Il vaccino anti-Covid? Volontario, ma occorre convincere le persone. E per Natale: solo con i conviventi. Questi punti fermi del professor Francesco Vaia, direttore sanitario dell'Inmi Lazzaro Spallanzani di Roma che in un’intervista al Giornale ha spiegato: "Io resto contrario alle imposizioni. Vediamo quale sarà la risposta ma per me l'adesione al vaccino deve essere volontaria. Occorre convincere le persone. Purtroppo, alcune dichiarazioni di rappresentanti della comunità scientifica possono aver disorientato i cittadini". Sulla stessa linea il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri: “Io credo che la popolazione richiederà il vaccino e non ci saranno problemi. Ma se dopo un anno si sarà vaccinato solo il 30% della popolazione, allora qualche forma di obbligatorietà sarà necessaria".

Francesco Vaia - Gli esperti sul vaccino anti-Covid: «Volontario, ma con delle condizioni»
Francesco Vaia

Si vaccinerà? "Certamente - risponde Vaia - Dobbiamo condividere una certezza: quando arriverà il via libera dalle autorità regolatrici allora avremo la conferma che il vaccino è efficace e sicuro".

Giusto partire con medici e infermieri? "Gli operatori sanitari - sottolinea - sono i più esposti e francamente allo Spallanzani nessuno è scettico rispetto alla necessità di profilassi". Come convincere gli italiani a vaccinarsi? "Ritengo che il fatto ci sia più di un vaccino sia una ricchezza, un'opportunità che non dove creare dubbi nella popolazione. La comunità scientifica - prosegue - non deve in alcun modo mettere in discussione lo strumento vaccino che si è dimostrato indispensabile nel corso degli anni per combattere le epidemie. Occorre però piena trasparenza sul percorso delle sperimentazioni: tutti i dati devono essere resi disponibili non soltanto per la comunità scientifica ma anche per i cittadini".

Che cosa suggerisce per Natale? "Dato che è auspicabile che la campagna vaccinazioni parta in una situazione di tranquillità per Natale suggerisco buon senso: restiamo in famiglia - dice Vaia - con i nostri conviventi. Se siamo in tre e non vogliamo lasciare un nonno solo non vedo ostacoli, mantenendo le precauzioni di sicurezza. Se già siamo tanti evitiamo. Poi a gennaio quando riapriranno le scuole spero sia pronta una risposta di sistema per quei nodi strutturali, i trasporti ad esempio, che si trasformano in luoghi di diffusione del contagio".

Sulla stessa linea del vaccino volontario almeno fino a un certo punto anche il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto ad 'Agorà' su Rai 3: “Io credo che la popolazione richiederà il vaccino e non ci saranno problemi. Ma se dopo un anno si sarà vaccinato solo il 30% della popolazione, allora qualche forma di obbligatorietà sarà necessaria, per fermare il virus. Sicuramente non avremo la possibilità di vaccinare 30 milioni di italiani in un mese: che vuol dire che dobbiamo continuare a convivere con il virus.

L'obbligo in caso di mancata vaccinazione volontaria, secondo Sileri, sarà necessario perché "non possiamo permetterci che il virus continui a circolare. Se oggi c'è qualche no-vax secondo il quale il vaccino non serve dopo 60-70mila morti, e a mio avviso saranno ancora di più fino a quando si arriverà a una protezione di gregge - riflette il viceministro e medico - mi dispiace per lui". La diffidenza verso il vaccino da parte degli italiani indicata dai sondaggi, spiega, è anche legata al fatto che "se ne parla male. Se ne parla con i dubbi, se non vengono usate le parole giuste come quando si dice che è stato fatto 'in fretta', questo può far pensare che sia stato fatto male. Bisogna spiegare invece perché è stato fatto in maniera veloce". In questo modo, la percentuale dei diffidenti "si ridurrà". Per Sileri, inoltre, "non posiamo permetterci il rischio di ritardi. Il virus potrebbe certo scomparire, ma potrebbe anche mutare rendendo inefficace il vaccino stesso", conclude sottolineando che, per quanto riguarda la sicurezza e il controllo degli effetti dei vaccini anche dopo la vaccinazione, "la vigilanza che l'Aifa attua dà garanzie serie come per tutti i farmaci disponibili.