Il cibo unisce (tutte) le forze politiche e le organizzazioni stakeholders della filiera agroalimentare. È quel che accade in Regione Lombardia, dove è passato senza distinguo e critiche (oggi riceve il timbro finale del Consiglio) il progetto di legge riguardante le "Disposizioni per la promozione delle azioni di sostenibilità del sistema agroalimentare realizzate dai Distretti del cibo". Vale la pena ricordare che tali organismi sono stati istituiti da una legge statale del 2017 (la n. 205) a sostegno dello sviluppo dei prodotti rurali.

In Lombardia una nuova legge sui Distretti del cibo: cosa c'è da sapere
Dalla Regione Lombardia una nuova legge sui Distretti del cibo

Quali sono i compiti dei Distretti del cibo?

Si tratta di uno strumento atto a favorire lo sviluppo territoriale, la coesione e l'inclusione sociale, promuovendo attività caratterizzate dalla prossimità territoriale. Tra i compiti dei Distretti vi sono, fra l'altro, anche la sicurezza alimentare, la diminuzione dell'impatto ambientale delle produzioni, la riduzione dello spreco alimentare, la salvaguardia del paesaggio rurale attraverso la permanenza delle attività agricole e il minor consumo di suolo.

Cosa c'è da sapere sulla nuova legge sui Distretti del cibo

Con la nuova legge viene stabilito in particolare che la Regione possa concedere contributi ai Distretti per la realizzazione di programmi di sensibilizzazione, divulgazione e comunicazione. Sono altresì previsti finanziamenti per la copertura dei costi per la costituzione di nuovi organismi.

Viene infine istituita, e questa è la novità più interessante, la "Consulta regionale dei Distretti del cibo" destinata a rappresentare tutta la filiera e impegnata ad avanzare proposte per valorizzare il variegato e fondamentale settore agroalimentare.