Agricoltura
Nel 2024 in Piemonte il convegno nazionale dei “Distretti del cibo”
Dal 2020 la Regione ha voluto valorizzare i territori insieme alle produzioni agroalimentari tipiche attraverso l'approvazione del Regolamento regionale dei Distretti del cibo, che permette di ottenere un riconoscimento ufficiale
I Distretti del cibo sono stati istituiti con una legge di fine 2017, nati in sordina, se ne sente parlare soprattutto in questi ultimi mesi perché sono state stanziate le risorse finanziarie. Ispirati ai distretti industriali, queste strutture sono nate con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale, enogastronomico e paesaggistico delle aree agricole e di favorirne la redditività, la sostenibilità e la socialità. Il legame con l’enogastronomia, inoltre, consente di sostenere le produzioni locali, rimarcando la connessione fra paesaggio e cibo. Altro obiettivo la sicurezza alimentare, la diminuzione dell'impatto ambientale delle produzioni e la riduzione dello spreco alimentare.
In Piemonte il Regolamento regionale dei Distretti del cibo
Dal 2020 la Regione Piemonte ha voluto valorizzare i territori insieme alle produzioni agroalimentari tipiche attraverso l’approvazione del Regolamento regionale dei Distretti del cibo, che permette di ottenere un riconoscimento ufficiale e poter essere iscritti all’Albo nazionale. Nel 2024 nel mese di marzo la regione ospiterà il convegno nazionale dei Distretti del cibo, con un programma in via di definizione.
I Distretti del cibo in Piemonte
Ad oggi sono sei le realtà attive e precisamente: Distretto del cibo Chierese-Carmagnolese, Distretto del cibo e del vino Langhe e Monferrato, Distretto del cibo del Roero, Distretto del cibo del Monregalese-Cebano a indirizzo biologico, Distretto del cibo della Frutta, Distretto del cibo Terre da tastè- Distretto del cibo Pinerolese.
Il Chierese-Carmagnolese è stato il primo nel 2022, si tratta di un distretto strategico per la biodiversità delle produzioni, le integrazioni aziendali e le differenti attività agricole su un’area ben definita, quella del Pianalto di Poirino.
Tante le coltivazioni nei Distretti del cibo del Piemonte
Tante le coltivazioni, di rilievo l’allevamento di bestiame da carne fino alla produzione di biogas. Quello della frutta identifica l'area a vocazione frutticola del Piemonte come principale centro di produzione a livello regionale e tra i più rilevanti a livello nazionale, un'area geografica che si estende su oltre 16mila ettari. Il Distretto è specializzato nella produzione di frutta fresca, in particolare mele, kiwi, nettarine, pere, susine e pesche.
Fondato nel 2023 con l’obiettivo di promuovere il comparto frutticolo dell'area, valorizzando le produzioni locali e la qualità dei prodotti sviluppando strategie di marketing favorendo l’innovazione tecnologica.
Terre da tasté, l’ultimo distretto del cibo nato
Ultimo nato “Terre da tasté”, Terre da gustare nella sua accezione più ampia è il nome del Distretto regionale del cibo del Pinerolese che rappresenta le terre, i produttori e alcuni tra i principali prodotti agroalimentari certificati con il marchio Doc, Igp e Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat): vino Pinerolese Doc, Mela rossa Cuneo Igp, Tomino del Talucco, Seirass di latte o Ricotta piemontese, pasta di meliga, mele del Piemonte, Mustardela, Genepy. Il distretto è nato per iniziativa di 15 Comuni con il coinvolgimento delle principali organizzazioni agricole su un territorio di circa 400 chilometri quadrati, che si estende dalla pianura del Po alle zone pedemontane e montane e comprende un contesto paesaggistico vario con aree agricole e forestali. Sono presenti 1.420 aziende, di cui il 41% si dedica allevamento bovino, suino e avicunicolo. La maggior parte delle superfici agricole risulta destinato alla produzione foraggera e cerealicola, in stretta sinergia con il settore zootecnico e una porzione inferiore dei terreni è destinata a produzioni frutticole e orticole (pomodoro da industria, patata). Si distingue anche una produzione minore di erbe aromatiche e l’apicoltura è rappresentata da 34 aziende.


