Prime dosi di vaccino alle regioni. In Lombardia saranno oltre 300mila
La regione più colpita dalla pandemia sarà anche quella che gioverà del maggior numero di fiale, poi Emilia Romagna e Lazio. Si inizia a Capodanno, poi a gennaio vaccinazioni di massa
L’Italia è pronta a vaccinarsi con il piano che è stato presentato dal commissario Domenico Arcuri e approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Regioni che hanno già ricevuto i primi lotti di dosi con quantità calibrate a seconda della popolazione e della gravità della situazione: in testa la Lombardia epicentro della pandemia in Italia con quasi 305mila fiale, seguono l'Emilia Romagna, il Lazio, il Piemonte e il Veneto.

A Capodanno prime batterie di vaccinazioni
Il programma prevede che prima di Capodanno ci saranno le prime batterie limitate di vaccinazioni. A gennaio inizierà la vaccinazione di massa vera e propria. Per cominciare oltre 1,8 milioni di dosi saranno consegnate dalla Pfizer, dopo l'autorizzazione dell'Agenzia del farmaco europea (Ema) e poi di quella italiana, l'Aifa, attese la prossima settimana, in tempi da record.
Da Pfizer primo lotto da quasi 2 milioni di dosi
Nella prima consegna la Pfizer invierà 1.833.975 dosi di vaccino, nella seconda, alcune settimane dopo, oltre due milioni e mezzo. Nella prima fase saranno vaccinati operatori sanitari e sociosanitari, pubblici e privati, nonché ospiti e personale delle residenze per anziani. Nella seconda fase della campagna ci sarà il richiamo per i primi vaccinati e si inizierà a somministrare le dosi alle categorie più fragili.
Come nelle migliori storie italiane, ecco già le polemiche. L'ipotesi che la Lombardia potrebbe avere un numero di vaccini non commisurato alla popolazione rispetto al Lazio «è possibile se qualcuno vuole fare politica sulla salute della gente, se qualcuno pensa di fare clientelismo territoriale». Lo ha detto l'europarlamentare pavese della Lega, Angelo Ciocca, nella trasmissione Lombardia nera su Antenna 3.
«Si premia una Regione rispetto a un'altra perché una a livello democratico ha un colore rispetto a un altro - ha proseguito - i fattori che devono portare alla distribuzione del vaccino devono essere il numero di abitanti, una proporzione fra quanti abitanti ho e quanti vaccini. Non è pensabile che la Lombardia che ha il doppio degli abitanti del Lazio possa ricevere meno vaccini. Poi bisogna valutare quanto l'importanza economica del territorio. La Lombardia, è un dato di fatto, è il motore di tutto il Paese. Quindi se si ammala un lombardo vale di più che se si ammala una persona di un'altra parte d'Italia». «Addirittura?», ha replicato il conduttore Marco Oliva. «Sì, è un dato di fatto. Se si ammala un lombardo, economicamente, da imprenditori, vale di più rispetto a un laziale», ha aggiunto l' europarlamentare. «Sulla salute non si può fare politica, ma bisogna fare alcuni ragionamenti».
Entro il 7 gennaio, 289 punti di "conservazione"
In Italia sono 22 i punti Ult (Ultra-low temperature) e diventeranno, secondo il Piano vaccini, 289 dopo il 7 gennaio.
Ecco la ripartizione per Regione:

Pronto il piano vaccini in Italia
A Capodanno prime batterie di vaccinazioni
Il programma prevede che prima di Capodanno ci saranno le prime batterie limitate di vaccinazioni. A gennaio inizierà la vaccinazione di massa vera e propria. Per cominciare oltre 1,8 milioni di dosi saranno consegnate dalla Pfizer, dopo l'autorizzazione dell'Agenzia del farmaco europea (Ema) e poi di quella italiana, l'Aifa, attese la prossima settimana, in tempi da record.
Da Pfizer primo lotto da quasi 2 milioni di dosi
Nella prima consegna la Pfizer invierà 1.833.975 dosi di vaccino, nella seconda, alcune settimane dopo, oltre due milioni e mezzo. Nella prima fase saranno vaccinati operatori sanitari e sociosanitari, pubblici e privati, nonché ospiti e personale delle residenze per anziani. Nella seconda fase della campagna ci sarà il richiamo per i primi vaccinati e si inizierà a somministrare le dosi alle categorie più fragili.
Come nelle migliori storie italiane, ecco già le polemiche. L'ipotesi che la Lombardia potrebbe avere un numero di vaccini non commisurato alla popolazione rispetto al Lazio «è possibile se qualcuno vuole fare politica sulla salute della gente, se qualcuno pensa di fare clientelismo territoriale». Lo ha detto l'europarlamentare pavese della Lega, Angelo Ciocca, nella trasmissione Lombardia nera su Antenna 3.
«Si premia una Regione rispetto a un'altra perché una a livello democratico ha un colore rispetto a un altro - ha proseguito - i fattori che devono portare alla distribuzione del vaccino devono essere il numero di abitanti, una proporzione fra quanti abitanti ho e quanti vaccini. Non è pensabile che la Lombardia che ha il doppio degli abitanti del Lazio possa ricevere meno vaccini. Poi bisogna valutare quanto l'importanza economica del territorio. La Lombardia, è un dato di fatto, è il motore di tutto il Paese. Quindi se si ammala un lombardo vale di più che se si ammala una persona di un'altra parte d'Italia». «Addirittura?», ha replicato il conduttore Marco Oliva. «Sì, è un dato di fatto. Se si ammala un lombardo, economicamente, da imprenditori, vale di più rispetto a un laziale», ha aggiunto l' europarlamentare. «Sulla salute non si può fare politica, ma bisogna fare alcuni ragionamenti».
Entro il 7 gennaio, 289 punti di "conservazione"
In Italia sono 22 i punti Ult (Ultra-low temperature) e diventeranno, secondo il Piano vaccini, 289 dopo il 7 gennaio.
Ecco la ripartizione per Regione:
- Abruzzo 25.480
- Basilicata 19.455
- Calabria 53.131
- Campania 135.890
- Emilia Romagna 183.138
- Friuli VG 50.094
- Lazio 179.818
- Liguria 60.142
- Lombardia 304.955
- Marche 37.872
- Molise 9.294
- PA Bolzano 27.521
- PA Trento 18.659
- Piemonte 170.995
- Puglia 94.526
- Sardegna 33.801
- Sicilia 129.047
- Toscana 116.240
- Umbria 16.308
- Valle d'Aosta 3.334
- Veneto 164.278

