oltre 200 milioni di euro.
IL BOSS ASSUNTO COME CUOCO - Risultava assunto come aiuto cuoco in uno dei ristoranti, ma in realtà sarebbe la mente dell'organizzazione. Secondo gli inquirenti, Vincenzo Alvaro aveva costituito una vera e propria holding nel settore della ristorazione romana, colpita da un maxisequestro. Le forze dell'ordine e la magistratura ritengono di aver accertato la rete di 12 società intestate a prestanome che gestiva noti ristoranti di Roma. Sigilli anche per diversi beni mobili e immobili (tra cui quattro appartamenti in zone residenziali di Roma) e auto di lusso. Tutte le persone coinvolte sarebbero riconducibili ad Alvaro, reggente della cosca di Cosoleto (in provincia Reggio Calabria), "mente operativa" della cosca nella capitale dal 2001. Oltre al "Cafè de Paris", che ha dato nome all'omonima operazione Direzione nazionale antimafia, sigilli anche a un altro noto locale, il Georgès. Sequestrati poi tutta una serie di bar e ristoranti del centro di Roma: da via Colonna Antonina, a due passi da Montecitorio, a via Leonida Bissolati nei pressi della nota piazza BarberiniLA PUNTA DI UN ICEBERG - «Il sequestro conferma che Roma è uno dei punti dove le cosche criminali, non solo quelle calabresi, trovano sviluppo sotto il profilo economico e per il reimpiego dei profitti illeciti. Questa operazione è la punta di un iceberg» ha detto il procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, commentando l'operazione Cafè de Paris. «è vero che le attività illecite sono al Sud - ha spiegato il procuratore antimafia - ma il reinvestimento dei profitti avviene al Centro e al Nord». Plaude l'operazione anche il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano: «è una conferma che lo Stato, grazie a una più efficace legislazione, è in grado di soffocare ogni tentativo della criminalità di ramificarsi in aree lontane dai territori d'origine e in settori solo apparentemente più nascosti».
IL CAFè DE PARIS RESTA APERTO - «Il bar ha riaperto la sua attività, anzi ci scusiamo con i clienti per il ritardo di dure ore e anche per questa pubblicità». è quanto ha affermato il vice direttore del Cafè de Paris, Marcello Scofano, in merito all'operazione della Guardia di finanza e dei carabinieri del Ros che ha portato al sequestro dello storico locale di via Veneto perchè risultato nella disponibilità della cosca Alvaro della 'ndrangheta. «Le forze dell'ordine - ha aggiunto - stanno facendo i dovuti accertamenti, ma il caffè è aperto ai clienti». Molti avventori sono infatti già all'interno del locale, riaperto verso le 10 invece che alle 8 come è consuetudine, e i dirigenti dell'esercizio hanno dato disposizione ai fornitori di scaricare il materiale. Sul posto diverse auto della Guardia di finanza e dei carabinieri.
Corriere.it
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