Nuova paura per le sorti del riso made in Italy. Sono bastati due mesi perché le importazioni di riso da Cambogia e Myanmar in Europa riprendessero quota. Il 17 gennaio è scaduta la clausola di salvaguardia, che, imponendo dazi sulla merce, aveva ridimensionato gli acquisti dal Sud-est asiatico da parte dei Paesi dell’Unione. Ora le importazioni di riso da Cambogia e Myanmar sono aumentate del 56% rispetto a un anno fa, con 24.500 tonnellate che sono finite in Italia. In questi giorni i delegati di varie nazioni si stanno confrontando a Bruxelles con i membri della commissione per la definizione del nuovo regolamento per gli scambi commerciali con i Paesi meno sviluppati.

L’Ente Risi chiede importazioni a dazio zero dal Sudest asiatico

L’Ente Risi, che da tempo cerca di stringere alleanze con i maggiori produttori europei, ha scritto una lettera al ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli, al sottosegretario Gian Marco Centinaio e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio per chiedere che siano introdotti degli automatismi per escludere dalle condizioni più favorevoli gli Stati dove non c’è rispetto dei diritti umani. «Ancora una volta - denuncia in una nota il presidente dell’Ente Risi, Paolo Carrà - ci troviamo di fronte ad un contrasto tra i Paesi del Nord Europa, inclini al commercio e ad investire in Paesi che hanno dimostrato scarsa attenzione ai diritti delle popolazioni locali, e i Paesi mediterranei che da sempre producono prodotti di qualità».

Paolo Carrà (credito foto: Alimentando.info) L’Ente Risi chiede importazioni a dazio zero dal Sudest asiatico
Paolo Carrà (credito foto: Alimentando.info)

Il problema delle importazioni a dazio zero dai Paesi EBA

Carrà chiede un meccanismo che renda automatiche le clausole di salvaguardia per quelle nazioni che non rispettano i diritti umani. «Purtroppo - dichiara Carrà - ancora una volta assistiamo alla solita miopia della Commissione, supportata anche da alcuni Paesi del Nord Europa, nel non voler affrontare in modo completo il problema delle importazioni a dazio zero dai Paesi EBA (regime che abolisce i dazi e i contingenti per tutte le importazioni di merci tranne armi e munizioni, ndr). La Commissione, pur trovandosi di fronte al fatto compiuto della violazione di diritti umani che ha determinato sanzioni da parte della Commissione stessa e alla difficoltà di applicazione dell’attuale meccanismo automatico della clausola, ritiene di non inserire i Paesi EBA tra quelli ai quali possa venire applicata la clausola di salvaguardia».

 

Nella sua lettera ai Ministri competenti e al Sottosegretario Centinaio, Carrà ha evidenziato che se la proposta di riforma della clausola riguarderà esclusivamente il riso proveniente dai Paesi SPG (Sistema delle preferenze generalizzate, regime doganale preferenziale accordato dai Paesi industriali ai Paesi in via di sviluppo) e non anche dai Paesi EBA, l’effetto che si avrà sul riso europeo sarà praticamente nullo.

«Dopo la scadenza della clausola di salvaguardia - conclude Carrà - le importazioni nell’Unione europea da Cambogia e Myanmar risultano in aumento del 56% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente, di cui circa 24.500 tonnellate importate nel nostro Paese».