Dopo le stelle sui ristoranti, ora sotto accusa anche quelle sugli alberghi
Il primo è stato Gualtiero Marchesi, che con la sua clamorosa rinuncia alle stelle Michelin ha posto la questione dell'attendibilità e il significato profondo di simili 'riconoscimenti” per la ristorazione. Adesso è la volta di hotel e alberghi di tutta Italia. Come mai, viene da chiedersi, a parità del numero di 'stelle”, hotel in diverse aree geografiche della Penisola dispongono di stanze ampie e confortevoli oppure anguste e disagevoli, di più o meno servizi, di una cucina raffinata oppure spartana? Quali sono i parametri fondamentali che determinano le fantomatiche 'stelle”? E soprattutto, chi si occupa della loro assegnazione?
I dati Istat lo hanno confermato, i prezzi di alberghi e altri servizi di alloggio sono aumentati, nel giugno 2008, dell'1,4%. Secondo L'Unione nazionale consumatori gli aumenti si aggirerebbero invece intorno al 3-4%, rendendo di fatto più dispendiose le vacanze estive. Anche la qualità degli alberghi e le stelle incidono sul prezzo finale della vacanza. Accade dunque che si paghi al prezzo di un 4 stelle un alloggio che in realtà non offre servizi a 4 stelle.
«La qualifica degli alberghi con le relative stelle è assegnata dalla Regione», spiega in proposito Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione nazionale consumatori, «che spesso però delega questa funzione ai Comuni, riducendola di fatto ad una specie di autoassegnazione, con standard a livello locale che creano disuguaglianza tra regioni.
Ad esempio, per avere un 5 stelle in Sicilia bisogna raggiungere una metratura per stanza di almeno 14 mq, mentre in Veneto ne servono 18 e nelle Marche almeno 25. Oppure», prosegue Dona, «sempre per raggiungere 5 stelle, in Toscana bisogna che il personale parli 4 lingue, in Lombardia 3, in Puglia ne bastano 2».
«Ci auguriamo che la direttiva europea ora in esame, che dovrebbe uniformare a livello europeo le regole per attribuire le stelle degli alberghi, sia presto attuata. Per ora», conclude Dona, «si può contestare la qualifica di un albergo rivelatosi di qualità inferiore inviando una lettera di segnalazione all'assessorato al Turismo della Regione oppure, se la qualifica è abusiva, ci si può rivolgere al giudice per ottenere il rimborso del prezzo e il risarcimento del danno ai sensi dell'art. 2043 del Codice civile».
I dati Istat lo hanno confermato, i prezzi di alberghi e altri servizi di alloggio sono aumentati, nel giugno 2008, dell'1,4%. Secondo L'Unione nazionale consumatori gli aumenti si aggirerebbero invece intorno al 3-4%, rendendo di fatto più dispendiose le vacanze estive. Anche la qualità degli alberghi e le stelle incidono sul prezzo finale della vacanza. Accade dunque che si paghi al prezzo di un 4 stelle un alloggio che in realtà non offre servizi a 4 stelle.«La qualifica degli alberghi con le relative stelle è assegnata dalla Regione», spiega in proposito Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione nazionale consumatori, «che spesso però delega questa funzione ai Comuni, riducendola di fatto ad una specie di autoassegnazione, con standard a livello locale che creano disuguaglianza tra regioni.
Ad esempio, per avere un 5 stelle in Sicilia bisogna raggiungere una metratura per stanza di almeno 14 mq, mentre in Veneto ne servono 18 e nelle Marche almeno 25. Oppure», prosegue Dona, «sempre per raggiungere 5 stelle, in Toscana bisogna che il personale parli 4 lingue, in Lombardia 3, in Puglia ne bastano 2».
«Ci auguriamo che la direttiva europea ora in esame, che dovrebbe uniformare a livello europeo le regole per attribuire le stelle degli alberghi, sia presto attuata. Per ora», conclude Dona, «si può contestare la qualifica di un albergo rivelatosi di qualità inferiore inviando una lettera di segnalazione all'assessorato al Turismo della Regione oppure, se la qualifica è abusiva, ci si può rivolgere al giudice per ottenere il rimborso del prezzo e il risarcimento del danno ai sensi dell'art. 2043 del Codice civile».

